{"id":17931,"date":"2024-12-09T10:16:02","date_gmt":"2024-12-09T09:16:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=17931"},"modified":"2024-12-18T16:49:07","modified_gmt":"2024-12-18T15:49:07","slug":"piotr-hanzelewicz-del-resto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/piotr-hanzelewicz-del-resto\/","title":{"rendered":"Piotr Hanzelewicz\u00a0&#8211; Del resto"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"850\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/INVITO-Piotr-Hanzelewicz-Del-resto-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17932\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/INVITO-Piotr-Hanzelewicz-Del-resto-copia.jpg 850w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/INVITO-Piotr-Hanzelewicz-Del-resto-copia-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/INVITO-Piotr-Hanzelewicz-Del-resto-copia-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/INVITO-Piotr-Hanzelewicz-Del-resto-copia-768x768.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Venerd\u00ec 13 dicembre 2024 <\/strong>alle ore <strong>18.00<\/strong>, presso la sede della Fondazione de Marchis, al primo piano di Palazzo Cappa Cappelli, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d&#8217;Ocre \u00e8 lieta di ospitare la mostra <strong>Del resto <\/strong>di<strong> Piotr Hanzelewicz<\/strong>, a cura di <strong>Emiliano Dante<\/strong>, con i testi in catalogo di <strong>Emiliano Dante, Michela Becchis<\/strong> e<strong> Francesco Avolio<\/strong>, con il patrocinio e il contributo dell\u2019Istituto Polacco a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto <em>Del resto<\/em> tratta la tematica del \u201c<strong>denaro<\/strong>\u201d e delle sue implicazioni, delle congetture che ne nascono intorno, di tutte le possibili declinazioni che esso assume ed ha assunto in passato nelle comunit\u00e0 umane, e costituisce il punto di arrivo di un percorso artistico, che fonde aspetti teorici e estetici, iniziato con la mostra <em>Laborioso laborioso laborioso<\/em>, presso l\u2019Istituto Polacco di Roma nel 2013.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro di Hanzelewicz fonda spesso sulla natura etimologica delle parole coinvolte nella sua ricerca artistica: lo stesso titolo della mostra \u00e8 in realt\u00e0 un gioco di parole riferito al termine \u201cresto\u201d. \u201cDel resto\u201d \u00e8 una locuzione testuale di valore avversativo limitativo rispetto a quanto affermato in precedenza: cos\u00ec come dice l&#8217;Accademia della Crusca, sta ad intendere un \u201cd&#8217;altronde\u201d, \u201cd&#8217;altra parte\u201d. Tuttavia, se intendiamo il <em>resto<\/em> come la differenza in denaro che deve ricevere chi ha dato in pagamento una somma superiore alla spesa, ci troviamo di fronte ad un gioco di parole in cui quel \u201cdel\u201d non \u00e8 pi\u00f9 parte della locuzione testuale ma diventa un retaggio linguistico, una derivazione latina che indica l&#8217;argomento di cui si tratta. In tal senso possiamo dire che il titolo della mostra riguarda \u201cil resto\u201d ovvero i soldi spicci, visto e considerato che le opere sono realizzate prendendo come spunto i tagli pi\u00f9 piccoli delle monete e delle banconote euro. Guardando al territorio, alla storia sociale ed economica delle comunit\u00e0, non \u00e8 possibile non pensare, ad esempio, al termine \u201cpecunia\u201d, una parola latina che indica il denaro e che ha un legame specifico con le attivit\u00e0 legate alla pastorizia (pecunia da <em>pecus<\/em> &#8211; pecora, bestiame). Il denaro ha, dunque, una eco universale ed al tempo stesso territoriale, proprio perch\u00e8 incarnata dalle comunit\u00e0 umane nel loro farsi e trasformarsi continuo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come scrive il curatore, <em>Emiliano Dante<\/em>, nel testo critico: \u00abPiotr sceglie per le sue opere la moneta da un centesimo perch\u00e9 \u00e8 una moneta pressoch\u00e9 senza valore. Il suo unico fine \u00e8 l&#8217;eufemismo mercantile &#8211; in effetti serve solo a dire che un prodotto non costa <em>ben<\/em> cinque euro, ma <em>solo<\/em> quattro euro e novantanove. \u00c8 quindi una moneta fisica dal valore prettamente retorico. Piotr sottopone questa fisicit\u00e0 gi\u00e0 intrisa di evanescenza al suo intruglio di acqua, sale e aceto. A questo, come&nbsp; dice lui, ci aggiunge anche il tempo, inteso sia come passaggio delle ore che, talvolta, come passaggio delle nuvole e delle piogge. Attraverso questo processo di deterioramento, le monete non divengono semplicemente stampo e pigmento, ma subiscono anche una traslazione simbolica: diventano ombra, segno, memoria. Dove prima erano resto al supermercato, ora sono resto sulla tela &#8211; \u00e8 una migrazione fisica che \u00e8 anche una migrazione semantica. Durante questa migrazione, si sostituisce un valore convenzionale, quello economico, con un valore personale, quello estetico. [&#8230;] Tra la sala delle ossidazioni e il ballatoio, in Fondazione abbiamo uno spazio che \u00e8 sempre problematico negli allestimenti, vista la presenza di librerie, libri e di un transito a L che non \u00e8 facilissimo da gestire. Qui Piotr ha deciso di mettere una piccola opera costituita da file di calchi in gesso ceramico bianco delle monete da un centesimo. Ai lati, due librerie colme di mucchi di altri calchi identici e altrettanto bianchi, divisi in sedici scaffali, mucchio per mucchio. Nella loro quantit\u00e0 opulenta, queste montagnole di monete ricordano un pochino i tesori dei film di pirati \u2013 il che \u00e8 particolarmente ironico, considerando che, in luogo dell&#8217;oro, qui ci sono letteralmente pallide copie di monete gi\u00e0 senza valore. Se le ossidazioni mostrano la memoria delle monete, questi mucchietti paiono esserne il fantasma.&nbsp; A fare da contrappunto, nei sedici scaffali della libreria pi\u00f9 lunga, Piotr ha disposto in modo piuttosto ordinato i resti di monetine ormai arrugginite e accartocciate, distrutte dall&#8217;acqua, dal sale, dall&#8217;aceto e, soprattutto, distrutte dal tempo. Dopo i fantasmi, quindi, questi che se ne stanno cos\u00ec allineati e decomposti devono essere i cadaveri. [&#8230;] Nel ballatoio Piotr riprende l&#8217;idea di <em>Paesaggio ideale, <\/em>un&#8217;opera di enormi dimensioni che aveva realizzato sulla vetrata dell&#8217;Istituto Polacco di Cultura di Roma per <em>Laborioso, Laborioso, Laborioso. <\/em>Si tratta della riproduzione a matita su lucido del ponte che illustrava le prime banconote da 5 euro, realizzata <em>site-specific <\/em>per i vetri del ballatoio della Fondazione de Marchis. Se \u00e8 vero che l&#8217;opera \u00e8 fruibile tanto dall&#8217;interno, quanto dall&#8217;esterno dell&#8217;edificio, \u00e8 anche vero che solo dall&#8217;interno si possono apprezzare i dettagli, mentre solo dall&#8217;esterno si pu\u00f2 cogliere l&#8217;insieme.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il periodo della mostra, il 17 gennaio 2025, si svolger\u00e0 una conferenza di <strong>Francesco Avolio<\/strong>,docente di linguistica italiana dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi dell\u2019Aquila, il quale presenter\u00e0 il denaro \u201cparlato\u201d attraverso motti, detti e proverbi nei dialetti di cinque comuni del Centro-Sud.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d\u2019Ocre <\/strong>viene istituita a L\u2019Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell\u2019arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l\u2019archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l\u2019immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BIOGRAFIE<br \/><\/strong><br \/><strong>Piotr<\/strong> <strong>Hanzelewicz<\/strong> (Polonia, 1978) vive in Italia. Ha fatto esperienze diverse fra loro, studi, lavori. Ama il termine cosa\/cose. Non ha un approccio scientifico ma si attesta su una curiosit\u00e0 utile a creare collegamenti tra discipline diverse, talvolta lontane fra loro. Questa \u00e8 la griglia di partenza. Poi c&#8217;\u00e8 tutto il resto, insomma, poi ci sono le cose. Nota curiosa: \u00e8 nato lo stesso giorno in cui \u00e8 morto Paolo VI, pertanto non \u00e8 sbagliato affermare che uno come Piotr Hanzelewicz nasce ogni morte di papa. Tra le principali esposizioni personali: 2011 \u2013 \u201cL\u2019inquilino del terzo piano\u201d a cura di Enzo de Leonibus con testi di Teresa Macr\u00ec e Marco Patricelli \u2013 Museolaboratorio Citt\u00e0 S. Angelo (PE); 2013 \u201cLaborioso laborioso laborioso\u201d a cura di Franco Speroni con testi in catalogo di Alberto Abruzzese e Michela Becchis \u2013 Istituto Polacco (Roma); 2014 \u201cAll\u2019ombra del pavone\u201d a cura di Michela Becchis \u2013 Biblioteca del Senato (Roma); 2019 \u2013 &#8220;One hundred bucks and few cents&#8221; a cura di Fabio de Chirico e Giuseppe Capparelli, con testo in catalogo di Edoardo Marcenaro &#8211; Galleria Rosso20sette (Roma).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano Dante<\/strong> \u00e8 nato a L&#8217;Aquila nel 1974. Come filmmaker, ha realizzato la trilogia di documentari sperimentali sul terremoto costituita da <em>Into The Blue <\/em>(2009), <em>Habitat &#8211; Note Personali <\/em>(2014) e <em>Appennino <\/em>(2017), e i film di finzione <em>Limen (Omission) <\/em>(2012) e <em>The Coin <\/em>(in postproduzione). Ha insegnato Cinema, Fotografia e Televisione alla Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione dell&#8217;Aquila, Storia dell&#8217;arte contemporanea nelle Universit\u00e0 dell\u2019Aquila e di Cassino, Regia al Centro sperimentale di cinematografia dell&#8217;Aquila. Attualmente insegna Pratica e cultura dello spettacolo all&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma. Tra le sue pubblicazioni, <em>Merda d&#8217;Artista <\/em>(2005), <em>Breve saggio sulla storia e la natura degli audiovisivi <\/em>(2007) e <em>Terremoto Zeronove <\/em>(2009).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Michela<\/strong> <strong>Becchis <\/strong>nasce a Roma e qui si laurea in Storia dell&#8217;arte medievale. Storica e critica d&#8217;arte, ha insegnato nelle Universit\u00e0 dell&#8217;Aquila, di Chieti, di Roma &#8220;Tor Vergata&#8221; e all&#8217;Istituto Universitario &#8220;Suor Orsola Benincasa&#8221; di Napoli. Ha collaborato con l&#8217;Istituto Universitario Internazionale di Fiesole, con la Scuola di Studi Superiori &#8220;Giacomo Leopardi&#8221; (Universit\u00e0 di Macerata), con la sede italiana del RISD (Rhode Island School of Design).Ha sempre diviso i suoi studi e le sue ricerche tra l&#8217;arte medievale e quella contemporanea dando vita a un curriculum volutamente eterogeneo. Intesse rapporti con artiste e artisti che segue nel loro processo ideativo in modo continuo. In tutti casi nutre particolare interesse al rapporto tra arte, storia, genere e movimenti politici e alla circolazione dei modelli figurativi e linguistici inter e transculturali. Con l&#8217;Associazione Officina delle Culture vincendo i bandi per Estate Romana, Notte dei Musei, Contemporaneamente, Eureka!, cura rassegne che contaminano generi diversi e culture artistiche diverse unendo in sperimentazioni visive, teatrali, performative, musicali, artiste e artisti provenienti da diverse parti del mondo. \u00c8 codirettrice, con Elisabetta Portoghese, del Festival Internazionale di Fotografia di Castelnuovo di Porto. Scrive per Il Manifesto, S-Definizioni e ArtAPart.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesco Avolio<\/strong> (Roma, 1963) insegna dal 1997 <em>Linguistica italiana <\/em>nell\u2019Universit\u00e0 degli studi dell\u2019Aquila. Al centro dei suoi interessi sono le variet\u00e0 dialettali dell\u2019Italia centrale e meridionale, la teoria e i metodi della ricerca dialettologica e geolinguistica, i problemi della ricostruzione linguistica, i rapporti tra linguaggio ed esperienza (etnolinguistica). \u00c8 membro di diverse societ\u00e0 scientifiche, del Comitato scientifico della <em>Rivista Italiana di Linguistica e di Dialettologia<\/em> e di quello del <em>Bollettino dell\u2019Atlante Linguistico Italiano<\/em>. Dirige, con Elisabetta Carpitelli e Matteo Rivoira, la collana <em>Studi e testi di dialettologia e varia linguistica<\/em> delle Edizioni dell\u2019Orso di Alessandria. Suoi articoli sono apparsi su riviste e periodici specializzati italiani e stranieri. \u00c8 autore di numerosi saggi, tra cui i volumi <em>Bomm\u00e8spr\u0259. Profilo linguistico dell\u2019Italia centro-meridionale<\/em> (San Severo, 1995), <em>Tra Abruzzo e Sabina<\/em> (Alessandria, 2009) e <em>Lingue e dialetti d\u2019Italia<\/em> (Roma, 2009), e dell\u2019<em>Atlante Linguistico ed Etnografico Informatizzato della Conca Aquilana <\/em>(ALEICA, versione multimediale a cura di Giovanni De Gasperis).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INFO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Piotr Hanzelewicz\u00a0<\/strong><br \/><strong>Del resto<\/strong><br \/>A cura di Emiliano Dante<br \/><strong>Inaugurazione 13 dicembre 2024 ore 18.00<br \/>Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d\u2019Ocre &#8211; Palazzo Cappa Cappelli<\/strong><br \/>Corso Vittorio Emanuele II, 23 \u2013 L\u2019Aquila<br \/><strong><br \/>Fino al 26 gennaio 2025<\/strong><br \/><strong>Orari<\/strong>: <br \/>gioved\u00ec 11.00-13.00 \/ 16.30 &#8211; 19.00; <br \/>venerd\u00ec e sabato 16.30 &#8211; 19.00; <br \/>domenica 11.00-13.00 \/ 16.30 &#8211; 19.00<\/p>\n\n\n\n<p>Ingresso libero<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>Venerd\u00ec 13 dicembre 2024 alle ore 18.00, presso la sede della Fondazione de Marchis, al primo piano di Palazzo Cappa Cappelli, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d&#8217;Ocre \u00e8 lieta di ospitare la mostra Del resto di Piotr Hanzelewicz, a cura di Emiliano Dante, con i testi in catalogo di Emiliano Dante, Michela Becchis e&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/piotr-hanzelewicz-del-resto\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Piotr Hanzelewicz\u00a0&#8211; Del resto<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":980,"featured_media":17932,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"footnotes":""},"categories":[334,24,6],"tags":[],"class_list":["post-17931","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-installazioni","category-mostre","category-pittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/INVITO-Piotr-Hanzelewicz-Del-resto-copia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":17993,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/piotr-hanzelewicz-del-resto_on-stage\/","url_meta":{"origin":17931,"position":0},"title":"Piotr Hanzelewicz &#8211; Del resto_On stage","author":"Roberta Melasecca","date":"10 Gennaio 2025","format":false,"excerpt":"Nell\u2019ambito della mostra Del resto di Piotr Hanzelewicz, a cura di Emiliano Dante, visitabile presso la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre fino al 23 gennaio, venerd\u00ec 17 gennaio 2025 il pomeriggio sar\u00e0 dedicato ad appuntamenti di approfondimento delle tematiche del progetto. 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