{"id":18336,"date":"2025-04-05T16:15:39","date_gmt":"2025-04-05T14:15:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=18336"},"modified":"2025-04-15T13:13:12","modified_gmt":"2025-04-15T11:13:12","slug":"theo-viardin-lou-jaworski-tempesta-gallery-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/theo-viardin-lou-jaworski-tempesta-gallery-milano\/","title":{"rendered":"Th\u00e9o Viardin &amp; Lou Jaworski | TEMPESTA Gallery &#8211; Milano"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">&#8220;Unveiling the Unknown&#8221;<br \/><strong><em>A cura di <strong><em>Domenico de Chirico<\/em><\/strong> &#8211; TEMPESTA Gallery, Milano<\/em><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La mostra <em>Unveiling the Unknown <\/em>si propone di esplorare il confine tra ci\u00f2 che conosciamo e ci\u00f2 che sfugge alla nostra comprensione immediata, dissolvendolo progressivamente. Le opere di Lou Jaworski e Th\u00e9o Viardin ci invitano a vivere un&#8217;esperienza visiva e sensoriale che, oltre a stimolare la nostra vista, coinvolge anche il tatto, guidandoci lungo un cammino che svela dimensioni sconosciute, realt\u00e0 alternative e prospettive mai esplorate prima.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"nv-iframe-embed\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Unveiling the Unknown | Th\u00e9o Viardin &amp; Lou Jaworski | TEMPESTA Gallery \u2013 Milano\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qyZxO5XXI-c?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019essere umano \u00e8 costantemente chiamato a subire trasformazioni profonde, che lo conducono a integrarsi con ambienti sempre pi\u00f9 complessi e inimmaginabili, mutando la propria pelle per fondersi con un mondo che diventa sempre pi\u00f9 ibrido. Questo processo segna un momento cruciale nell\u2019evoluzione della specie, un passaggio in cui l\u2019individuo \u00e8 costretto, per ragioni di permanenza, a rinnovare la propria relazione con l&#8217;esistenza. Una relazione, questa, che si reinventa e si adatta incessantemente, attribuendo nuovi significati alle cose, nel tentativo di preservarne l&#8217;essenza originaria.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"999\" height=\"666\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano__DSC3257.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18346\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano__DSC3257.jpg 999w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano__DSC3257-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano__DSC3257-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano__DSC3257-930x620.jpg 930w\" sizes=\"auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Installation view \u00a9 ph. @sarahindriolo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019idea di <em>unveiling<\/em>, che caratterizza la mostra, evoca il concetto allegorico del mito della caverna di Platone, in cui prigionieri incatenati vedono solo ombre proiettate su una parete, credendo che quelle ombre siano la realt\u00e0. La mostra rintraccia questa rappresentazione nel momento preciso in cui i prigionieri escono dalla caverna e vedono, per la prima volta, la realt\u00e0 autentica. Similmente, le opere di Jaworski e Viardin ci invitano a liberare il nostro sguardo, a trascendere le apparenze e a entrare in contatto con ci\u00f2 che \u00e8, a prima vista, invisibile, misterioso o nascosto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"999\" height=\"666\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano_DSC3311.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18347\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano_DSC3311.jpg 999w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano_DSC3311-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano_DSC3311-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano_DSC3311-930x620.jpg 930w\" sizes=\"auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Installation view \u00a9 ph. @sarahindriolo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In questo contesto, assunto come certo che tra percezione ed estensione non esiste alcun rapporto di subordinazione \u2013 una condizione ineluttabile, ab origine \u2013 possiamo affermare che solo attraverso un soggetto <em>incarnato <\/em>si pu\u00f2 cogliere la vibrazione del mondo, al di l\u00e0 della sua dimensione intellettuale, in un equilibrio paritetico tra trascendenza e immanenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa esortazione ad esplorare nuove dimensioni della realt\u00e0 trova un parallelo nelle riflessioni di Maurice Merleau-Ponty sulla percezione corporea. Merleau-Ponty ha esplorato come la percezione non sia solo un atto mentale, ma anche fisiologico, e come la nostra esperienza del mondo sia mediata dal corpo stesso. In quest\u2019ottica, le opere dei due artisti sembrano invitarci a riscoprire la percezione del mondo attraverso il corpo, per l&#8217;appunto, esplorando le innumerevoli sensazioni che lo abitano, per accedere a significati che vanno oltre una mera, talvolta bieca, osservazione razionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lou Jaworski<\/strong>, con la sua straordinaria abilit\u00e0 di manipolare materiali e forme, infrangendo le leggi storicamente immutabili della statuaria, crea scenari sensoriali che mettono in discussione le certezze della realt\u00e0 tangibile e stimolano una riflessione profonda sulla percezione visiva. Le sue opere, di chiara matrice post- minimalista, invitano non solo a osservare, ma anche a <em>toccare <\/em>oltre la superficie, rivelando strati di significato nascosti e aprendo porte su universi sconosciuti. Con un approccio intimo ed evocativo, l&#8217;artista esplora il confine tra il mondo fisico e quello surreale, facendo emergere l&#8217;inconscio collettivo e svelando il &#8220;noumeno&#8221;, l&#8217;essenza di una realt\u00e0 che, come Kant ci ha insegnato, sfugge alla nostra comprensione diretta. L&#8217;uso di materiali significativi, come marmo, magneti in ferrite, grafite e meteoriti, conferisce alle sue opere una qualit\u00e0 universale e senza tempo, mentre l&#8217;integrazione di hardware da server rack, come struttura architettonica avveniristica, contribuisce all&#8217;esplorazione del concetto di memoria materiale e di conservazione. Le sue creazioni scultoree monumentali, irreali ed evocative, amplificano le propriet\u00e0 dei materiali, fungendo euritmicamente da catalizzatori di pensiero ed energia. Il suo contributo, in occasione della mostra <em>Unveiling the Unknown<\/em>, si manifesta in diverse direzioni: da un intervento site-specific che, pervadendo le pareti della galleria, consiste in un murale astratto realizzato con polvere di meteorite, le cui tonalit\u00e0 richiamano quelle dell&#8217;argento, alla scultura monolitica <em>Gemini<\/em>, la cui forma \u00e8 generata dalle propriet\u00e0 magnetiche del materiale stesso. La struttura, per la sua forma verticale, evoca l&#8217;immagine di una persona non stabile e fissa, ma effimera, poich\u00e9 continuamente sottoposta a cambiamento. Le frecce bianche che la contraddistinguono, disegnate sui magneti di ferrite durante la produzione, indicano la direzione del magnetismo. Inoltre, ci sono due sculture da parete, <em>YYYY <\/em>ed <em>EQUALITY<\/em>, che simboleggiano rispettivamente: la prima, l&#8217;astrazione di un simbolo utilizzato generalmente come segnaposto per inserire la data dell&#8217;anno nel mondo digitale, e che, per di pi\u00f9, rappresenta tutti gli anni, il calendario, i cicli naturali, l&#8217;alternanza delle stagioni e, pi\u00f9 in generale, il cosmo; la seconda scultura, invece, riproduce il simbolo &#8220;=&#8221; che tutti conosciamo, poich\u00e9 viene comunemente utilizzato in matematica e geometria, ma anche per esprimere il concetto di equilibrio, di pari opportunit\u00e0, o, pi\u00f9 semplicemente, di uguaglianza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Theo Viardin<\/strong>, dal canto suo, sfida la percezione visiva e concettuale, invitando lo spettatore a oltrepassare le apparenze per scoprire verit\u00e0 nascoste nell\u2019indolenza dell&#8217;ordinario. Le sue opere pittoriche, ricche di tensione e suggestione, rivelano la bellezza nelle imperfezioni e nelle transizioni, esplorando la condizione umana attraverso un linguaggio viscerale e sfuggente. Con forme fluide e colori che oscillano tra tonalit\u00e0 metalliche e livide, sanguigne e incandescenti, l\u2019artista esplora la connessione tra l&#8217;umano, la creatura e il creatore, dando vita a una nuova mitologia che indaga i misteri esistenziali pi\u00f9 profondi e sconosciuti. Le sue immagini enigmatiche ed evocative suscitano riflessioni sull&#8217;alterit\u00e0 e sulla vulnerabilit\u00e0, dissolvendo i confini tra visibile e invisibile e invitando a una percezione pi\u00f9 empatica, corporale e immediata della realt\u00e0. Le figure imponenti, che sembrano vegliare dolcemente l&#8217;una sull&#8217;altra, sono realizzate con un uso stratificato della pittura a olio, alternando pennellate gestuali a velature eteree. Inoltre, il lavoro di Viardin, nato da un costante e profondo dialogo con la filosofia, esplora la condizione umana e le sue possibili evoluzioni, utilizzando l&#8217;approccio biopunk, particolarmente nichilistico, come strumento per riflettere sulla fine dell&#8217;umanit\u00e0 cos\u00ec come la conosciamo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"999\" height=\"666\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano__DSC3304.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18348\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano__DSC3304.jpg 999w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano__DSC3304-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano__DSC3304-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Theo-Viardin-Lou-Jaworski_TEMPESTA-Gallery-Milano__DSC3304-930x620.jpg 930w\" sizes=\"auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Installation view \u00a9 ph. @sarahindriolo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Alla luce di tutto ci\u00f2, possiamo affermare con certezza che <em>Unveiling the Unknown <\/em>non \u00e8 semplicemente una mostra, ma un invito a guardarsi intorno per esplorare l&#8217;ignoto, sia dentro che fuori di noi. \u00c8 un&#8217;opportunit\u00e0 per immergersi in uno spazio di riflessione, mistero e rivelazione. Il dialogo tra le sensibilit\u00e0 artistiche, dissimili ma complementari, di Jaworski e Viardin stimola una curiosit\u00e0 multisensoriale, arricchendo la nostra comprensione della realt\u00e0 e sfidando la paura che troppo spesso aleggia su ci\u00f2 che \u00e8 sconosciuto. Cos\u00ec, nella stessa misura in cui Merleau-Ponty, nel tentativo di definire la struttura auto-affettiva del puro sentirsi, afferma che <em>Toccare \u00e8 toccarsi. La carne, il mio corpo \u00e8 il perno del mondo che vi si prolunga<\/em>, anche questa mostra ci ricorda che l&#8217;arte non \u00e8 solo visione, ma un&#8217;esperienza fisica e sensoriale a tutto tondo, capace di connetterci profondamente con il mondo che ci circonda, idealmente nella sua accezione pi\u00f9 pura e autentica. <em>Unveiling the Unknown <\/em>ci invita, dunque, a trascendere il semplice sguardo, per toccare, sentire e vivere ogni esperienza, abbracciandone il significato pi\u00f9 autentico e profondo, mentre ci conduce alla scoperta dell&#8217;ignoto e delle forze antitetiche di attrazione che lo caratterizzano, un gorgoglio incandescente che pulsa dietro la superficie della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>Testo critico a cura di Domenico de Chirico<\/em><\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\"><strong>INFO<br \/><\/strong><br \/><strong>Th\u00e9o Viardin \/ Lou Jaworski - UNVEILING THE UNKNOWN<\/strong><br \/>Tempesta Gallery<br \/>3 aprile - 13 giugno 2025<br \/>Marted\u00ec \u2013 Venerd\u00ec | 15:00 \u2013 19:00<br \/><br \/>apertura speciale sabato 5 aprile 2025 | 15:00 - 19:00<br \/><br \/>Foro Buonaparte 68, Milano<br \/><strong>info@tempestagallery.com<\/strong><\/pre>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>&#8220;Unveiling the Unknown&#8221;A cura di Domenico de Chirico &#8211; TEMPESTA Gallery, Milano La mostra Unveiling the Unknown si propone di esplorare il confine tra ci\u00f2 che conosciamo e ci\u00f2 che sfugge alla nostra comprensione immediata, dissolvendolo progressivamente. 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