{"id":3878,"date":"2016-05-09T10:51:35","date_gmt":"2016-05-09T10:51:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=3878"},"modified":"2016-05-16T11:00:07","modified_gmt":"2016-05-16T11:00:07","slug":"visione-oltre-gli-eventi-artistici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/visione-oltre-gli-eventi-artistici\/","title":{"rendered":"UNA VISIONE OLTRE: GLI EVENTI ARTISTICI"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span><h3>INTERVENTI VIDEO, SONORI E PERFORMATIVI<\/h3>\n<p>Le suggestioni innescate durante la master class di aprile verranno tradotte in una produzione artistica e presentate in una serie di eventi in luoghi significativi della citt\u00e0, utilizzando le diverse componenti del suono, le immagini in movimento, la performance e il coinvolgimento del pubblico.<br \/>\nUna visione oltre \u00e8 stato uno dei progetti selezionati dal bando Culturalmente 2015, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ed \u00e8 ispirato alla figura dell\u2019illustre adriese Luigi Groto, drammaturgo e poeta del &#8216;500. Organizzato e promosso dalla Pro Loco di Adria, il progetto vede impegnata la figura dell&#8217;artista di fama internazionale Stefano Cagol, nel duplice ruolo di artista performativo e mentore per giovani artisti under 35<\/p>\n<h4>UNA VISIONE OLTRE<\/h4>\n<p>13 maggio, venerd\u00ec, h. 17.30<br \/>\nMuseo Archeologico nazionale di Adria<br \/>\nVia Giacomo Badini 59, Adria<\/p>\n<p><strong>Visibile e invisibile<\/strong>. I visitatori sono invitati a percorrere un itinerario nella memoria pi\u00f9 profonda e arcaica, tra sentire intimo e collettivo, attraverso performance e interventi sonori.<\/p>\n<p><strong>Drunkenrabbit<\/strong>, Linda Ferrari CIRCLE, performance<br \/>\nLa performance indaga l&#8217;assenza di confini e il concetto di non luogo, ambiente che sempre pi\u00f9 si viene a creare nell&#8217;era contemporanea: conviviamo quotidianamente in spazi virtuali e la libert\u00e0 che ci viene concessa \u2013 apparentemente illimitata. Pi\u00f9 grande \u00e8 l&#8217;effimero senso di onnipotenza che sentiamo nelle nostre mani, pi\u00f9 piccoli, ristretti e controllati sono invece i nostri reali confini. All&#8217;interno di questa perlustrazione (macrocosmo) ecco l&#8217;indispensabile necessit\u00e0 di prendersi cura di noi stessi (microcosmo). Gestualit\u00e0 essenziali per sopravvivere in un&#8217;era senza pi\u00f9 delimitazioni.<\/p>\n<p><strong>Mattia Paj\u00e8<\/strong>, Mattia Paj\u00e8 CALL, performance, corni bovini, suono<br \/>\nIl suono del corno \u00e8 un arcaico richiamo, un annuncio di una solennit\u00e0 latente. Cos\u00ec come gli antichi etruschi si avvalevano del suono per comunicare dove la vista non arrivava, anche oggi l\u2019udito trova subito il risuonare del corno, mentre la vista \u00e8 ancora impedita. Nel parco del Museo Archeologico due performer nascosti tra le fronde degli alberi soffiano alternatamente nel corno, in un dialogo sonoro, un richiamo perpetuo che sollecita i presenti all\u2019attenzione.<br \/>\nCollaborazione: suono secondo corno Filippo Marzocchi Filippo Marzocchi<\/p>\n<p>g. olmo stuppia, G Olmo Stuppia LA FIABA, installazione audio<br \/>\nAttraverso la trasformazione di alcuni elementi \u201cgiacenti\u201d nel giardino del Museo, l\u2019installazione Fiaba \u201cterremota\u201d l\u2019immobilismo della pietra, dandole voce: una narrativa ove i protagonisti sono due cittadine e un cittadino adriesi: Benetta Barbujani, Sandra Benedetti e Antonio Lodo. Rileggendo Groto essi infatti partecipano, con suggestioni pure personali, ad un \u201cmelange\u201d tra alcuni estratti del Cieco assieme alla celebre Fiaba di J. W. Goethe. La voce dell\u2019artista si situa sulla soglia tra gli interventi, instaurando una mimesis delle forme sonore che proponga alla ricezione pi\u00f9 livelli interpretativi, spostando il significato ultimo della poesia del Cieco verso la multiricettivit\u00e0 dei tempi odierni. Una memoria della pietra cangiante.<\/p>\n<p><strong>Il Museo<\/strong>:<br \/>\nIl Museo \u00e8 scrigno di antichit\u00e0 e simbolo della plurimillenaria storia cittadina. Un luogo di riflessione sul valore della memoria. Qui riaffiorano le testimonianze di un\u2019epoca lontana, quando la terra tra i due fiumi era cos\u00ec importante da dare il nome del suo porto principale a un intero mare. Il giardino\/bosco del Museo diviene un luogo filtro tra il presente e la storia. Un punto sospeso nel tempo e vicino alla natura dell\u2019uomo.<br \/>\n<strong>UNA VISIONE OLTRE<\/strong><\/p>\n<p>13 maggio, venerd\u00ec, h. 21<br \/>\nPiazza Garibaldi, Adria<\/p>\n<p>Visione e cecit\u00e0. La Piazza \u00e8 contemporaneamente luogo centrale della citt\u00e0, simbolo identitario per i cittadini, con la presenza dell\u2019antica Torre civica e della chiesa cattedrale, e il luogo dov\u2019\u00e8 nato Luigi Groto e dove sorgeva la sua casa. Al suo centro performance e installazioni che utilizzano il linguaggio di danza, musica e video.<\/p>\n<p><strong>Filippo Marzocchi<\/strong>, Filippo Marzocchi STILL LIFE, installazione e videoproiezione<br \/>\nUn grande schermo viene montato nella piazza principale della citt\u00e0 di Adria in occasione di un evento al quale prenderanno atto delle performance musicali e di danza. Lo schermo \u00e8 posizionato di fronte alla veduta principale della scena in modo da negare la visione agli spettatori.<br \/>\nUna videocamera riprende ci\u00f2 che avviene dietro alla struttura proiettando sullo schermo in tempo reale e in scala reale gli eventi, che normalmente sarebbero visibili senza il video.<br \/>\nLa veridicit\u00e0 delle immagini \u00e8 dunque messa in discussione, ponendo lo spettatore di fronte alla rappresentazione della realt\u00e0 circostante invece che alla realt\u00e0 stessa.<br \/>\nCollaborazioni: schermo realizzato da Chiara Guadagnini<br \/>\nChiara Guadagnini<\/p>\n<p><strong>Giovanna Chiarato<\/strong> e <strong>Cristiana Franzoso<\/strong>, Giovanna Chiarato<br \/>\nIO VEDO, performance di danza [prima assoluta]<br \/>\nLa coreografia \u00e8 stata creata da Giovanna Chiarato e Cristiana Franzoso seguendo le suggestioni arrivate dallo stesso Stefano Cagol, individuando principalmente tre momenti o meglio tre visioni della cecit\u00e0: il fidarsi e affidarsi all&#8217;altro come aiuto e sostegno; il sogno, dove la cecit\u00e0 non ci vieta di vedere ci\u00f2 che desideriamo e infine la volont\u00e0 di vedere liberandosi da qualsiasi impedimento, costrizione, limitazione.<br \/>\nInterpreti: Tommaso Carletti, Ilaria Bonato, Silvia Zanotti, Maral Shoul-Zarghani, Chiara Fantinati, Enrica Lionello, Simona Bocchio, Francesca Pezzolato, Valeria Krasnolobova<br \/>\nMusiche: atto I: Arvo Part, &#8221; Symphony N\u00b04 &#8211; &#8220;Los Angeles&#8221;: III Deciso; atto II: Steve Reich, \u201cMusic for 18 Musicians\u201d: Pulses; atto III: Arvo Part, &#8221; Symphony N\u00b04 &#8211; &#8220;Los Angeles&#8221;: II Affannoso<\/p>\n<p><strong>Simona Gatto<\/strong>, <strong>Davide Gazzato<\/strong>, Sol Edad UNA VISIONE OLTRE, performance musicale [prima assoluta]<br \/>\nIl duo Ephemeris nasce dall&#8217;incontro di Davide Gazzato (liuto, arciliuto, tiorba, flauti, voce) e Simona Gatto (voce, percussioni, flauti, lira) nell&#8217;ambito dei seminari di Musica Antica del Conservatorio &#8220;B. Marcello&#8221; di Venezia. Il repertorio proposto, di matrice rinascimentale e barocca con influenze popolari, \u00e8 rielaborato in forma originale.<br \/>\nNella personalissima interpretazione musicale di &#8220;Una Visione Oltre&#8221; agli strumenti a pizzico e a fiato dell&#8217;epoca si affianca l&#8217;utilizzo di elettronica e loop station.<br \/>\nMusiche di John Dowland, Claudio Monteverdi, Thomas Campion, tradizionali sefardite e del sud Italia.<\/p>\n<p><strong>Una Visione Oltre<\/strong>, AS IT IS, videoproiezione, microscopio USB, incisione antica<br \/>\nUn\u2019analisi del microcosmo nel macrocosmo: un piccolo segno compone un insieme di segni portatori di senso nel disegno. Un microscopio USB analizza ingrandendo a dismisura, tramite un proiettore, i segni di un\u2019incisione antica \u2013 \u201cLa diocesi di Adria\u201d (1788) \u2013 che illustra i territori del Delta, dove ogni suo microscopico frammento diviene fulcro di attenzione trasformandosi in soggetto dell\u2019opera. Ci\u00f2 che a occhio nudo risulta invisibile, raccolto in una figura, viene scollegato e scomposto, portando l\u2019attenzione dello spettatore dal generale al particolare, una piccola unit\u00e0 che compone l\u2019insieme.<\/p>\n<p>La piazza:<br \/>\nLa casa del Groto, che sorgeva presso l\u2019attuale Piazza Garibaldi, venne abbattuta nel 1694 per far posto all\u2019Ospedale Civico dei Poveri. Nel 1813 l\u2019ospedale, che aveva una piccola torre con campana, venne demolito per far posto al Teatro Nuovo. Nel 1819 venne costruita la facciata laterale del teatro con la torre dell\u2019orologio contenente la campana del vecchio ospedale; il teatro funzion\u00f2 fino al \u201819, poi venne assorbito da nuove costruzioni, la torre \u00e8 quella originale del 1819.<\/p>\n<p><strong>UNA VISIONE OLTRE<\/strong><\/p>\n<p>14 maggio, sabato, h\u00a022.30<br \/>\nGiardini Zen (dietro al Teatro Comunale)<br \/>\nVia Terranova 24, Adria<\/p>\n<p>Oltre il teatro. Nel giorno della ri-apertura del Teatro Comunale, l\u2019evento vuole essere un omaggio degli artisti e dei cittadini a Luigi Groto, che alla drammaturgia vot\u00f2 la propria vita. Protagonisti sono un video e una performance visibile solo da lontano.<\/p>\n<p><strong>Saverio Bonato<\/strong>, Saverio Bonato WATCHING THE UNSEEN, performance e installazione<br \/>\nL\u2019opera \u00e8 realizzata dall\u2019artista all&#8217;interno di un cortile di una casa abbandonata dietro il Teatro, a fianco dei giardini Zen, da dove \u00e8 visibile.<br \/>\nSu alcune lastre metalliche con la tecnica della saldatura ad arco con elettrodo rivestito verranno disegnate delle composizioni casuali. La luce proveniente da questa operazione \u00e8 una delle pi\u00f9 pericolose per l\u2019occhio umano, in quanto lo espone alla luce blu, a raggi ultravioletti e infrarossi.<br \/>\nL\u2019artista apre allo spettatore e lo invita a partecipare alla visione della creazione dell\u2019opera stessa in rapporto. Con i limiti di osservazione che questa azione comporta.<\/p>\n<p><strong>Giacomo Bolzani<\/strong>, Giacomo Bolzani RESILIENZA, opera video<br \/>\nUna pupilla in primo piano. Cecit\u00e0 personale e del suo tempo non hanno impedito a Luigi Groto di operare brillantemente per la cultura e il territorio, che, grazie a lui, furono capaci di vedere maggiore civilt\u00e0.<br \/>\nIl progetto vuole sottolineare l\u2019importanza di saper superare le pi\u00f9 grandi barriere, non solo materiali, per raggiungere importanti risultati: dall\u2019alluvione dei propri possedimenti terrieri alla perdita della vista, fino alla costrizione all\u2019abiura. Eppure Groto riusc\u00ec a essere oratore, letterato, nonch\u00e9 rappresentante del proprio territorio relativamente alla nota questione del taglio del Po (1569). Traguardo, quest\u2019ultimo, particolarmente lungimirante, che continua a far sentire la propria influenza sui nostri tempi pi\u00f9 recenti.<br \/>\nIl titolo \u201cResilienza\u201d richiama proprio la capacit\u00e0 di affrontare e superare un evento traumatico.<\/p>\n<p><strong>Il teatro<\/strong>:<br \/>\nIl Teatro Comunale del Popolo sorge prospiciente il ramo cittadino del Canalbianco. Venne progettato dell&#8217;architetto Giovanni Battista Scarpari in linea con i canoni della scuola architettonica degli anni trenta. Venne inaugurato nel 1935 con il \u201cMefistofele\u201d di Arrigo Boito, diretto da Tullio Serafin (Interpreti furono per l&#8217;occasione Tancredi Pasero, Giovanni Malipiero, Rosetta Pampanini, Giulietta Simionato, Lamberto Bergamini, Sara Scuderi e Serafina Di Leo. Ora il Teatro riapre al pubblico dopo gli interventi di restauro.<\/p>\n<p><strong>UNA VISIONE OLTRE<\/strong><\/p>\n<p>15 maggio, domenica, h\u00a021<br \/>\nSeptem M\u00e0ria Museum<br \/>\nVia Capitello 11, Adria<\/p>\n<p><strong>Elogio della luce<\/strong>. Un\u2019installazione con utilizzo della luce e una performance collaborativa fanno parte di un evento collettivo che concluder\u00e0 in una \u201cfesta dell\u2019arte e della visione oltre\u201d.<\/p>\n<p><strong>Chiara Guadagnini<\/strong>, Chiara Guadagnini PRATO, performance collaborativa<br \/>\nL\u2019artista \u00e8 d\u00e0 vita a una performance che coinvolge la partecipazione del pubblico, invitato a \u201cscrivere quanto vede ad occhi chiusi\u201d.<br \/>\nSi franger\u00e0 l\u2019onda color del limo sulla terra fertile rendendola sterile. E l\u2019eterno respiro del fiume si fonder\u00e0 ai lenti passi dei buoi carichi di lacrime e di dolore di chi cerca altrove sostegno. Ma un futuro, visto da chi vista non aveva, separa la terra dall\u2019acqua riportando la perduta luce in quei territori sui quali ancora oggi noi camminiamo, una patria artificiale, frutto dell\u2019immenso lavoro di migliaia di uomini di cui non si ha pi\u00f9 memoria, i primi attori della vicenda delle bonifiche.<\/p>\n<p><strong>Filippo Marzocchi<\/strong>, Filippo Marzocchi MEGLIO DENTRO CHE FUORI, videoproiezione<br \/>\nUn video \u00e8 proiettato in grandi dimensioni in uno spazio pubblico dove l\u2019osservatore \u00e8 attratto da lampi luminosi a frequenza crescente. Le immagini riprodotte sfruttano il fenomeno fisico della persistenza retinica dove, stimolando la retina, \u00e8 possibile imprimere figure nell\u2019occhio per diversi secondi dopo che la fonte luminosa \u00e8 cessata.<br \/>\nIl video ricerca la capacit\u00e0 di spostare la normale fruizione dell\u2019opera attraverso la creazione di fenomeni che favoriscano la cognizione di immagini all\u2019interno del corpo.<\/p>\n<p><strong>Compagnia Teatrale El Tanbarelo<\/strong>, 1500, performance di lettura<br \/>\nIl pubblico viene coinvolto in una performance di lettura in costume d\u2019epoca che avviene in pi\u00f9 momenti successive nel corso della serata. Protagonista \u00e8 una selezione di corrispondenze di Luigi Groto, suggerita dal Prof. Antonio Lodo, che richiama l\u2019atmosfera di quell secolo ed evoca l\u2019acuta capacit\u00e0 di \u201cvedere\u201d e interpretare quanto lo circondava sviluppata da Luigi Groto, come esempio simbolico di lungimiranza.<\/p>\n<p><strong>Stefano Cagol<\/strong>, Stefano Cagol SETLIST, selezione musicale<br \/>\nda SUB. Stefano Bernardi (2006) Bolzano; da Hyponofolk. Pierto Russino (2010) NYC; da Muito N.D.B.. Ninos du Brasil: Nico Vascellari, Nicol\u00f2 Fortuni, Riccardo Mazza (2012) ITA; da Craco. Hauschka (2014). DE; da 604. lady tron (2000) L.A.; da Reciclatge. My Name is Ann (2007) Praha; da #1. Fisherspooner (2001) NYC; da Collage #1. James Tenney (1961) San Francisco<\/p>\n<p><strong>Il museo<\/strong>:<br \/>\nLa denominazione Septem M\u00e0ria fu coniata da Plinio il Vecchio nel I sec. d. C. per indicare la zona del Polesine caratterizzata da molti corsi d\u2019acqua navigabili e comunicanti con il mare. Nel 1569 Luigi Groto pronunci\u00f2 davanti al Doge Loredan un\u2019orazione per sollecitare l\u2019attuazione del taglio di Porto Viro, per regolare le acque del Delta del Po e per evitare l\u2019interramento di Venezia. Si \u00e8 formato cos\u00ec il Delta come lo vediamo ora, costituito da terre poste a un livello inferiore a quello del mare e, pertanto, conservate da macchine della bonifica, come quella visibile presso il Museo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>INTERVENTI VIDEO, SONORI E PERFORMATIVI Le suggestioni innescate durante la master class di aprile verranno tradotte in una produzione artistica e presentate in una serie di eventi in luoghi significativi della citt\u00e0, utilizzando le diverse componenti del suono, le immagini in movimento, la performance e il coinvolgimento del pubblico. 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