{"id":19677,"date":"2026-06-22T16:39:09","date_gmt":"2026-06-22T14:39:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=19677"},"modified":"2026-06-22T16:39:12","modified_gmt":"2026-06-22T14:39:12","slug":"shu-takahashi-un-artista-giapponese-nella-collezione-di-giorgio-de-marchis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/shu-takahashi-un-artista-giapponese-nella-collezione-di-giorgio-de-marchis\/","title":{"rendered":"Shu Takahashi. Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"707\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Invito-Shu-Takahashi-1024x707.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19678\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Invito-Shu-Takahashi-1024x707.jpg 1024w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Invito-Shu-Takahashi-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Invito-Shu-Takahashi-768x531.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Invito-Shu-Takahashi.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;Aquila Capitale della Cultura 2026<br \/>La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d&#8217;Ocre<\/strong><br \/>presentano per <strong><em>Nanakorobi Yaoki\u00a0<\/em><\/strong> <strong><em>Cadere sette volte, rialzarsi l\u2019ottava<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Shu Takahashi<br \/>Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis.<br \/>Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente<\/strong><br \/><br \/><strong>Inaugurazione 2 luglio 2026 ore 18.00<\/strong><br \/><strong>Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d\u2019Ocre<\/strong><br \/>Corso Vittorio Emanuele II, 23 &#8211; L\u2019Aquila<br \/><em>Fino al 4 settembre 2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gioved\u00ec 2 luglio 2026 alle ore 18.00, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d\u2019Ocre inaugura il secondo progetto di <em>Nanakorobi Yaoki Cadere sette volte, rialzarsi l\u2019ottava<\/em><strong>, <\/strong>manifestazione culturale inserita nel programma dell\u2019<em>Aquila Capitale italiana della Cultura 2026<\/em>, sostenuta e promossa dal Comune dell\u2019Aquila: <strong>Shu Takahashi. Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis. Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente<\/strong>, a cura di <em>Anna Imponente, <\/em>gi\u00e0 Direttrice di Sezione alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma, nonch\u00e9 Soprintendente emerita ai Beni Culturali della sede aquilana, in collaborazione con <em>Ari Takahashi<\/em>, con l\u2019ideazione, promozione e direzione artistica della Fondazione Giorgio de Marchis.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto si avvale del patrocinio dell\u2019Ambasciata del Giappone in Italia e dell\u2019Istituto Giapponese di Cultura a Roma (Japan Foundation \u56fd\u969b\u4ea4\u6d41\u57fa\u91d1).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra intende approfondire il dialogo culturale tra Italia e Giappone attraverso il rapporto umano e intellettuale che leg\u00f2 <strong>Shu Takahashi<\/strong>, artista tra i pi\u00f9 rappresentatividel legame tra le avanguardie europee e la tradizione orientale, vissuto a lungo in Italia, <strong>a Giorgio de Marchis<\/strong>, gi\u00e0 Soprintendente della Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e poi Direttore dell\u2019Istituto Italiano di Cultura a Tokyo. Esito di tale amicizia fu il dono di una serie di opere, conservate oggi&nbsp;nella Collezione della Fondazione, che costituiscono il nucleo principale dell\u2019esposizione, accanto a prestiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, italiane e giapponesi. L\u2019esposizione si presenta come l\u2019esito di un percorso curatoriale legato alla valorizzazione del lavoro dell\u2019artista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La serata di inaugurazione si svolger\u00e0 alla presenza di Anna Imponente, Ari Takahashi, figlio di Shu Takahashi<strong>, <\/strong>e di Yusuke Okamura, allievo e assistente del maestro, e sar\u00e0 arricchita dall\u2019intervento di Giuseppe Di Natale &#8211; Docente di Storia dell\u2019Arte Contemporanea Universit\u00e0 degli Studi dell\u2019Aquila &#8211; dal titolo <em>Sui rapporti tra la calligrafia giapponese e gli artisti non figurativi del secondo dopoguerra: alcuni casi studio<\/em>.<br \/><br \/>Come scrive <em>Anna Imponente<\/em>: \u00abStrana l\u2019eleganza, lo splendore, l\u2019intensit\u00e0 ineguagliata della sua arte. Fatta di semplificazioni estreme, l\u2019innocenza di sensazioni tattili, l\u2019epifania di nuovi materiali, i colori di lacca. La levigatezza delle cose perfette negli incastri delle superfici centinate in legno cariche di fatica senza sforzo apparente e il paradosso di galleggiare aeree antigravitazionali. [\u2026] Con la permeabilit\u00e0 del suo spirito Takahashi trasforma in realt\u00e0 il sogno sublime di attraversare i muri dello studio unendo in un continuo fluire Oriente e Occidente, contenere universi di modernit\u00e0 e tradizione. [\u2026] Nei quadri di Takahashi i bordi tracciano i grandiosi confini del mondo, estasi in solitudine dinanzi a cielo, terra, vento, fuoco, acqua nelle opere recenti sulle pareti di una pagoda buddista in Giappone. Contengono l\u2019emozione dell\u2019infinito come i \u201ctagli \u201cdi Fontana, il nero \u00e8 logica delle tenebre, velo del nulla, buio che pu\u00f2 fagocitare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come scrive la direttrice della Fondazione, <em>Diana Di Berardino<\/em>: \u00abIl progetto <em>Nanakorobi Yaoki Cadere sette volte, rialzarsi l\u2019ottava <\/em>intende valorizzare e approfondire il dialogo che il territorio aquilano e la Fondazione stessa intrattengono con il Giappone, un Paese lontano geograficamente, ma affine per storia e sensibilit\u00e0. Due territori che condividono una memoria segnata da esperienze simili, che hanno conosciuto il dolore della distruzione attraverso i terremoti, ma che, nello stesso tempo, hanno superato attraverso l\u2019arte, la cultura e la memoria. Puntualmente questi luoghi hanno avuto la forza di affrontare il destino e di tornare a vivere e a ricostruire. Ma non \u00e8 solo il terremoto ad accomunare i due Paesi: L\u2019Aquila ha dato i natali a Giorgio de Marchis, protagonista della vita culturale italiana, fine intellettuale, critico d\u2019arte, dirigente del Ministero della Cultura e per quindici anni Direttore dell\u2019Istituto Italiano di Cultura a T\u014dkyo. De Marchis e Takahashi condividevano una profonda amicizia, la grande passione per l\u2019arte e un sincero amore per le due terre che hanno unito i loro vissuti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marted\u00ec 14 luglio 2026 alle ore 17.30 sar\u00e0 dedicato ad un incontro di approfondimento tra <em>Gianluigi Bellucci<\/em> &#8211; Docente di Editoria d\u2019Arte e Grafica d\u2019Arte Accademia di Belle Arti dell\u2019Aquila -, Donatella Cecchin &#8211; Restauratrice e conservatrice opere d\u2019arte &#8211; e Valentina Equizi &#8211; Artista e Graphic designer &#8211; sul tema <em>Dialogo sulla poetica di Shu Takahashi. Geometrie del profondo.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>BIOGRAFIE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Shu Takahashi <\/strong>nasce nel 1930 nella prefettura di Hiroshima e si avvicina alla pittura come una &#8220;profonda, liberatoria esigenza di espressione&#8221; per evadere da una realt\u00e0 lavorativa alienante vissuta inizialmente in un ufficio e presso una casa editrice. Ottiene il primo grande riconoscimento in patria nel 1961 vincendo il Gran Premio dei Nuovi Artisti\/Premio Yasui con l&#8217;opera <em>Strada della luna<\/em> presso il Museo Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Tokyo, successo che gli permette di trasferirsi a Roma nel 1963 grazie a una borsa di studio del Governo italiano. All\u2019arrivo in Italia rimane profondamente affascinato dallo spazialismo di Lucio Fontana, senza rimanerne per\u00f2 troppo influenzato. Sebbene la sua produzione iniziale sia segnata da una fase spirituale, &#8220;stretta&#8221; e monocroma di chiara matrice zen, l&#8217;anno 1966 rappresenta un &#8220;audace cambiamento di rotta&#8221; durante la sua prima personale alla Galleria del Cavallino di Venezia. In questa occasione l&#8217;artista si apre al &#8220;colore della vita che nasce e che scorre&#8221;, introducendo smalti nitrati e acrilici in tonalit\u00e0 vibranti di blu, rosso e arancio per rappresentare una &#8220;forma erotica&#8221; intesa come gioia di vivere e spinta energetica. Il suo percorso artistico evolve verso una personalissima conciliazione tra l&#8217;artificiosit\u00e0 costruttivista occidentale e il vitalismo organicista orientale, attingendo alla teoria dei colori della pittura tradizionale <em>Ukiyo-e<\/em> dove il colore tende a &#8220;tingere tutto lo spazio&#8221;. Sviluppa una tecnica innovativa basata sulle &#8220;shaped canvas&#8221; o tele sagomate, dove i margini curvilinei e i solchi profondi tra i colori conferiscono all&#8217;opera una dimensione oggettuale e spaziale che supera la distinzione tra pittura e scultura. Takahashi manifesta inoltre una forte vocazione per l&#8217;arte pubblica, credendo che essa debba uscire dai musei per &#8220;comunicare direttamente con le persone&#8221; e trasmettere pensieri di &#8220;gioia, coraggio e libert\u00e0&#8221;. Questo impegno si traduce in interventi murali significativi, come quelli per il Battistero di Volterra nel 1973, e nella realizzazione di sculture monumentali in Giappone a partire dagli anni Novanta, tra cui spiccano <em>Vola dolcemente<\/em> a Yokohama e <em>Ascensione al cielo<\/em> a Hiroshima. Riconosciuto a livello internazionale con partecipazioni alla Biennale di Venezia nel 1976 e alla Quadriennale di Roma nel 1977, la sua carriera culmina con una prestigiosa mostra retrospettiva alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma nel 1993. Nel 1996 realizza l&#8217;opera murale a mosaico &#8220;Quattro Stagioni&#8221; nella stazione metro Ottaviano-Roma e viene nominato docente onorario dell&#8217;Universit\u00e0 delle Arti e delle Scienze di Kurashiki-Giappone. Nel 2004 si trasferisce da Roma a Kurashiki-Giappone, dove fonda lo &#8220;SHU Art Studio\u201d: nel 2006, con la moglie Sakura Fujita, crea un fondo per borse di studio destinate a giovani artisti. Il primo decennio degli anni 2000 \u00e8 caratterizzato da un\u2019intensa attivit\u00e0 espositiva e da numerosi riconoscimenti pubblici. Nel 2020 viene insignito del titolo di Persona di Merito Culturale dal Governo Giapponese, mentre nel 2021 riceve l&#8217;onorificenza di Commendatore dal Governo Italiano. L\u2019esposizione pi\u00f9 recente risale al 2024, \u201cVerso Mete Lontane\u201d, al Museo d&#8217;Arte del Comune di Kurashiki. Takahashi \u00e8 descritto come un uomo di &#8220;granitica solidit\u00e0&#8221; e grande statura morale, capace di una riflessione costante sul &#8220;discorso del cuore&#8221; che sorge dall&#8217;interno e deve necessariamente precedere e governare ogni atto tecnico o metodologico. Il suo ruolo di &#8220;profondo e raffinato interprete di culture lontane&#8221; lo consacra come una figura fondamentale capace di fondere l&#8217;essenzialit\u00e0 giapponese con le avanguardie europee in un linguaggio universale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d\u2019Ocre <\/strong>viene istituita a L\u2019Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell\u2019arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l\u2019archivio composto da quasi 200.000 pezzi, oltre a cataloghi di mostre, monografie e saggi. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>INFO<br \/><\/strong><br \/><strong><em>Nanakorobi Yaoki<br \/>Cadere sette volte, rialzarsi l\u2019ottava<br \/><\/em>Shu Takahashi Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis<br \/>Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente<br \/><\/strong>A cura di Anna Imponente<br \/>Con la collaborazione di Ari Takahashi<br \/>Ideazione, promozione e direzione artistica: Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d\u2019Ocre<br \/>Direttrice: Diana Di Berardino<br \/>Segreteria: Alessandro MortariManifestazione inserita nel programma dell\u2019Aquila Capitale italiana della Cultura 2026<br \/>sostenuta e promossa dal Comune dell\u2019Aquila<br \/>Con il patrocinio dell\u2019Ambasciata del Giappone in Italia e dell\u2019Istituto Giapponese di Cultura a Roma (Japan Foundation \u56fd\u969b\u4ea4\u6d41\u57fa\u91d1)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Testo critico: Anna Imponente<br \/>Realizzazione video: Ari Takahashi<br \/>Revisione testi: Rina Costantini, Elisabetta Durastante, Barbara Olivieri<br \/>Allestimento: Marcello De Roma, Carlo Mangolini<br \/>Progetto materiali grafici: Valentina Equizi<br \/>Ufficio Stampa: Roberta Melasecca<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Inaugurazione 2 luglio 2026 ore 18.00<br \/>Fino al 4 settembre 2026<br \/>Orari: <\/strong>gioved\u00ec 11.00 &#8211; 19.30; venerd\u00ec e sabato 17.30 &#8211; 20.00; domenica 11.00 -13.00 \/ 17.30 &#8211; 20.00 &#8211; Ingresso libero<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d\u2019Ocre<br \/><\/strong>Corso Vittorio Emanuele II, 23 &#8211; L\u2019Aquila (AQ) &#8211; <a href=\"http:\/\/www.fondazionedemarchis.it\">www.fondazionedemarchis.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Contatti<br \/>Diana Di Berardino<\/strong> tel. 3384581985 | <strong>Barbara Olivieri<\/strong> tel. 3498832591<br \/><a href=\"mailto:fondazione.demarchis@gmail.com\">fondazione.demarchis@gmail.com<\/a><br \/><strong>Valentina Equizi<br \/><\/strong>Graphic designer e social media manager &#8211; <a href=\"mailto:valentina.equizi88@gmail.com\">valentina.equizi88@gmail.com<\/a> &#8211; tel. 3497500772<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ufficio stampa\u00a0<\/strong><br \/><strong>Roberta Melasecca<\/strong>_associazione blowart<br \/><a href=\"mailto:roberta.melasecca@gmail.com\">roberta.melasecca@gmail.com<\/a> &#8211; <a href=\"mailto:info@melaseccapressoffice.it\">info@melaseccapressoffice.it<\/a> &#8211; tel. 3494945612<br \/>cartella stampa su <a href=\"http:\/\/www.melaseccapressoffice.it\">www.melaseccapressoffice.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>L&#8217;Aquila Capitale della Cultura 2026La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d&#8217;Ocrepresentano per Nanakorobi Yaoki\u00a0 Cadere sette volte, rialzarsi l\u2019ottava Shu TakahashiUn artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis.Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente Inaugurazione 2 luglio 2026 ore 18.00Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d\u2019OcreCorso Vittorio Emanuele II, 23 &#8211; L\u2019AquilaFino al 4 settembre&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/shu-takahashi-un-artista-giapponese-nella-collezione-di-giorgio-de-marchis\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Shu Takahashi. 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