{"id":10997,"date":"2020-08-31T13:01:00","date_gmt":"2020-08-31T11:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=10997"},"modified":"2020-09-10T13:31:11","modified_gmt":"2020-09-10T11:31:11","slug":"la-materia-diventa-forma-costantino-ruggeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/la-materia-diventa-forma-costantino-ruggeri\/","title":{"rendered":"La materia diventa forma | Costantino Ruggeri"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 3<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/035-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11001\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/035-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/035-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/035-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/035-600x900.jpg 600w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/035.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Visibile fino al 4 ottobre a Pavia, nello spazio arti contemporanee del Broletto, la mostra \u201cDalla materia alla forma\u201d, opere di Costantino Ruggeri realizzate negli anni &#8217;60 e &#8217;70.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cLa materia diventa forma\u201d<\/em>, nel 1967, segna la nascita del movimento dell\u2019arte povera da parte del critico d&#8217;arte (recentemente scomparso) Germano Celant, che la caratterizza in queste parole: <em>\u201c\u2026nel ridurre ai minimi termini, nell&#8217;impoverire i segni, per ridurli ai loro archetipi&#8221;<\/em>. <br \/>Nella storica mostra dal titolo \u201c<em>Arte povera&nbsp;\u2013&nbsp;Im Spazio\u201d<\/em> tenutasi alla galleria \u201cLa Bertesca\u201d di Genova, Celant presenta gli artisti e il fondamento teorico della nuova corrente che si pone al di fuori del sistema dell\u2019arte. Nell\u2019esposizione compaiono i nomi di <strong>Fabro, Bignardi, Boetti, Kounellis<\/strong>, ai quali si aggiungeranno in seguito <strong>Paladino<\/strong>, <strong>Merz<\/strong>, ed altri ancora. La neonata corrente s\u2019identifica in queste parole: <em>\u201cPrima viene l\u2019uomo e poi il sistema\u201d<\/em>.<br \/>Celant parla di un&#8217;arte povera, impegnata con la contingenza, con l\u2019evento, con l\u2019astorico, con il presente, con la concezione antropologica e con l\u2019uomo reale. Il punto d\u2019incontro fra l\u2019assoluto della bellezza e il relativo delle forme in cui esso viene indicato, rappresenta un punto sempre nuovo di partenza nell\u2019esperienza di un artista, difficile esprimerlo a parole perch\u00e9 deve esprimersi in situazioni, segni essenziali, aperture imprevedibili, sempre nuove, in soluzioni rigorose quante libere e liberali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2714.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10999\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2714.jpg 1000w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2714-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2714-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2714-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2714-600x600.jpg 600w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2714-800x800.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo momento, la mostra intende valorizzare e promuovere l\u2019opera di quegli anni di <strong>Costantino Ruggeri<\/strong>, uomo di fede ma anche artista attento a tutti i movimenti che sorgeranno nel contesto storico-artistico della seconda met\u00e0 del \u2018900.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guido Ballo parla in questi termini di Ruggeri: \u201c<em>Ha sempre sentito la pittura come un atto morale, un rapporto con l\u2019architettura<\/em>\u201d.<br \/>Ha sviluppato un dialogo vivo con la materia, con i muri, con gli spazi, ha capito che l\u2019anima di tali spazi era data soprattutto dalla luce.<br \/>Attraverso il dialogo con la materia, Costantino approda ai materiali pi\u00f9 umili: cartone da imballaggio, cellophane, fili di refe, polistirolo, tavolette di legno che trova nelle discariche e nei depositi di materiali inutilizzati.<br \/>\u201c<em>Le celle<\/em>\u201d di Costantino Ruggeri sono opere tridimensionali in cui l\u2019artista utilizza un cartone spesso piegandolo a forma di parallelepipedo che ricopre totalmente di uno strato di gesso e pittura bianca, tali da rendere il manufatto immacolato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"999\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/012.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11000\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/012.jpg 1000w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/012-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/012-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/012-768x767.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/012-600x599.jpg 600w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/012-800x800.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Dal soffitto della piccola cella pendono talvolta fili di refe, piccole tracce di colore sulle pareti e un solo accenno della presenza di arredi, sinonimi di un vissuto spirituale volto all\u2019essenza della forma. <strong>Nella stessa ottica Ruggeri crea le sue opere tridimensionali<\/strong>: pannelli bianchi o neri dove con leggerezza traccia segni con fili di refe, anche nell\u2019utilizzo di vecchi vetri recuperati il segno \u00e8 sempre improntato alla realizzazione di una forma geometrico-scultorea quasi a delimitare gli spazi dello spirito dove l\u2019interlocutore si perde in grandi riflessioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"750\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2718.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10998\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2718.jpg 1000w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2718-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2718-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IMG_2718-600x450.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Costantino Ruggeri<\/strong> nasce nel piccolo paese di <strong>Adro<\/strong> presso Brescia in Lombardia, nel 1925. Alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1944, fa la professione semplice nell&#8217;Ordine dei frati minori dove vive dall&#8217;et\u00e0 di tredici anni, iniziando contemporaneamente la propria formazione religiosa e quella artistica. Nel 1951, \u00e8 ordinato sacerdote nel Duomo di Milano e realizza la prima esposizione di pittura, presentata da Mario Sironi, presso la Galleria San Fedele di Milano. Nei due anni successivi sono organizzate mostre personali a Genova, Torino, Brescia, Como e Roma. Nel 1954 riceve il primo premio S. Fedele e il terzo premio Marzotto. A Milano Ruggeri si confronta e coltiva un\u2019amicizia con molti artisti: Carr\u00e0, Tosi, Sironi, Fontana, Crippa, Dova, Melotti e altri. <\/em><br \/><em>Inizia a dipingere con continuit\u00e0 e rapida gestualit\u00e0, con tecniche varie, su tele, legni e cartoni; realizza affreschi presso edifici; espone in mostre personali e collettive. Dipingere \u00e8 stata un&#8217;attivit\u00e0 di tutta la vita, pubblica e intima. Nel 1962 si diploma di scultore a Brera ed  i suoi compagni di studi erano: Roberto Crippa, Lucio Fontana, Gianni Dova, Marino Marini, Alberto Burri. Nel 1954 aveva esposto due sue opere alla X Triennale di Milano;; era entrato nel gruppo per il rinnovamento dell&#8217;arte sacra di &#8220;Chiesa e Quartiere&#8221; di Bologna. Nel 1959 chiede di essere trasferito dal convento in Milano a quello di Santa Maria di Canepanova a Pavia, dove lavora, in uno straordinario studio nel sottotetto del convento e del presbiterio e coro della chiesa, fino agli ultimi giorni della sua vita, nel 2007.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"545\" height=\"775\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Costantino-Ruggeri_LOCANDINA.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11002\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Costantino-Ruggeri_LOCANDINA.jpg 545w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Costantino-Ruggeri_LOCANDINA-211x300.jpg 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 545px) 100vw, 545px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">INFO\n<strong>Dalla materia alla forma<\/strong>\nOpere di Costantino Ruggeri\n\ndal 18 luglio al 4 ottobre 2020\n\nSpazio Arti contemporanee del Broletto\nPavia\n\n<em>Ingresso libero tutti i giorni<\/em>\n<em>dalle 11.00 alle 18.00, chiuso il marted\u00ec.<\/em>\n\nIl numero massimo di visitatori \nammessi contemporaneamente nella sala mostre \n\u00e8 pari a 20.\n<strong>\u00c8 obbligatorio l'uso della mascherina.<\/strong>\n\nwww.vivipavia.it<\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 3<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>Visibile fino al 4 ottobre a Pavia, nello spazio arti contemporanee del Broletto, la mostra \u201cDalla materia alla forma\u201d, opere di Costantino Ruggeri realizzate negli anni &#8217;60 e &#8217;70. \u201cLa materia diventa forma\u201d, nel 1967, segna la nascita del movimento dell\u2019arte povera da parte del critico d&#8217;arte (recentemente scomparso) Germano Celant, che la caratterizza in&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/la-materia-diventa-forma-costantino-ruggeri\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">La materia diventa forma | Costantino Ruggeri<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11003,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","_seopress_robots_follow":"","_seopress_robots_imageindex":"","_seopress_robots_snippet":"","_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_robots_breadcrumbs":"","_seopress_robots_freeze_modified_date":"","_seopress_robots_custom_modified_date":"","_seopress_robots_canonical":"","_seopress_social_fb_title":"","_seopress_social_fb_desc":"","_seopress_social_fb_img":"","_seopress_social_fb_img_attachment_id":0,"_seopress_social_fb_img_width":0,"_seopress_social_fb_img_height":0,"_seopress_social_twitter_title":"","_seopress_social_twitter_desc":"","_seopress_social_twitter_img":"","_seopress_social_twitter_img_attachment_id":0,"_seopress_social_twitter_img_width":0,"_seopress_social_twitter_img_height":0,"_seopress_redirections_value":"","_seopress_redirections_enabled":"","_seopress_redirections_enabled_regex":"","_seopress_redirections_logged_status":"","_seopress_redirections_param":"","_seopress_redirections_type":0,"_seopress_analysis_target_kw":"","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-10997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":19231,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/untitled-lopera-e-la-diffusione-del-pensiero\/","url_meta":{"origin":10997,"position":0},"title":"UNTITLED \u201cL\u2019opera \u00e8 la diffusione del Pensiero\u201d","author":"Felix Dario Ruggeri","date":"16 Gennaio 2026","format":false,"excerpt":"Nella notte pi\u00f9 lunga dell\u2019arte bolognese, lo spazio di via Nazario Sauro inaugura \"UNTITLED\". 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