{"id":17572,"date":"2024-09-07T11:21:25","date_gmt":"2024-09-07T09:21:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=17572"},"modified":"2024-09-09T10:55:33","modified_gmt":"2024-09-09T08:55:33","slug":"vittorio-fava-mnemosine-la-memoria-greca-delle-arti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/vittorio-fava-mnemosine-la-memoria-greca-delle-arti\/","title":{"rendered":"Vittorio Fava &#8211; Mnemosine. La memoria greca delle arti"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2023_LIBRO-SU-PARIGI_07_02-1024x640.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17573\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2023_LIBRO-SU-PARIGI_07_02-1024x640.jpg 1024w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2023_LIBRO-SU-PARIGI_07_02-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2023_LIBRO-SU-PARIGI_07_02-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2023_LIBRO-SU-PARIGI_07_02.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sabato 12 ottobre 2024 dalle ore 16.00<\/strong> inaugura, presso le sale di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo, la mostra personale antologica <strong>Mnemosine &#8211; La memoria greca delle arti<\/strong> di <strong>Vittorio Fava<\/strong>, promossa dalla <strong>Galleria d\u2019Arte Purificato.Zero.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esposizione ripercorre la vita artistica di Vittorio Fava in cinquanta anni di lavoro e ricerca. Il titolo \u00e8 ispirato a <em>Mnemosine<\/em> che nell&#8217;antica Grecia era la dea della memoria, considerata la madre delle nove muse, la personificazione stessa della memoria, venerata come la protettrice delle arti, della poesia e delle tradizioni. In dialogo con le otto sale rinascimentali affrescate di Palazzo Rospigliosi-Colonna cento opere che spaziano dalla pittura e alla scultura, dall\u2019incisione agli assemblaggi, dalla carta al legno, dai leggii ai libri, dai mobili alla mobilit\u00e0 delle sue macchine. L\u2019allestimento prevede una visita anche al grande Museo del Giocattolo, fiore all\u2019occhiello della cittadina, dove verranno inseriti alcuni lavori dell\u2019artista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vittorio Fava attraversa diverse dimensioni interpretando, di volta in volta, la sua come una immersione in situazioni di costante mutamento tra il figurativo e l\u2019astratto, sempre fluide e inafferrabili, fino anche al pensiero di liberazione totale dagli schemi imposti dalla stessa arte concettuale. Un percorso inarrestabile che, dalla fantasia all\u2019arte e dalla filosofia alla concretezza, Fava racconta e presenta al pubblico senza alcuna riserva con tutte le riflessioni e le confessioni che la sua crescita interiore ed artistica gli hanno saputo offrire. Infatti, come scrive lo stesso artista, \u00abl\u2019opera cresce insieme alla scoperta e all\u2019assemblaggio delle materie, giorno dopo giorno, incollando le sue parti come una saldatura amorosa tra due amanti. Per combattere i duri momenti della manualit\u00e0, quando la carta vetrata leviga il legno, penso di essere un operaio che nell\u2019antico Egitto liscia il basalto divino con la sua pazienza sublime\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ed Enrico Crispolti nel testo in catalogo della mostra <em>Mnemosyne<\/em>, a Palazzo Valentini, Roma del 1988: \u00abIn un certo modo, e anzi a suo modo, Vittorio Fava \u00e8 un artista sperimentale. Ma non tanto nel senso che si potrebbe subito intendere, e cio\u00e8 giacch\u00e9 egli nel suo lavoro esce dalla pittura nell&#8217;oggetto, e tuttavia praticando questo vi recupera la pittura, quanto perch\u00e9 \u00e8 intenzionato chiaramente a darsi la libert\u00e0 di trascorrere da un &#8220;medium&#8221; all&#8217;altro, dalla pittura infatti all&#8217;oggetto, che \u00e8 anche sonoro e luminoso, dalla scrittura poetica al film, dalla scultura all&#8217;incisione, dall&#8217;oggetto al libro, al mobile. [&#8230;] Di fatto Fava \u00e8 sperimentale non attraverso il linguaggio, ma direi piuttosto entro il linguaggio, in ogni sua possibile determinazione sia formale che mediale. [&#8230;] I libri sono oggetti di sorprendente complessit\u00e0 di presenze magiche iconiche, segniche, materiche, spazi di possibili viaggi fantastici nell&#8217;ignoto, ove le sorprese sono ad ogni passo, in ogni episodio di pagina plastica, in ogni trapasso a voragine o invece in legami difficoltosi fra una pagina e l&#8217;altra.&nbsp;La scultura vi si connette nei possibili leggii, ricchi anche di interventi di colore, segnici. Fra la scultura e i libri e la pittura Fava ha realizzato anche un mobile dipinto, nei cassetti del quale sono oggetti di memoria, disparati. Perch\u00e9 la memoria \u00e8 in effetti il tramite dell&#8217;evocazione simbolica: una memoria che intreccia la dimensione individuale con quella collettiva, nella sconfinata remota profondit\u00e0 degli archetipi.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra sar\u00e0 corredata da un catalogo, a cura di <strong>Riccardo Pieroni<\/strong>. Durante la giornata inaugurale, dopo la presentazione della mostra, seguir\u00e0 il Concerto-Spettacolo <strong>Il Canto delle Sirene <\/strong>di <strong>Valeria Salvatores<\/strong>: alla voce Valeria Salvatores, alla chitarra Massimo Aureli, con l\u2019attrice Elisabetta Carta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vittorio Fava<\/strong>, diplomato all\u2019Istituto d\u2019Arte di Roma alla sezione mosaico e diplomato all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma (A.A. 1968). Suoi professori all\u2019Accademia sono stati artisti di fama internazionale quali Renato Guttuso, Mino Maccari, Alberto Ziveri, Franco Gentilini, e i critici Antonio Del Guercio e Enrico Crispolti. Le sue opere hanno un carattere multiforme e vanno dal libro d\u2019artista alle opere pittoriche, incisioni, mobili scolpiti e film dipinti. Ha tenuto la cattedra di Disegno dal vero all\u2019Istituto d\u2019Arte di Anagni (dal 1979 al 1988), all\u2019Istituto d\u2019Arte di Roma Tre (dal 1995 al 2005). Nel 2011 ha partecipato su invito alla 54a Biennale di Venezia, padiglione della Regione Lazio con sede a Palazzo Venezia, Roma, diretta dal critico Vittorio Sgarbi su proposta del critico Giorgio di Genova. Nel 2012 ha vinto il Premio per la Scultura alla VI Biennale Internazionale d\u2019Arte Sacra di Lecce e ottenuto la Menzione Speciale per la sezione \u201cC-Arte\u201d al Premio Internazionale \u201cLimen Arte\u201d di Vibo Valentia. Dal 1968 ad oggi espone in numerose mostre collettive e personali in Italia e all\u2019estero con particolare riferimento all\u2019 Olanda, alla Francia, agli Stati Uniti e alla Cina. Alcune sue opere si trovano nel MAGI Museo delle Generazioni del \u2018900, a Pieve di Cento (RA), nell\u2019Archivio SACKNER Miami (USA), nel Museo del Libro d\u2019Artista di Caroline Corre a Verderonne (Francia), nel MACMA, Museo d\u2019Arte Contemporanea di Matino (LE). Significative le mostre personali presso la Chiesa degli Artisti, Roma; Museo dell\u2019Arte Sanitaria, Roma; Biblioteca Casanatense, Roma; Abbazia di Farfa, Fara Sabina.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Palazzo Rospigliosi\/Colonna<\/strong> \u00e8 una delle sedi storiche pi\u00f9 vivaci e apprezzate per le attivit\u00e0 culturali nei dintorni della Capitale. Il cinquecentesco Palazzo, dalla splendida corte e con le sue favoleggiate 365 sale, fu ristrutturato pi\u00f9 volte dalla potente famiglia dei Colonna e conserva nella sua lunga storia il ricordo di grandi ospiti quali Papa Sisto V, la Scuola d\u2019arte del Domenichino, Vittorio Alfieri e Caravaggio. Attualmente il palazzo \u00e8 di propriet\u00e0 del Comune di Zagarolo che da alcuni anni promuove manifestazioni artistiche con l&#8217;obiettivo di individuare, attraverso la qualificazione del territorio, personalit\u00e0 di valore con le quali avviare iniziative sempre pi\u00f9 coinvolgenti e formative per i cittadini. Il Palazzo \u00e8 anche la sede del Museo Demoantropologico del Giocattolo, il pi\u00f9 grande d\u2019Europa, aperto nel 2005.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INFO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>VITTORIO FAVA<\/strong><br \/><strong>Mnemosine &#8211; La memoria greca delle arti<\/strong><br \/><strong><em>Opere dal 1968 al 2024<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Inaugurazione e presentazione 12 ottobre 2024 dalle ore 16.00<br \/><\/strong>A seguire Concerto-Spettacolo <em>Il Canto delle Sirene<\/em> di Valeria Salvatores<br \/><strong>Palazzo Rospigliosi<br \/><\/strong>Piazza della Indipendenza 18 &#8211; Zagarolo (RM)<br \/><strong>Fino al 3 novembre 2024 &#8211; Ingresso gratuito<br \/>Orari<\/strong>: mercoled\u00ec e gioved\u00ec 9.00-13.00; marted\u00ec, venerd\u00ec, sabato e domenica 9.00-13.00 | 15.00-18.00; luned\u00ec chiuso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Galleria Purificato.Zero<\/strong><br \/>tel. 3481800776<br \/>www.purificatozerogallery.co<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>Sabato 12 ottobre 2024 dalle ore 16.00 inaugura, presso le sale di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo, la mostra personale antologica Mnemosine &#8211; La memoria greca delle arti di Vittorio Fava, promossa dalla Galleria d\u2019Arte Purificato.Zero. 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