{"id":10024,"date":"2019-11-25T16:14:10","date_gmt":"2019-11-25T15:14:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=10024"},"modified":"2019-11-26T10:47:20","modified_gmt":"2019-11-26T09:47:20","slug":"oreste-casalini-per-sempre-a-cura-di-fabrizio-pizzuto-e-paola-pallotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/oreste-casalini-per-sempre-a-cura-di-fabrizio-pizzuto-e-paola-pallotta\/","title":{"rendered":"Oreste Casalini &#8211; Per sempre"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"546\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/INVITO_front.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10025\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/INVITO_front.jpg 850w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/INVITO_front-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/INVITO_front-768x493.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/INVITO_front-600x385.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il <strong>7 dicembre 2019<\/strong> si inaugura una nuova mostra di <strong>Oreste Casalini<\/strong> dedicata ad un tema specifico, lo spirito della libera ricerca, che in materiali e tecniche diverse l\u2019autore ha sviluppato dal 1987 ad oggi. Un gruppo di opere apparentemente eterogeneo in una sorta di dialogo interiore con un medesimo soggetto, la trasmissione del sapere \u2018di padre in figlio\u2019, la concatenazione delle intenzioni, il tradimento, le scoperte, il ritorno alle origini, che nell\u2019insieme vuole fare il punto su un atteggiamento specifico dell\u2019artista, in parallelo e in riferimento anche ad ambiti del tutto estranei al mondo dell\u2019arte. La mostra \u00e8 stata infatti voluta e sostenuta dall\u2019incontro di saperi provenienti da ambiti molto diversi, diverse esperienze che per questa occasione insieme cercano di mettere a fuoco l\u2019essenza dello spirito della libera ricerca e la necessit\u00e0 di integrare diverse forme di conoscenza per raggiungere risultati e soluzioni inedite e imprevedibili. <br \/>\n<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ARTOI, Associazione di professionisti votati alla ricerca e alla sperimentazione di terapie oncologiche integrate, lo Studio di INGEGNERIA DEFA, polo d\u2019eccellenza di alta ingegneria integrata, la KOU Gallery, centro culturale dove si combinano linguaggi differenti, rendono possibile l\u2019esposizione di una serie di opere di Oreste Casalini dedicate al tema dell\u2019integrazione delle conoscenze nella ricerca artistica contemporanea. Filo conduttore, la volont\u00e0 di fare libera ricerca con l\u2019obiettivo di promuovere la conoscenza pura, pi\u00f9 lontana possibile da vischiosi compromessi con i sistemi omologati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019arte, come la vita, \u00e8 la ricerca di equilibrio tra qualcosa che tende a manifestarsi e qualcosa che tende invece a nascondersi alla vista degli altri e, soprattutto, alla nostra stessa coscienza. Lavorare con lo spirito del ricercatore significa vivere costantemente tra i due opposti che governano il mondo: farsi guidare dalla sensibilit\u00e0 oppure chiudersi all\u2019esperienza e vivere di certezze e spegnere la vitalit\u00e0. Significa prima di tutto sperimentare sulla propria pelle nuove soluzioni, rischiare senza garanzie che sia possibile, dopo, rielaborare e comunicare ci\u00f2 che eventualmente \u00e8 accaduto, accettare il fallimento. Ricerca vuol dire sospendere il pre-giudizio e riconnettersi alla fonte originaria di tutte le forme, mettere in discussione le conoscenze acquisite e prevedere il fallimento e la paralisi, inseguire un\u2019ombra, cercare la forma che non \u00e8 ancora diventata dicibile e metterla in relazione con il gi\u00e0 conosciuto. Per fare ricerca \u00e8 necessario essere preparati: saper cogliere l\u2019intuizione, che \u00e8 il contrario dell\u2019improvvisazione, seguire una disciplina ferrea per dominare il momento, superare regole e convenzioni, che comunque non possiamo ignorare. Fare ricerca significa vivere senza porsi limiti prestabiliti, non potendo prevedere i risultati e le connessioni che si metteranno in gioco. Il lavoro dell\u2019artista, come del ricercatore e del monaco, \u00e8 un operare segreto e in disparte che al resto del mondo appare radicale e scandaloso, avendolo gi\u00e0 rifiutato, ma che nel suo esemplare fallimento rappresenta un memento (un monumento, una traccia) di una deviazione verso l\u2019irreale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Colui che dedica la vita alla ricerca \u00e8 <em>Homo Sacer <\/em>(sacro), rifugge le logiche del potere, accetta la marginalit\u00e0 (quasi follia) sapendo che soltanto in quel modo pu\u00f2 far progredire il mondo e riconnetterlo alle radici feconde. Si tratta di un percorso (una fuga) quasi infinito: come Ulisse, il ricercatore non si adagia sui risultati raggiunti e subito riprende il largo per continuare a cercare, con ostinazione, fede, caparbiet\u00e0, o forse soltanto ottusit\u00e0. In particolare l\u2019artista, l\u2019<em>Homo Faber<\/em>, che custodisce la sapienza del costruire cose mirabili, deve scegliere ad ogni passo: farsi dominare dalle proprie ossessioni o accettare, approfittandone, un percorso ben disegnato e sicuro in cui ottenere successo nel conformismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ricercatore coltiva speranze, va contro il destino e incontro all\u2019opera, che ha il potere di mostrarci che esiste anche un altro tempo, quello dell\u2019arte ad esempio, cui si pu\u00f2 accedere attraversando il silenzio, lo spazio bianco, il vuoto. Placare l\u2019attivit\u00e0 costante della&nbsp;mente per accedere ad uno spazio interiore \u00e8 la premessa necessaria per ogni forma di disciplina spirituale, dove il silenzio mostra il suo suono e il vuoto il suo pieno, come ha dimostrato l\u2019intera opera di John Cage.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per fare ricerca, in definitiva, \u00e8 necessario attraversare il silenzio, che come il vuoto, non esiste. Silenzio vuol dire dare priorit\u00e0 all\u2019ascolto di noi stessi, apertura totale ad ogni vibrazione che pu\u00f2 diventare esperienza. Il silenzio \u00e8 un limite e un\u2019opportunit\u00e0, una soglia, un affaccio su un altrove altrimenti irraggiungibile, nel silenzio \u00e8 la possibilit\u00e0 del sempre presente, l\u00ec dove \u00e8 possibile che sia anche l\u2019arte, l\u2019unica attivit\u00e0 umana che ha la capacit\u00e0 di permanere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il vernissage interverranno Fabrizio Pizzuto e Paola Pallotta curatori del progetto, Massimo Bonucci Presidente di ARTOI Associazione per la Ricerca di Terapie Oncologiche integrate, Generoso Falciano CEO della DEFA Societ\u00e0 di Ingegneria e Sandro Lorenzatti, archeologo e ricercatore, Alessandra Francesca Borzacchini, artista e promotrice dello spazio SBA Sporting Beach Arte che nell\u2019ultimo anno ha ospitato Oreste Casalini in una residenza d\u2019artista a Ostia sul mare.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Oreste Casalini<\/strong><br \/> Nato a Napoli nel 1962, ha frequentato l\u2019Accademia di Belle Arti di Roma e espone dal 1989. Ha realizzato numerose mostre in spazi pubblici e privati tra le quali: Casa Italiana Zerilli-Marim\u00f2, New York (1991), Universit\u00e0 Federico II, Napoli (1997) Palazzo Reale, Napoli (1998), XII Biennale di Architettura, Venezia (2010), Palazzo Mochi-Zamperoli, Cagli (2010), Castello di Rivara, Centro per l\u2019Arte contemporanea (2011, 2013, 2015) Spazio Mercuria, Dubai (2013) Fiera Ostrale, Dresda (2014) Fondazione Telethon, Centro Olivetti, Napoli (2015) Istituto Portoghese in Roma (2018) MACRO Asilo, Roma (2019). Ha realizzato installazioni permanenti in spazi privati a Napoli (1998, 2003), Roma (2003, 2005), Berlino (2010), Milano (2010, 2013) Torino (2015). Opere di Oreste Casalini sono presenti in collezioni private a Roma, Milano, Napoli, Londra, Berlino, Parigi, New York, Seattle, Dublino, Dubai, Mumbai, Tokio, Mosca. Hanno scritto di lui: Fabrizio Pizzuto, Paolo Aita, Paola Pallotta, Paolo Balmas, Clara Tosi Pamphili, Francesco Moschini, Emanuele Trevi, Diletta Benedetto, Angelo Mistrangelo, Renato Rizzo, Ilaria Piccioni, Giorgio De Finis, Donatella Pinocci, Michela Scolaro, Francesca Bottari, Vittorio Emiliani, Simona Barucco, Ludovico Pratesi, Stefano Petricca, Gianni Mercurio, Ada Lombardi, Patrizia Ferri, Dragan Stenek, Pietro Pedace, Sarah Wasserman, Ornella Tozzi, Antonio Di Gennaro, Benjamin Th. Fels.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Leonardo Gensini<\/strong><br \/><em>PETRA n.2 Unico movimento per ceramica, sassi, parola e silenzio &#8211; 2019.<br \/> Le conchiglie e i sassi lasciati al naturale senza alcun trattamento sono gli oggetti e insieme l\u2019idea da cui nasce la composizione nella mente dell\u2019autore il quale, in quanto musicista, intrattiene un rapporto privilegiato con ci\u00f2 che pu\u00f2 produrre suono. Di dimensioni diverse, gli oggetti sonori producono, ciascuno con le proprie qualit\u00e0 armoniche, linee ritmiche distinguibili di frequenze complesse. Durante l\u2019esecuzione, Leonardo Gensini assume movenze quasi da dj per provocare le oscillazioni dei sassi disposti in ordine studiato e voluto sul tavolo in vetro, con gesti che li mettono in azione, pi\u00f9 che suonarli.\u00a0Petra\u00a0svela quindi il suo cot\u00ea zen, rintracciabile non soltanto negli oggetti prescelti e nella metodologia dell\u2019esecuzione, ma anche nell\u2019atteggiamento richiesto al pubblico gi\u00e0 prima dell\u2019inizio musicale: fermarsi semplicemente, senza aspettative, trovando la postura idonea alla concentrazione. Trattandosi di suoni molto flebili \u00e8 necessario infatti porsi in atteggiamento di ascolto, aprirsi al silenzio e alla leggerezza, favorendo la ricezione e il superamento delle contraddizioni tra l\u2019essere umano e le cose, tra musica e rumore. Circondati, contaminati, pressati da suoni e rumori artificiali di tecnologie invadenti, siamo chiamati, magari per pochi minuti, a riascoltare il silenzio e i suoni naturali forse mai uditi. (Paola Pallotta)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Compositore, polistrumentista e artista visivo. La sua produzione comprende opere vocali, strumentali, elettroniche e elettroacustiche, in cui convivono tecniche diverse: dalla serialit\u00e0 \u2018severa\u2019 alla pittografia, dall\u2019improvvisazione all\u2019alea, dalle elaborazioni elettroniche all\u2019assunzione di elementi di ascendenza rock e jazz. Strettissimo \u00e8 il rapporto che molte sue opere intrattengono con le arti visive e teatrali, in particolare il teatro danza. Docente di musica d\u2019insieme e direttore di ensemble musicali, fa parte della Rete Italiana Musicisti Organizzati R.IT.M.O. per la musica contemporanea. Rassegne di musica contemporanea in Italia e all\u2019estero ospitano sue composizioni e le sue opere grafico-pittoriche sono esposte in diverse gallerie d\u2019arte italiane.<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\"> <strong>INFO<\/strong>\n <strong>Oreste Casalini<\/strong>\n <strong>Per sempre<\/strong>\n a cura di Fabrizio Pizzuto e Paola Pallotta\n <strong>Inaugurazione 7 dicembre 2019 ore 18.00<\/strong>\n <strong>Kou Gallery <\/strong>\n Via della Barchetta 13- Roma\u00a0\n \n <strong>Interventi di<\/strong>: Massimo Bonucci, Presidente Associazione ARTOI, Generoso Falciano CEO DEFA Srl, Sandro Lorenzatti, archeologo e ricercatore, Alessandra Francesca Borzacchini, artista e promotrice dello spazio SBA Sporting Beach Arte, Ostia\n \n <strong>Fino al 20 dicembre 2019<\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>Il 7 dicembre 2019 si inaugura una nuova mostra di Oreste Casalini dedicata ad un tema specifico, lo spirito della libera ricerca, che in materiali e tecniche diverse l\u2019autore ha sviluppato dal 1987 ad oggi. 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