{"id":16946,"date":"2024-01-19T19:20:26","date_gmt":"2024-01-19T17:20:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=16946"},"modified":"2024-02-05T19:30:04","modified_gmt":"2024-02-05T17:30:04","slug":"agostino-bonalumi-oltre-la-superficie-lesplorazione-dei-limiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/agostino-bonalumi-oltre-la-superficie-lesplorazione-dei-limiti\/","title":{"rendered":"Agostino Bonalumi | Oltre la superficie: l\u2019esplorazione dei limiti"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span>\n<p>Agostino Bonalumi, artista italiano noto per le sue <em>\u201cestroflessioni\u201d<\/em> particolarmente innovative, \u00e8 nato il 10 luglio 1935 a Vimercate, in provincia di Monza. <strong>Bonalumi<\/strong> ha sperimentato forme e materiali innovativi per creare <strong>opere tridimensionali che giocano con la luce e lo spazio<\/strong>, cercando di esplorare le possibilit\u00e0 espressive e sensoriali che questi media potevano offrire.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi lavori sono conosciuti, voluti\u00a0 ed esposti in tutto il mondo. Nella sua lunga carriera ha partecipato anche a importanti eventi artistici come la <strong>Biennale di Venezia<\/strong>. Scomparso il 18 settembre 2013, <strong>il suo lavoro continua ad essere apprezzato e studiato da critici d\u2019arte e collezionisti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"999\" height=\"539\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-Alto-Piano-Studio.-Fotografia-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16947\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-Alto-Piano-Studio.-Fotografia-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-.jpg 999w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-Alto-Piano-Studio.-Fotografia-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino--300x162.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-Alto-Piano-Studio.-Fotografia-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino--768x414.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>\u201cAgostino Bonalumi. Il Teatro delle Forze\u201d\u00a0 \u00a9 Alto Piano Studio Ph. Agostino Osio &#8211; Courtesy Mazzoleni, London &#8211; Torino<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In occasione&nbsp; delle mostre che celebrano il Maestro a dieci anni dalla sua perdita, <strong><em>\u201cThe Paradox of Proximity: Agostino Bonalumi and Lee Seung Jio\u201d <\/em><\/strong>e <strong><em>\u201cAgostino Bonalumi. Il Teatro delle Forze\u201d<\/em><\/strong>, abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di intervistare <strong>Davide Mazzoleni<\/strong>, <strong>scopriamo cosa \u00e8 emerso&#8230;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo Chetta:<\/strong> Buongiorno Davide, la ringrazio per il tempo che potr\u00e0 dedicarci. L\u2019occasione \u00e8 quella della celebrazione di <strong>Agostino Bonalumi nell\u2019anno del 10\u00b0 anniversario dalla scomparsa<\/strong>. La vostra Galleria nasce nel 1986 da una collezione privata iniziata negli anni \u201850, ormai stabilmente una delle principali gallerie italiane d\u2019Arte Moderna e Contemporanea. Un solido rapporto quello tra Mazzoleni e Bonalumi, cresciuto nel tempo, vi legava una forte collaborazione&#8230; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Davide Mazzoleni:<\/em><\/strong><em>Buongiorno, ringrazio vivamente per questa intervista. Questa mostra segna una tappa importante all\u2019interno di questo percorso iniziato oltre trent\u2019anni fa. <\/em><strong><em>Bonalumi \u00e8 un artista particolarmente rappresentativo per la storia della nostra galleria<\/em><\/strong><em>. Si tratta di un rapporto che si \u00e8 consolidato nel tempo nato da una lunga amicizia. <\/em><strong><em>Mio padre ha sempre stimato Bonalumi<\/em><\/strong><em>, un artista che, pur facendo un lavoro molto rigoroso, sperimentava sempre; materiali e forme diverse. Ricordiamo le due bellissime mostre sulle sculture del maestro lombardo realizzate nel 2014 dalla galleria, sia a Londra sia a Torino, dopo la scomparsa del Maestro. Un omaggio importante e significativo rafforzato negli anni anche grazie al lavoro in stretta e costante collaborazione con l\u2019<\/em><strong><em>Archivio Bonalumi<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"999\" height=\"756\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-C.-Lo-Bello.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16948\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-C.-Lo-Bello.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg 999w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-C.-Lo-Bello.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-C.-Lo-Bello.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-768x581.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>\u201cAgostino Bonalumi. Il Teatro delle Forze\u201d\u00a0 \u00a9 C. Lo Bello &#8211; Courtesy Mazzoleni, London &#8211; Torino<\/em> <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V.C.:<\/strong> <strong>Mazzoleni<\/strong> e <strong>Kukje Gallery<\/strong> hanno esplorato le connessioni fra <strong>Bonalumi<\/strong> e <strong>Seung Jio<\/strong> nella sede di Londra, cos\u00ec come anche al Frieze Masters di ottobre. Come \u00e8 nata questa eccezionale collaborazione?<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>D.M.: <\/em><\/strong><em>Da inizio ottobre la galleria di Londra ospita presso la sua sede la mostra <\/em><strong><em>\u201cIl Paradosso della Prossimit\u00e0. Agostino Bonalumi e Lee Seung Jio\u201d <\/em><\/strong><em>(The Paradox of Proximity: Agostino Bonalumi and Lee Seung Jio). La mostra, a cura di Marco Scotini, \u00e8 stata organizzata in collaborazione con Kukje gallery, con la quale abbiamo anche condiviso il nostro stand<\/em><strong><em> a Frieze Masters London, presentando uno splendido progetto<\/em><\/strong><em>. I rapporti con Kukje gallery sono nati alcuni anni fa e si sono consolidati nel 2021 con il primo stand condiviso e, con l\u2019apertura a mercati orientali siamo stati particolarmente felici di iniziare questa proficua collaborazione, significativa per entrambe le gallerie, sia come scoperta dei propri artisti rappresentati sia come nuovo approccio culturale e di mercato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>V.C.:<\/strong> Da una parte una mostra intima con i monocromi in dialogo con le opere di <strong>Lee Seung<\/strong>, dall\u2019altra un\u2019importante retrospettiva legata anche all\u2019ambito teatrale, indagato da Bonalumi negli anni \u201870. L\u2019una non esclude l\u2019altra, c\u2019\u00e8 <strong>una forte correlazione fra teatro e opere plastiche<\/strong>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>D.M.: <\/em><\/strong><em>Assolutamente s\u00ec,<\/em><strong><em> entrambe le mostre si focalizzano durante periodi cruciali per la ricerca dell\u2019artista, tra gli anni sessanta e settanta<\/em><\/strong><em>. La prima mostra presentata presso la galleria di Londra demarca un orizzonte di due artisti cos\u00ec lontani nel loro contesto geopolitico e culturale, ma al contempo ritenuti <\/em><strong><em>pionieri nel superamento dell\u2019arte informale<\/em><\/strong><em>, il titolo della mostra allude proprio a questa distanza spaziale e temporale tra di loro sottolineando l\u2019intrigante affinit\u00e0 della loro ricerca creando questo paradosso. La mostra <\/em><strong><em>\u201cAgostino Bonalumi. Il Teatro delle Forze\u201d<\/em><\/strong><em>, grazie alla preziosa curatela di Marco Scotini, evidenzia, nella sede di Torino,<\/em><strong><em> il ruolo della macchina teatrale<\/em><\/strong><em> e come questa allude alle forze plastiche che ogni lavoro di Bonalumi esibisce e formalizza. Come evidenzia il curatore stesso: \u201cUn vero e proprio teatro di forze \u00e8 all\u2019opera nei monocromi plastici di Bonalumi. Per questo, all\u2019inizio degli anni settanta, gli spazi scenici delle due azioni coreografiche (\u201c<\/em><strong><em>Partita\u201d e \u201cRot\u201d<\/em><\/strong><em>), al centro della mostra,&nbsp; diventano<\/em><strong><em> i luoghi per eccellenza della ricerca plastico-dinamica di Bonalumi<\/em><\/strong><em>. Proprio perch\u00e9 vi incontriamo anche forze acustiche, forze coreografiche, luministiche che entrano in un rapporto di mutua dipendenza e simultaneit\u00e0 con quelle plastiche e cromatiche delle sculture dell\u2019artista.\u201d&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>V.C.:<\/strong> Queste due rassegne vedono la cura di <strong>Marco Scotini<\/strong> e la collaborazione dell\u2019<strong>Archivio Bonalumi<\/strong>, che con voi hanno creato due rassegne originali e molto interessanti, una sinergia di sicuro successo, complimenti e grazie per aver reso omaggio al Maestro Bonalumi con <em>\u201cThe Paradox of Proximity: Agostino Bonalumi and Lee Seung Jio\u201d<\/em> e <em>\u201cAgostino Bonalumi. Il Teatro delle Forze\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>D.M.: <\/em><\/strong><em>Oggi come doveroso tributo e come galleria di rappresentanza dell\u2019Estate di Agostino Bonalumi, la doppia mostra si presenta come <\/em><strong><em>una retrospettiva articolata che permette di riscoprire ulteriormente l\u2019artista sotto una veste meno conosciuta <\/em><\/strong><em>attraverso una selezione di opere appartenenti a una delle stagioni pi\u00f9 felici della sua attivit\u00e0 creativa. <\/em><strong><em>Grazie alla curatela di Marco Scotini <\/em><\/strong><em>entrambe le mostre presentano aspetti inediti e approfondimenti sull\u2019opera del grande maestro lombardo. Entrambe sono accompagnate da ricche pubblicazioni con relativi testi critici. Grazie ancora.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"999\" height=\"666\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Credits-Alto-Piano-Studio.-Photo-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16949\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Credits-Alto-Piano-Studio.-Photo-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-.jpg 999w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Credits-Alto-Piano-Studio.-Photo-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino--300x200.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Credits-Alto-Piano-Studio.-Photo-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino--768x512.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Credits-Alto-Piano-Studio.-Photo-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino--930x620.jpg 930w\" sizes=\"auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>\u201cAgostino Bonalumi. Il Teatro delle Forze\u201d\u00a0 \u00a9 Alto Piano Studio Ph. Agostino Osio &#8211; Courtesy Mazzoleni, London &#8211; Torino<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Abbiamo parlato di <strong>Agostino Bonalumi<\/strong> e delle due mostre celebrative anche con <strong>Marco Scotini<\/strong>, curatore, scrittore e critico d\u2019arte al quale sono state affidate le due mostre di Londra e Torino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo Chetta: <\/strong>Buongiorno Marco, \u00e8 un piacere poter chiacchierare con lei di arte, ed in particolare di un Maestro come Agostino Bonalumi e di realt\u00e0 come la Mazzoleni&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Marco Scotini:<\/em><\/strong><em> Buongiorno Vincenzo, \u00e8 la prima volta che mi occupo, da curatore, di <\/em><strong><em>un artista cos\u00ec \u201cestablished\u201d <\/em><\/strong><em>(fino al punto di rimanerne bloccato o cristallizzato al suo interno) come Bonalumi. Ma questa \u00e8 anche la mia prima collaborazione con la galleria Mazzoleni nelle sue due sedi di Londra e Torino: <\/em><strong><em>i felici risultati sono sotto gli occhi di tutti<\/em><\/strong><em>, credo, senza dover aggiungere altro.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>V.C.: <\/strong>Negli spazi di Mazzoleni London \u00e8 in corso, fino al 19 dicembre, <em>\u201cThe Paradox of Proximity: Agostino Bonalumi and Lee Seung Jio\u201d<\/em> , una mostra che vi ha visto in collaborazione con la Kukje Gallery oltre che con l\u2019Archivio Agostino Bonalumi e l\u2019Estate of Lee Seung Jio di Seoul. Come \u00e8 nata l\u2019idea di un progetto che mostrasse le connessioni fra questi due grandi artisti?<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>M.S.:<\/em><\/strong><em>In rapporto alle differenze di scala dei due spazi espositivi di Mazzoleni, ho pensato che <\/em><strong><em>la mostra di Londra dovesse apparire come un dialogo intimo<\/em><\/strong><em> o domestico mentre <\/em><strong><em>quella di Torino come un \u2018discorso in pubblico\u2019 <\/em><\/strong><em>e dunque plurale, trasversale, multiplanare: ecco allora il linguaggio della musica, dell\u2019arte, della danza, del teatro fusi assieme. Dal punto di vista del contenuto si \u00e8 trattato quindi di mettere in scena nello spazio di Old Bond Street un dialogo &#8211; peraltro mai avvenuto &#8211; tra Bonalumi e Lee Seung Jio (che \u00e8 uno dei pionieri dell\u2019astrattismo coreano) in un arco di tempo cruciale come il passaggio tra gli anni sessanta e Settanta. Per comporre questo dittico la mostra si \u00e8 avvalsa della collaborazione di Mazzoleni di Londra e di Kukje Gallery di Seoul, oltre che degli archivi dei rispettivi artisti. Naturalmente all\u2019interno della mostra <\/em><strong><em>si \u00e8 cercato di sottolineare le analogie<\/em><\/strong><em> tra i due artisti, pi\u00f9 o meno coetanei, e di <\/em><strong><em>evidenziare il loro contributo allo sviluppo del modernismo del Dopoguerra<\/em><\/strong><em> pur da polarit\u00e0 geopolitiche opposte. Innanzitutto, abbiamo a che fare con due personalit\u00e0 fortemente individuali che hanno rappresentato due stili assolutamente originali e difficilmente assimilabili ad altri e tra loro. Il fatto che uno sia stato identificato con i suoi \u201ctubi pittorici\u201d mentre l\u2019altro con le sue estroflessioni d\u00e0 un\u2019idea di <\/em><strong><em>quanto lo stile nella modernit\u00e0 finisse per diventare una lingua propria<\/em><\/strong><em> che si identificava a tal punto con la personalit\u00e0 dell\u2019artista da dover essere tradotta, ogni volta, in un linguaggio comune. Comunque l\u2019approccio di Lee Seung Jio \u00e8 di natura illusionistico-visiva, mentre quello di <\/em><strong><em>Bonalumi \u00e8 tattico, fenomenologico e sensuale allo stesso tempo<\/em><\/strong><em>. In definitiva ci \u00e8 piaciuto giocare con il concetto di \u201cprossimit\u00e0\u201d e con la volont\u00e0 di superamento della dicotomia tra Oriente e Occidente. La stessa comparazione tra due importanti artisti collocati tra l\u2019Atlantico e il Pacifico cerca di rendere problematica questa distanza presupposta come insopprimibile. Cos\u00ec come si intende superare l\u2019ideologia di un\u2019egemonia culturale americana che ci \u00e8 stata imposta nel tempo della Guerra Fredda in favore dell\u2019idea di una modernit\u00e0 pi\u00f9 dislocata nel tempo e nello spazio, dunque, meno monolitica. Nel contesto della globalizzazione, come \u00e8 l\u2019attuale, <\/em><strong><em>\u00e8 necessaria una nuova ricerca tesa a individuare modernit\u00e0 alternative, parallele, non allineate<\/em><\/strong><em>. Come si vede anche in questa mostra, nuovi linguaggi, nuove forme di produzione artistica nascono dall\u2019incrocio e dall\u2019ibridazione di storie culturali diverse tra loro che, pur tendendo ad obiettivi simili, hanno presupposti discordanti, eterogenei.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>V.C.: <\/strong>A Torino invece, \u00e8 aperta fino al 3 febbraio prossimo la mostra <strong>\u201cAgostino Bonalumi: Il Teatro delle Forze\u201d<\/strong>, da cosa nasce il titolo della rassegna che celebra l\u2019artista nel decimo anno dalla sua scomparsa?<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>M.S.:<\/em><\/strong><em> Il titolo della mostra torinese, da un lato fa diretto riferimento alla macchina teatrale come suo oggetto espositivo, visto che vengono esposte due opere di Bonalumi concepite per due azioni coreografiche come <\/em><strong><em>\u201cPartita\u201d del 1970 <\/em><\/strong><em>(coreografata da Susanna Egri con musica di Petrassi) e <\/em><strong><em>\u201cRot\u201d del 1973<\/em><\/strong><em> (con musica di Guaccero e coreografia di Amodio). Dall\u2019altro lato, il titolo allude alle <\/em><strong><em>forze plastiche che ogni lavoro di Bonalumi esibisce e formalizza<\/em><\/strong><em>. Non \u00e8 pur vero che fin dai suoi primi lavori \u00e8 sempre presente una <\/em><strong><em>\u201cforza che dall\u2019interno dell\u2019opera preme estroflettendo la superficie\u201d<\/em><\/strong><em>, distribuendosi in una spinta disuguale? Non \u00e8 altrettanto vero che ogni opera di Bonalumi nasce dalla <\/em><strong><em>dialettica tra pressioni interne di un corpo e resistenze o sollecitazioni esterne<\/em><\/strong><em> che la superficie della tela oppone a tali tensioni? Perch\u00e9 allora ostinarsi a rintracciare dei segni in questi lavori mentre in gioco ci sono delle forze? Non tanto delle rappresentazioni (per quanto astratte) ma delle grandezze fisiche? <\/em><strong><em>Un vero e proprio teatro di forze \u00e8 all\u2019opera nei monocromi plastici di Bonalumi<\/em><\/strong><em>. Teatro \u00e8 solo e sempre l\u00ec dove c\u2019\u00e8 una cosa e il suo opposto, due entit\u00e0 (o due maschere) in conflitto. Per questo, all\u2019inizio degli anni Settanta, i due spazi scenici di \u201cPartita\u201d e di \u201cRot\u201d diventano i luoghi per eccellenza della ricerca plastico-dinamica di Bonalumi. Proprio perch\u00e9 vi incontriamo anche forze acustiche, forze coreografiche, luministiche e spaziali che entrano in un rapporto di mutua dipendenza e simultaneit\u00e0 con quelle plastiche e cromatiche delle sculture dell\u2019artista. Ma questi grandi spazi scenici sono anche un osservatorio privilegiato per valutare<\/em><strong><em> lo spostamento di Bonalumi dalla pittura-oggetto all\u2019ambiente plastico<\/em><\/strong><em>, cos\u00ec come sono stati definiti dalla letteratura critica sull\u2019autore. In questo senso aver potuto inserire in mostra <\/em><strong><em>\u201cBlu abitabile\u201d<\/em><\/strong><em>&#8211; l\u2019environment del 1967 concepito per l\u2019esposizione seminale \u201cLo Spazio dell\u2019Immagine\u201d &#8211; \u00e8 stato un vero privilegio. Se qualcosa manca, a parer mio, \u00e8 un\u2019opera dell\u2019inizio degli anni Sessanta (1960-62) dal titolo <\/em><strong><em>\u201cSculture Istantanee\u201d <\/em><\/strong><em>dalla natura effimera e fatta di fogli di carta manipolati dall\u2019artista: si tratta di un passaggio chiave nell\u2019opera di Bonalumi, ma su cui ancora abbiamo solo pochissime informazioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"999\" height=\"666\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Credits-Alto-Piano-Studio.-Photo-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16950\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Credits-Alto-Piano-Studio.-Photo-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg 999w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Credits-Alto-Piano-Studio.-Photo-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Credits-Alto-Piano-Studio.-Photo-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Credits-Alto-Piano-Studio.-Photo-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-930x620.jpg 930w\" sizes=\"auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>\u201cAgostino Bonalumi. Il Teatro delle Forze\u201d\u00a0 \u00a9 Alto Piano Studio Ph. Agostino Osio &#8211; Courtesy Mazzoleni, London &#8211; Torino<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V.C.:&nbsp;<\/strong> Gli indizi che questa non sia una comune retrospettiva ci sono tutti. Il pubblico avr\u00e0 anche la possibilit\u00e0 di ammirare due lavori meno indagati della sua intera produzione artistica\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>M.S.:<\/em><\/strong> <em>Certo, si tratta di due lavori che hanno richiesto un\u2019analisi interdisciplinare perch\u00e9 sono corali, nascono all<\/em><strong><em>\u2019incrocio tra corpi di danza e corpi plastici in una relazione variabile tra loro<\/em><\/strong><em>, si fondano sulla monocromia, hanno un canovaccio plastico visivo e spaziale-cromatico nonostante siano informati dalla musica. Non \u00e8 mai facile cercare di ricostruire delle opere teatrali che fanno dello spazio scenico l\u2019attivatore di presenze plastiche, scultoree. Questo fatto per\u00f2 offre la possibilit\u00e0 di fare esperienza in mostra del suono, della luce, delle scritture coreografiche, ecc.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>V.C.:<\/strong> Molto interessante inoltre la presenza di documenti e bozzetti originali. Come sono stati scelti e quanto sono state importanti in tal senso le collaborazioni di <strong>Archivio Bonalumi <\/strong>di Milano e <strong>Fondazione Cini<\/strong> di Venezia e i prestiti dell\u2019<strong>Archivio Storico del Teatro dell\u2019Opera <\/strong>di Roma e della <strong>Fondazione Egri per la Danza <\/strong>di Torino?<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>M.S.:<\/em><\/strong><em> Abbiamo fatto, con il mio collaboratore e con l\u2019archivio Bonalumi, una ricerca durata un po\u2019 di mesi tra varie istituzioni che conservano questi materiali separatamente: si \u00e8 trattato di riportarli assieme per questa occasione. L\u2019obiettivo iniziale era quello di <\/em><strong><em>raccogliere pi\u00f9 tracce possibili dei due spettacoli, ricercare i testimoni, fare un affondo<\/em><\/strong><em>. Unica delusione in questa ricerca \u00e8 stata la scoperta che <\/em><strong><em>non esistevano materiali video <\/em><\/strong><em>che (per quanto brevi) documentassero gli eventi. Magari dopo questa mostra, qualcos\u2019altro potr\u00e0 uscire fuori dagli archivi&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>V.C.:<\/strong> Quando si affronta l\u2019arte di un artista come Bonalumi, quale dovrebbe essere il modo giusto di approcciarsi per comprendere appieno le sue intenzioni?<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>M.S.:<\/em><\/strong><em> Non credo ci sia una metodologia privilegiata, valida per tutti. Quello che conosco \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 valido per me. \u00c8 noto <\/em><strong><em>il mio approccio curatoriale a natura \u201carcheologica\u201d<\/em><\/strong><em>, per cui nelle mie mostre oltre alle opere d\u2019arte sono sempre presenti anche i documenti, a differenza del modernismo che separava l\u2019assolutezza dell\u2019opera da tutto il resto. Ma questo mio metodo archeologico \u00e8 indiziario, per cui si parte sempre da ci\u00f2 che \u00e8 meno evidente, dal particolare, da tutto quello che non \u00e8 entrato a far parte della lettura egemonica sull\u2019artista. Molti dei miei colleghi amano ripetere quello che si sa, ma questo non \u00e8 il mio caso\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>V.C.:<\/strong> Un\u2019ultima domanda: Agostino Bonalumi \u00e8 un artista \u201cdefinibile\u201d in poche parole?<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>M.S.:<\/em><\/strong><em> Nulla \u00e8 definibile in poche parole. Ogni cosa ha una natura complessa, ibridata, dispersiva, mentre noi tendiamo sempre a misurare le cose attraverso un metro sintetico, definitivo. Se c\u2019\u00e8 un aspetto di Bonalumi che vorrei sottolineare e rivendicare \u00e8 quello di <\/em><strong><em>una scultura performativa, evenemenziale che \u00e8 sempre la stessa e ogni volta diversa<\/em><\/strong><em>. Come Spinoza si domandava \u201ccosa pu\u00f2 un corpo\u201d, Bonalumi si chiede <\/em><strong><em>\u201ccosa pu\u00f2 una tela\u201d<\/em><\/strong><em>. Per questo in mostra ho voluto associare danzatori e tele. L\u2019astrazione, come tale, non mi interessa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>V.C.:<\/strong> Grazie per la sua disponibilit\u00e0, \u00e8 stato un vero piacere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>M.S.:<\/em><\/strong><em> Spero vi siano piaciute entrambe le mostre, grazie a voi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Due mostre da non perdere, dove emerge la visione artistica del Maestro Agostino Bonalumi, basata sull\u2019idea che la bellezza debba essere vissuta e non descritta. Attraverso i suoi lavori unici, <strong>Bonalumi ha lasciato un\u2019impronta indelebile nel mondo dell\u2019arte italiana<\/strong>. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"999\" height=\"666\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-Alto-Piano-Studio.-Fotografia-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16952\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-Alto-Piano-Studio.-Fotografia-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino.jpg 999w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-Alto-Piano-Studio.-Fotografia-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-Alto-Piano-Studio.-Fotografia-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-Alto-Piano-Studio.-Fotografia-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-930x620.jpg 930w\" sizes=\"auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>\u201cAgostino Bonalumi. 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Bonalumi ha sperimentato forme e materiali innovativi per creare opere tridimensionali che giocano con la luce e lo spazio, cercando di esplorare le possibilit\u00e0 espressive e sensoriali che questi media potevano offrire.&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/agostino-bonalumi-oltre-la-superficie-lesplorazione-dei-limiti\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Agostino Bonalumi | Oltre la superficie: l\u2019esplorazione dei limiti<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":909,"featured_media":16947,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[2484,461,39,185],"class_list":["post-16946","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-agostino-bonalumi","tag-arte-contemporanea","tag-biancoscuro","tag-biancoscuro-art-magazine"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/AGOSTINO-BONALUMI.-Il-Teatro-delle-Forze.-Crediti-Alto-Piano-Studio.-Fotografia-Agostino-Osio.-Courtesy-Mazzoleni-London-Torino-.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":7729,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/il-pensiero-di-uno-spazio-dietro-lopera\/","url_meta":{"origin":16946,"position":0},"title":"Il pensiero di uno spazio dietro l\u2019opera","author":"Lucia Garnero","date":"10 Agosto 2018","format":false,"excerpt":"A Milano la prima antologica di Agostino Bonalumi Palazzo Reale, dal 13 luglio al 30 settembre 2018, ospita, a pochi anni dalla scomparsa, la prima antologica di Agostino Bonalumi (1935-2013), dal titolo \u201cBonalumi 1958 \u2013 2013\u201d. 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