{"id":17305,"date":"2024-05-24T18:53:52","date_gmt":"2024-05-24T16:53:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=17305"},"modified":"2024-05-28T09:33:22","modified_gmt":"2024-05-28T07:33:22","slug":"cielo-incluso-vedere-gli-dei-maria-grazia-tata-e-salvatore-di-vilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/cielo-incluso-vedere-gli-dei-maria-grazia-tata-e-salvatore-di-vilio\/","title":{"rendered":"Cielo incluso: vedere gli D\u00e8i"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Maria Grazia Tata e Salvatore Di Vilio\u2028<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"700\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cielo-incluso-5-copia-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17306\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cielo-incluso-5-copia-2.jpg 700w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cielo-incluso-5-copia-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cielo-incluso-5-copia-2-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dal <strong>1 al 15 giugno 2024 <\/strong>si terr\u00e0, presso il <strong>Museo Provinciale Campano di Capua<\/strong>, la mostra <strong><em>Cielo incluso: vedere gli d\u00e8i<\/em><\/strong>con le opere e installazioni di <strong>Maria Grazia Tata <\/strong>e lefotografie di <strong>Salvatore Di Vilio<\/strong>, a cura di <strong>Salvatore Enrico Anselmi.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esposizione si avvale del <strong>patrocinio della Provincia di Caserta <\/strong>e si inserisce nell\u2019ambito della diciannovesima edizione di <strong>Capua il Luogo della Lingua festival, <\/strong>il festival letterario, con la direzione artistica di <strong>Giuseppe Bellone<\/strong>, che coniuga i linguaggi contemporanei nella citt\u00e0 del <strong><em>Placito capuano<\/em><\/strong>, primo documento scritto in volgare, datato 960, che segna secondo gli storici la nascita dell\u2019italiano. La mostra <em>Cielo incluso: vedere gli d\u00e8i<\/em>, ha avuto origine dalla consolidata collaborazione tra l\u2019artista e il fotografo, gi\u00e0 confluita nell\u2019esposizione presso il Palazzo Chigi Albani di Soriano nel Cimino, (luglio-agosto 2022). Quella di Capua intende essere ora una tappa del nuovo percorso allestitivo che preveder\u00e0, nei prossimi mesi, un ulteriore approdo presso il Museo Archeologico Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019iconografia tematica scaturisce dall\u2019intento di interpolare, con approccio ludico, ma anche con dialettica rarefatta ed evocativa, il <em>topos <\/em>della migrazione, del viaggio rituale compiuto da ipotetiche divinit\u00e0 minori, alla ricerca degli addentellati pi\u00f9 tenaci con le civilt\u00e0 delle origini che le hanno generate. Attraverso la prospettiva della traslazione, l\u2019itinerario ha attraversato idealmente le selve cimine dell\u2019Alto Lazio e ha raggiunto il territorio capuano, caratterizzato da una tradizione cultuale testimoniata dalla presenza di <strong>i<\/strong>doli femminili nella straordinaria serie delle <em>Matres Matutae <\/em>conservate presso il Museo Campano. Indubbi sono i moventi fascinativi, sul versante antropologico e iconografico, costituiti da questa unica collezione di manufatti scultorei. Tale tradizione, infatti, si inserisce in quella pi\u00f9 ampia, per usare le parole di Marija Gimbutas, alle cui ricerche archeo-mitologiche Maria Grazia Tata si \u00e8 ispirata, della \u00abGrande Dea Madreche fa nascere tutta la creazione dalla sacra oscurit\u00e0 del suo grembo\u00bb la quale \u00ab\u00e8 diventata metafora della stessa Natura: colei che ha il potere cosmico di dare e togliere la vita, sempre in grado di rinnovarsi nell\u2019ambito di un eterno ciclo di vita, morte, rinascita\u00bb (M. Gimbutas, <em>La Civilt\u00e0 della Dea, in Il Culto della Dea Madre, <\/em>2011).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La cornice costruttiva della mostra consiste nel rapporto colloquiante tra le opere di Maria Grazia Tata e le intercettazioni fotografiche di Salvatore Di Vilioin quanto l\u2019apporto condotto da queste si assesta quale delucidante focus sulla valenza delle prime. L\u2019oggetto trova ragione di s\u00e9, e nel s\u00e9, grazie allo scandaglio per immagini che completa l\u2019operazione gnoseologica in qualit\u00e0 di strumento ermeneutico. In tal senso appaiono significative le considerazioni condotte da Roland Barthes, nel suo fondamentale saggio <em>La camera chiara. Nota sulla fotografia<\/em>,(1979), 2003, p.11): \u00abE colui o ci\u00f2 che \u00e8 fotografato, \u00e8 il bersaglio, il referente, sorta di piccolo simulacro, di <em>eid\u00f2lon <\/em>emesso dall\u2019oggetto, che io chiamerei volentieri lo <em>Spectrum <\/em>della Fotografia [&#8230;]\u00bb. Da questo incontro dialettico il dato minimo, oggettuale, costituito da scarpe non calzabili, perch\u00e9 colme di piccole ghiande, da vesti rituali rugginose, da accessori femminili fatti di radici e rami, da pettorine celebrative fogliate, da tessuti, da bozzoli della nativit\u00e0, da ierofanie goffe e consunte da una congerie infinitesimale o semplicemente ironica di eventi, \u00e8 popolato da piccole divinit\u00e0 minori e si eleva, grazie alla fotografia, all\u2019instaurarsi dell\u2019affermazione, della procedura manifestante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo tale prospettiva risultano funzionali per la decodifica complessiva alcune argomentazioni tratte dal testo critico di <strong>Salvatore Enrico Anselmi<\/strong>: \u00abMaria Grazia Tata vede, e intende reificare in questa mostra grazie all\u2019apporto di Salvatore Di Vilio, la fenomenologia della percezione. Intende percepire la presenza accessoria di <em>parvula numina<\/em>, di divinit\u00e0 minori<strong>, <\/strong>spurie, non dottrinali, ridicole e quasi buffonesche, elevate a idoli accidentali dalla loro conturbante inutilit\u00e0, dalla loro saccente insipienza, consumate dal tempo del quale sono state idioma selettivo e codificatore. Gli d\u00e8i della natura, dell\u2019albero, della foglia, del tegumento che avvolge il seme, della microcosmica e irridente teologia del fenomeno non spiegato per via di ragione o della circostanza codificata come tale nel ravvisare il tenace raccordo tra estremi e talvolta contrapposti fattori: <em>\u00e0ntropos <\/em>e <em>o\u00eckos<\/em>, essere umano e sua originaria casa naturale. Preesistente alla comparsa dell\u2019ominide che ha fatto della <em>religio <\/em>il suo credo, quella residenza naturale \u00e8 alveo, grembo, custodia, reliquiario, sacello. Divinit\u00e0 minori migrano dallo studio dell\u2019artista che le ha create per riprendere, attraverso un processo di agnizione a ritroso, coscienza di s\u00e9 e dei luoghi che <em>ab origine <\/em>dovrebbero averli consacrati e accolti. \u00c8 un riemergere alla superficie dell\u2019acqua che, come limacciosa intercapedine intrasparente, li aveva resi invisibili agli occhi dell\u2019uomo. L\u2019atto nativo del riaffiorare, del riconoscere identit\u00e0 e luogo di primogenitura, si concretizza nell\u2019operazione del recupero e dell\u2019artigianale costruzione. Avvolgere, attorcere, incastonare, raccogliere e preservare dentro ostensori naturali. Recupero e costruzione, da operazioni minime perch\u00e9 incentrate sul sorprendentemente piccolo e sul sorprendentemente icastico, diventano omologhi della nuova creazione sancita dall\u2019immagine fotografata, dal soggetto cognitivo dell\u2019occhio pervicace e non sottratto alla sfida di comprendere. Microscopica identit\u00e0, trascurabile parvenza fisica e ontologica, minima corporeit\u00e0 miracolistica si attestano, da effimeri, quali fattori presenti atemporalmente. Tale passaggio si concretizza nel <em>punctum <\/em>fotografico inteso come operazione ermeneutica. Il doppio incanto &#8211; disincanto dell\u2019attribuire valore sacraleattraverso la tautologica cristallizzazione dell\u2019immagine vista e affidata all\u2019astanza. Lo Spectator, l\u2019osservatore, e l\u2019Operator, l\u2019artista in prima istanza e di seguito il fotografo che osserva e agisce affinch\u00e9 l\u2019oggetto dell\u2019osservazione non decada da un ruolo privilegiato, per dirla ancora con Barthes, ricevono quasi per investitura e all\u2019unisono tale carattere\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cielo incluso: vedere gli d\u00e9i <\/em>si appropria anche di un\u2019ulteriore valenza culturale, quella stringente alla necessit\u00e0 di istituire legami tenaci tra istituzioni museali e comunit\u00e0 civile, tra patrimonio storicizzato e contemporaneit\u00e0, allo scopo di rafforzare il principio di continuit\u00e0 tra le epoche e il nesso non contraddittorio tra queste.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Museo Provinciale Campano di Capua, nello storico Palazzo Antignano e nell\u2019ex Convento della Ss. Concezione accoglie una sezione archeologica, una medievale, una biblioteca, una pinacoteca, tre cortili e un giardino. Importanti i reperti di un Santuario locale, frequentato dal VI secolo a.C., nel bosco sacro della Dea, probabilmente Demetra: oltre centosessanta <em>Matres Matutae, <\/em>sculture in tufo di donne sedute con in grembo uno o pi\u00f9 bambini avvolti in fasce e una Dea che reca nelle mani i resti di un melograno e di una colomba, simboli di fertilit\u00e0 e di pace.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\"><strong>INFO<\/strong>\n\n<strong>Cielo incluso: vedere gli d\u00e8i\nOpere e installazioni <\/strong>Maria Grazia Tata\n<strong>Fotografie <\/strong>Salvatore Di Vilio\n<strong>Video e musiche <\/strong>Michele Mele\n<strong>A cura di <\/strong>Salvatore Enrico Anselmi\n\n<strong>Inaugurazione sabato 1 giugno 2024 ore 10.00\nMuseo Provinciale Campano\n<\/strong>Via Roma 68 - Capua (CE)\nmuseocampano@provincia.caserta.it\n\n<strong>Fino al 15 giugno 2024\nOrari<\/strong>\nLun. chiuso\/ da mart. a ven. 9.00-13.00\nsab. 9.00-13.30\/ dom 9.00-13.00\u00a0<\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>Maria Grazia Tata e Salvatore Di Vilio\u2028 Dal 1 al 15 giugno 2024 si terr\u00e0, presso il Museo Provinciale Campano di Capua, la mostra Cielo incluso: vedere gli d\u00e8icon le opere e installazioni di Maria Grazia Tata e lefotografie di Salvatore Di Vilio, a cura di Salvatore Enrico Anselmi.&nbsp; L\u2019esposizione si avvale del patrocinio della&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/cielo-incluso-vedere-gli-dei-maria-grazia-tata-e-salvatore-di-vilio\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Cielo incluso: vedere gli D\u00e8i<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":980,"featured_media":17306,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"footnotes":""},"categories":[5,8,334,24],"tags":[],"class_list":["post-17305","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-fotografia","category-installazioni","category-mostre"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cielo-incluso-5-copia-2.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":13801,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/cielo-incluso-opere-di-maria-grazia-tata-fotografie-di-salvatore-di-vilio\/","url_meta":{"origin":17305,"position":0},"title":"Cielo incluso | Maria Grazia Tata &#038; Salvatore Di Vilio","author":"Roberta Melasecca","date":"9 Luglio 2022","format":false,"excerpt":"Il giorno 23 luglio 2022 alle ore 18.00 inaugura presso gli spazi (giardini pensili e palazzo) di Palazzo Chigi-Albani di Soriano nel Cimino la mostra Cielo incluso con le opere di Maria Grazia Tata e le fotografie di Salvatore Di Vilio, accompagnata dal testo e dalla consulenza storico-antropologica del ricercatore\u2026","rel":"","context":"In &quot;arte&quot;","block_context":{"text":"arte","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/category\/arte\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Cielo-incluso-1-copia-2.jpg?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Cielo-incluso-1-copia-2.jpg?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Cielo-incluso-1-copia-2.jpg?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Cielo-incluso-1-copia-2.jpg?resize=700%2C400&ssl=1 2x"},"classes":[]},{"id":7642,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/katagheion-gattabuia-dalle-prigioni-del-pensiero-allarte-ritrovata\/","url_meta":{"origin":17305,"position":1},"title":"KATAGH\u00c8ION\/gattabuia. 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