{"id":6210,"date":"2017-11-27T12:17:26","date_gmt":"2017-11-27T11:17:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=6210"},"modified":"2017-11-27T12:47:32","modified_gmt":"2017-11-27T11:47:32","slug":"real-art-volume-3-2017-arte-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/real-art-volume-3-2017-arte-solidarieta\/","title":{"rendered":"Real Art #3 &#8211; 2017 | Arte &#038; Solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span><h3><b>Torna la pubblicazione-portfolio d\u2019arte a carattere benefico<br \/>\n<\/b><b>con opere uniche ed autografe di 13 artisti contemporanei<\/b><\/h3>\n<p>Dopo il successo della delle prime due edizioni, torna <b>Real Art<\/b><b>, progetto artistico<\/b>, nato con l\u2019idea di realizzare annualmente una pubblicazione-portfolio con opere uniche ed autografe di artisti contemporanei e l\u2019intero incasso devolverlo in beneficienza ad enti del territorio.<\/p>\n<p>L&#8217;edizione del <b>volume #3, limitata a 130 copie (100 destinate alla diffusione)<\/b>, presenta lavori unici di:<\/p>\n<p><b>Andrea Bassani<\/b><br \/>\n<b>Gianni Cella<\/b><br \/>\n<b>Mattia Consonni<\/b><br \/>\n<b>Mario De Leo<\/b><br \/>\n<b>Marcello Diotallevi<\/b><br \/>\n<b>Nataly Maier<\/b><br \/>\n<b>Renzo Nucara e Carla Volpati<\/b><br \/>\n<b>Claudio Parentela<\/b><br \/>\n<b>Peter Hide 311065<\/b><br \/>\n<b>Alfredo Rapetti Mogol<\/b><br \/>\n<b>Tobia Rava\u2019<\/b><br \/>\n<b>Isabella Rigamonti<\/b><br \/>\n<b>Tetsuro Shimizu<\/b><\/p>\n<p>[slideshow_deploy id=&#8217;6216&#8242;]<\/p>\n<p>Il progetto ha saputo coinvolgere artisti, stampatori, editori, giornalisti uniti nel nome dell&#8217;arte e dalla solidariet\u00e0. Il ricavato dell\u2019alienazione, infatti, ogni anno andr\u00e0 a sostenere un\u2019associazione che opera senza fine di lucro sul territorio. Quest\u2019anno il contributo verr\u00e0 devoluto alla<b> \u201cMENSA DEI POVERI DI VIA B. LUINI\u201d <\/b>di Varese, gestita dalle suore della Riparazione -ORFANOTROFIO FEMMINILE ADDOLORATA-<b>\u00a0 <\/b>che fornisce, tramite donazioni e volontari, pi\u00f9 di 300 pasti giornalieri a famiglie in momentaneo stato di bisogno.<br \/>\nIl volume originale e interdisciplinare coinvolge artisti anche molto differenti tra di loro, invitati a confrontarsi, rimanendo aderenti al loro percorso artistico, al concetto di serialit\u00e0 all\u2019interno di un lavoro \u201cunico\u201d.<\/p>\n<p>Ciascun artista \u00e8 presente nel volume con una doppia pagina: un\u2019opera stampata ed una originale applicata, una sorta di piccolo museo su carta, che invita ad un rapporto anche tattile con il prodotto artistico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6211\" src=\"http:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/23915631_1743832822302005_4002427237540664927_n.jpg\" alt=\"\" width=\"898\" height=\"898\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/23915631_1743832822302005_4002427237540664927_n.jpg 898w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/23915631_1743832822302005_4002427237540664927_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/23915631_1743832822302005_4002427237540664927_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/23915631_1743832822302005_4002427237540664927_n-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/23915631_1743832822302005_4002427237540664927_n-600x600.jpg 600w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/23915631_1743832822302005_4002427237540664927_n-800x800.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 898px) 100vw, 898px\" \/><\/p>\n<p>Il progetto ha avuto, gi\u00e0 nelle sue fasi embrionali, grande sostegno da parte di sedi museali ed istituzionali, tanto da inserire REAL ART all\u2019interno di un percorso itinerante tra alcune realt\u00e0 importanti della provincia. Il volume sar\u00e0 disponibile nelle migliori librerie di Varese e provincia, nei bookshop del <b>Museo MA*GA <\/b>di Gallarate, <b>Museo Bodini <\/b>di Gemonio, <b>Museo Parisi Valle <\/b>di Maccagno con Pino e Veddasca, <b>Spazio Casa Museo E. Tadini <\/b>di Milano, <b>Galleria Biancoscuro<\/b> di Pavia, <b>Galleria Cart 70-10 <\/b>di Monza, <b>Meeting Art<\/b> di Vercelli, <b>Showcases Gallery <\/b>di Varese.<\/p>\n<p>Una lunga rassegna tra le istituzioni coinvolte presenter\u00e0 in fasi alterne il solo volume e\/o il volume e le opere degli artisti coinvolti con importanti mostre e rassegne.<br \/>\nQueste le prime tappe a cui se ne aggiungeranno altre in fase di definizione:<\/p>\n<p><b>SPAZIO-CASA MUSEO EMILIO TADINI<\/b> di Via Nicol\u00f2 Jommelli 24 a 20131 Milano il <b>sabato 25-11-2017 alle ore 17.00. <\/b>In questa sede ci sar\u00e0 la <b>PRESENTAZIONE<\/b> del Volume. Si potr\u00e0 al contempo visitare le mostre in corso tra cui \u201cCENTESIMI, C\u2019ERA UNA VOLTA LA PICCOLA ECONOMIA\u201d.<\/p>\n<p><b>GALLERIA CART 70-10<\/b> di via Sirtori 7 a 20052 Monza -MB- (zona villa Reale) presentazione del volume e <b>MOSTRA dei 13 artisti invitati <\/b>con inaugurazione il <b>sabato 02-12-2017 alle ore 18.00.<\/b><\/p>\n<p><b>MUSEO PARISI VALLE<\/b> di Maccagno con Pino e Veddasca <b>PRESENTAZIONE<\/b> del Volume REAL ART <b>sabato 09-12-2017<\/b> (ora da fissare ma presumibilmente alle 17.30) durante l\u2019inaugurazione della mostra invernale \u201cPAINTINGS, DRAWINGS, SCULPTURES AND OTHER&#8230; MOORE &#8211; Mostra d&#8217;arte in ricordo di Sir John Drake-Moore\u201d<\/p>\n<h3><b>Calendario delle prime presentazioni ed esposizioni di <\/b><b>REAL ART #3-2017<\/b><\/h3>\n<p><b>SPAZIO-CASA MUSEO EMILIO TADINI<\/b><br \/>\nVia Nicol\u00f2 Jommelli 24 a 20131 Milano<br \/>\n<b>PRESENTAZIONE &#8211; sabato 25 novembre 2017 ore 17.00 <\/b>con l\u2019occasione si potranno visitare le mostre in corso, tra cui \u201cCENTESIMI, C\u2019ERA UNA VOLTA LA PICCOLA ECONOMIA\u201d.<\/p>\n<p><b>GALLERIA CART 70-10<\/b><br \/>\nvia Sirtori, 7 \u2013 Monza<b>\u00a0<\/b><br \/>\n<b>PRESENTAZIONE E MOSTRA DEI 13 ARTISTI INVITATI &#8211; sabato 02 dicembre 2017 ore 18.00<\/b><\/p>\n<p><b>MUSEO CIVICO PARISI-VALLE\u00a0<\/b><br \/>\nVia Gianpaolo 1 \u2013 Maccagno con Pino e Veddasca<br \/>\n<b>PRESENTAZIONE &#8211; sabato 09 dicembre 2017 ore 17.00 <\/b>in occasione dell\u2019inaugurazione della mostra invernale \u201cPAINTINGS, DRAWINGS, SCULPTURES AND OTHER&#8230; MOORE &#8211; Mostra d&#8217;arte in ricordo di Sir John Drake-Moore\u201d<\/p>\n<p>Per la fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sar\u00e0 in visione e prenotazione-vendita presso la <b>CASA D\u2019ASTE MEETING ART<\/b> di Vercelli al front desk.<\/p>\n<p>Dalla fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sar\u00e0 in visione e prenotazione presso gli stand della rivista <b>BIANCOSCURO<\/b> (media partner) IN TUTTE le maggiori fiere d\u2019arte italiane ed estere.<\/p>\n<p>Per la met\u00e0 di novembre il volume REAL ART #3-2017 sar\u00e0 in visione e prenotazione presso <b>SHOWCASES GALLERY<\/b> di Via San Martino della Battaglia, 11 a Varese.<\/p>\n<p><strong>REAL ART<\/strong>\u00a0 \u00e8 un progetto di Franco Crugnola Studio di architettura, via San Martino, 11 , Varese.\u00a0Per info showcasesgallery@gmail.com<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-6213\" src=\"http:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/real-art-3-2017-COMPOSIT-1024x720.jpg\" alt=\"\" width=\"801\" height=\"563\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/real-art-3-2017-COMPOSIT-1024x720.jpg 1024w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/real-art-3-2017-COMPOSIT-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/real-art-3-2017-COMPOSIT-768x540.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/real-art-3-2017-COMPOSIT-600x422.jpg 600w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/real-art-3-2017-COMPOSIT.jpg 1095w\" sizes=\"auto, (max-width: 801px) 100vw, 801px\" \/><\/p>\n<h3><b>BIOGRAFIE DEI 13 ARTISTI CHE PARTECIPANO E HANNO DONATO LE LORO OPERE A\u00a0 <\/b><\/h3>\n<p><b>Andrea Bassani<\/b><br \/>\nAndrea Bassani nasce nel 1954 a Martinengo (BG) dove attualmente vive e lavora. Artista autodidatta, ha frequentato diversi studi di pittori. Inizia la sua carriera artistica partendo dal figurativo per approdare successivamente a soluzioni astratte, che pi\u00f9 si adattano ai suoi intenti comunicativi e al suo sentire artistico. Inizia a esporre nel 1971.<br \/>\nLe creazioni di Andrea Bassani vanno oltre il normale concetto di quadro. Superando il confine della tela, si trasformano in semi-sculture. Le tavole sono tagliate in diverse forme, per poi essere di nuovo cucite e assemblate fra loro, a creare un unico elemento inscindibile.<br \/>\nForma e colore sono la sintesi perfetta del significato intrinseco delle opere. Esse rappresentano, infatti, una continua sperimentazione di forme e di colori. Cos\u00ec da un\u2019opera appena ultimata, nasce il progetto per realizzarne una nuova, alla ricerca continua e instancabile della perfezione finale. \u201c\u2026Una ricerca che si spinge verso nuove spazialit\u00e0 mentali, psicologiche, intellettuali, governate da una fisicit\u00e0 occulta resa ancor pi\u00f9 intima e recondita dalla presenza della tela che copre il costrutto interiore, apparentemente \u201cpseudo-artigianale\u201d, la cui metodica realizzativa trasforma l\u2019uomo-artista in \u201cFaber\u201d; artefice del proprio destino, del modo in cui esso viene manifestarsi e ad esplicarsi\u2026\u201d. &#8211; (Giosu\u00e8 Allegrini 2013)<\/p>\n<p><b>Gianni Cella<\/b><br \/>\nL\u2019artista \u00e8 nato a Pavia nel 1953, \u00e8 un visionario della vita, prolifico, polimorfico e caleidoscopico che vive in un perenne isolamento adolescenziale. Nel gennaio 2000 ha abbandonato il collettivo Plumcake per sentirsi responsabile del suo mondo creativo ed iniziare un nuovo percorso individuale tra disegno, pittura e scultura.<br \/>\nL\u2019artista punta la sua attenzione, con i suoi rilievi plastici e le sue maschere allestite, sul senso di inadeguatezza sempre pi\u00f9 crescente nei confronti di noi stessi e degli altri. I suoi personaggi sono l\u2019allegoria dell\u2019insensatezza, dell\u2019immaginazione fantastica, caratterizzata tuttavia da uno sguardo affettuoso e buffo nei confronti della vita che attenua la malinconia.<br \/>\nSpesso le sue opere sono una grottesca e caricaturale visione di volti con un occhio solo, sbuffanti, a forma di stella o asteroide, a raccontare una realt\u00e0 concreta ma nel contempo \u201cpsichica\u201d, che narra di pulsioni nascoste, stati d\u2019animo attraverso un bernoccolo, un occhio solitario, una smorfia. La scelta ci parla del senso destabilizzante della vicinanza con \u201cla gente\u201d, della difficoltosa relazione che viene a crearsi tra noi e gli \u201caltri\u201d, amici o nemici che siano. (Sabina Melesi)<br \/>\nI suoi lavori sono collocati nei pi\u00f9 importanti musei e gallerie internazionali.<\/p>\n<p><b>Mattia Consonni<\/b><br \/>\n\u201cMusica per gli occhi\u201d \u00e8 il nome che meglio definisce la prolifica attivit\u00e0 artistica di Mattia Consonni, Modellando principalmente vinili come materia pura e duttile, ma anche CD, seppur in minor parte, Mattia forgia nuove forme per i dischi, che integrati con le tele, assumono una nuova identit\u00e0 ispirata dall&#8217;ascolto degli amatissimi brani. Nascono, dunque, soggetti astratti e simbolici che svelano ed esprimono attraverso la sinergia del colore e dei materiali, le pi\u00f9 svariate emozioni ed i messaggi che l&#8217;autore intenzionalmente vuole trasmettere per raccontarsi e raccontare.<br \/>\nEloquente e di grande effetto \u00e8 osservare come l&#8217;artista interpreti e si avvicini al significato del brano musicale che intende rappresentare nella maggior parte delle tele realizzate.<br \/>\n\u201cMusica per gli occhi\u201d propone uno stile inedito, un&#8217;arte contemporanea ed ecocompatibile, in cui gli oggetti in disuso, riciclati ed elaborati, acquisiscono una sorta di immortalit\u00e0 in una connotazione nuova, emozionante, eclettica che svela anticonformismo ed ironia.<\/p>\n<p><b>Mario De Leo<\/b><br \/>\nMario De Leo, pittore, musicista e poeta, nasce a Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, nel 1944.<br \/>\nSi trasferisce a Milano all&#8217;inizio degli anni &#8217;60.<br \/>\nNegli anni Settanta alterna l&#8217;attivit\u00e0 di pittore a quella di musicista collaborando con il maestro Giancarlo Disnann, curatore degli arrangiamenti di tutte le sue composizioni, raccolte nel primo LP dal titolo &#8220;Suonata Situazione&#8221;. L&#8217;eclettismo di De Leo lo porta a esplorare la scrittura, e nei primi anni Ottanta scrive il suo primo breve racconto, &#8220;Corpo Circuito&#8221;.<br \/>\nAlcuni testi poetici del1&#8217;artista sono inseriti nel volume &#8220;Canti dell\u2019immigrazione&#8221;, edito da Garzanti (MI), &#8220;Antologia interdisciplinare per la scuola media&#8221;, edito Ape &#8211; Mursia, e &#8220;Canti sociali e politici&#8221;, edito da Gamma Libri (MI).<br \/>\nCon l&#8217;attore Moni Ovadia e il musicista Riccardo Sinigaglia (tra gli altri) fonda la cooperativa di musica popolare &#8220;l&#8217;Orchestra&#8221;. Insieme a Michele Straniero, etnomusicologo, d\u00e0 vita allo studio nazionale di musica etnica. Riceve numerosi riconoscimenti nella veste sia di pittore che di musicista, e nel 1980 compone la colonna sonora del film &#8220;Sole, acqua, terra, vento&#8221;, della regista americana Jane R. Speiser, prodotto dal regista torinese Daniele Segre. Con Luigi Bianco, poeta, performer e giornalista, e altri artisti, fonda la rivista culturale &#8220;Osaon&#8221; e, in seguito, il bimestrale di interscambio culturale &#8220;Harta&#8221;. In quegli anni di grande fermento artistico, De Leo partecipa a premi, concorsi, rassegne tematiche ed esposizioni collettive in Italia e all&#8217;estero.<br \/>\nNel 2011 viene segnalato da Vittorio Sgarbi per il progetto &#8220;54ma Biennale Internazionale d&#8217;Arte di Venezia &#8211; Padiglione Italia&#8221;, in occasione del 150\u00b0 anniversario dell&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia.<\/p>\n<p><b>Marcello Diotallevi<\/b><br \/>\nMarcello Diotallevi \u00e8 nato il 24 aprile del 1942 a Fano.<br \/>\nHa vissuto a Roma dal 1946 al 1974 dove, per un decennio, ha esercitato l\u2019attivit\u00e0 di restauratore presso il Laboratorio di restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni anche la sua attivit\u00e0 artistica all\u2019insegna dell\u2019irrequietezza. Come pittore prima, poi come scultore nei primi anni Settanta -, quindi per un po\u2019 si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Sul finire degli anni Settanta hanno inizio le sue incursioni nell\u2019area della Mail Art e della Poesia Visiva. In oltre quarant\u2019anni di costante attivit\u00e0 ha collaborato con suoi interventi a libri e riviste nazionali e internazionali. Ha allestito mostre personali nelle maggiori citt\u00e0 italiane e all\u2019estero, partecipando nel contempo a esposizioni collettive in tutto il mondo. Fa parte del gruppo di intervento artistico \u201cI metanetworker in spirit\u201d. Si occupa in prevalenza di Poesia Visiva, Mail Art, installazioni e libri d\u2019artista. E\u2019 l\u2019autore della copertina della Guida al Mus\u00e9e National d\u2019Art Moderne-Centre Georges Pompidou di Parigi (Hazan Editeur, 1983). Nel 2007 \u00e8 invitato al 52\u00b0 Biennale di Venezia, Eventi Collaterali, \u201cCamera 312 &#8211; promemoria per Pierre\u201d. Figura nella Storia dell\u2019arte italiana del \u2018900, Generazione anni Quaranta di Giorgio Di Genova, edizioni Bora, Bologna 2007. Dal 1974 abita a Fano.<\/p>\n<p><b>Nataly Maier<\/b><br \/>\nNataly Maier nasce a Monaco di Baviera, nel 1957, vive e lavora a Milano e Starnberg. Dopo gli studi di filosofia al Leibniz-Kolleg di T\u00fcbingen, frequenta a Monaco la scuola di fotografia. Dalla fine degli anni \u201980 si dedica al superamento bidimensionale della fotografia, applicando alcune immagini su dei supporti tridimensionali, ri-attribuendo loro un valore plastico. Dal 2002 nella sua ricerca artistica emergono sconfinamenti verso la pittura, sempre concentrandosi sul colore stesso.<\/p>\n<p>La sua prima mostra personale nel 1992 \u00e8 alla Galleria L\u2019Attico di Roma, ha esposto inoltre al Goethe Loft di Lione, nel 2001 installa una grande limone per la mostra Hommage an eine Sehnsucht alla Villa Romana di Firenze. Altre personali: presso Galleria Fumagalli, Bergamo, Galleria Il Milione, Milano, MEB arte studio, Borgomanero, Antonella Cattani a Bolzano contemporary, Galleria Artesilva, Seregno e alla Galerie Heufelder, Monaco. La Fondazione Calderara di Vacciago ha ospitato nel 2015 la sua mostra Pregnanza del colore.<\/p>\n<p><b>Renzo Nucara e Carla Volpati<\/b><br \/>\nIl progetto ARBRE MAGIQUE che Renzo Nucara e Carla Volpati portano avanti da alcuni anni nasce dall\u2019incontro dei singoli percorsi artistici: gli animali di Renzo Nucara e i personaggi immaginifici, chiamati Puppet di Carla Volpati. Popolato o ricreato con la leggerezza delle sue sagome sospese, l\u2019albero si trasforma in un Arbre Magique, sorprendendo lo spettatore e al tempo stesso trasmettendo a chi lo guarda un messaggio di attenzione nei confronti della natura e salvaguardia della biodiversit\u00e0.\u00a0Renzo Nucara \u00e8 tra i fondatori del gruppo Cracking Art. Alle installazioni con il gruppo ha sempre affiancato la sua ricerca artistica, che negli anni recenti si \u00e8 focalizzata su opere in plexiglas: Stratofilm (strati di metacrilato che inglobano oggetti ritrovati o del quotidiano) e Shape (forme e animali che contengono altre forme). Carla Volpati ha iniziato il suo percorso artistico alla fine degli anni novanta, con opere composte da \u201cframmenti di natura\u201d (ciottoli, piccoli sassi) dall\u2019impronta quasi zen per arrivare a sequenze pi\u00f9 complesse, all\u2019uso deciso del colore e a maggiore variet\u00e0 di materiali. A partire dal 2010, con la serie \u201cMade in Italy\u201d, realizza cicli di opere: In fila per sette, Puppets e Inabox.<\/p>\n<p><b>Claudio Parentela<\/b><br \/>\nNasce a Catanzaro nel 1962, dove vive e lavora. Claudio Parentela \u00e8 un illustratore, pittore, fotografo, mail artista, collagista, cartoonist, giornalista free lance\u2026attivo da molti anni nella scena underground internazionale. Ha collaborato e collabora con tantissime zines magazines di arte contemporanea, letterarie e di comics in Italia e nel mondo. Scrive di s\u00e9:<br \/>\n\u201cAmo disegnare e dipingere i forti contrasti, i contrasti assoluti, i contrasti ingarbugliati e contraddittoriamente annodati in inestricabili fili. Mi piace disegnare emozioni assolute e indescrivibili, cercare di comprendere quello che sento e che non riesco ad afferrare. Il pennello, la penna, l\u2019inchiostro nero sono il mezzo elettivo, il bianco della carta \u00e8 l\u2019anima e la mente vuote&#8230;l\u2019inchiostro le riempie di significato\u2026d\u00e0 loro forma e le deforma e le trasforma\u2026 e le consuma e si consuma in esse. Il bianco e il nero sono l\u2019assoluto contrasto, l\u2019eterna guerra che non ha mai inizio n\u00e9 fine\u2026la guerra tra tutto e tutti, senza sopravvissuti\u2026con tante vittime e con nessuna vittima\u2026nella mia anima ci sono sempre stati cos\u00ec tante contraddizioni, il tempo e col tempo le ho ridotte di volta in volta le ho accorpate in poche contraddizioni in un\u2019unica contraddizione, la contraddizione e opposizione palese, definita e nettissima del bianco contro e del nero. Amo descrivere le mille sfumature dell\u2019animo umano, i mille pensieri che si mescolano con le emozioni, i colori, i rumori, nella mente, negli occhi, nell\u2019inchiostro e d\u2019inchiostro e di carta bianca\u2026 nel cuore trafitto e perennemente vincitore e vinto\u201d.<\/p>\n<p><b>Peter Hide 311065<\/b><br \/>\nPeter Hide 311065 (Franco Crugnola) nasce a Varese nella notte di Halloween del 1965.<br \/>\nDi s\u00e9 scrive: \u201cHo scelto nel 2004 il nome d\u2019arte Peter Hide 311065 (mi chiamo Franco Crugnola) derivandolo dall\u2019ossimoro tra Peter Pan (noto sempiterno bambino buono) e mr. Hyde (la parte brutale e \u201ccattiva\u201d del dottor Jekyll). I due nomi hanno la stessa notoriet\u00e0 e rappresentano il primo il bene, l\u2019innocenza, la purezza e la bellezza, il secondo il male, la cruenta e la forza bruta. Come nel romanzo di R. Stevenson ove la lotta impari che oppone il bene e il male tra Jekyll a Hyde, mette in gioco temi di grande suggestione, la metamorfosi e il doppio, lo specchio e il sosia, fino a toccare le corde pi\u00f9 segrete e inconfessate dell&#8217;animo umano, cosi nei miei lavori cerco di ricreare il male\u00a0che pu\u00f2 prevaricarci attraverso un\u2019immagine allegra e scanzonata.<br \/>\nCerco di rappresentare attraverso immagini che fanno parte del nostro vivere quotidiano, ed apparentemente concilianti, gli opposti che esse stesse rappresentano\u00a0e di aprire nella mente dello spettatore, che vorr\u00e0 approfondirne la lettura, una porta immaginaria verso il pericolo della sopraffazione dell&#8217;effimero. In una societ\u00e0 contemporanea, dove tutto \u00e8 misurabile col e dal denaro e dove spesso si ha la sensazione che non solo il materiale ne sia soggiogato, ma anche l&#8217;immateriale, la parte pi\u00f9 unica che contraddistingue l&#8217;individuo, il denaro, ha per me il valore simbolico di rappresentare il pericolo di una vasta decadenza culturale e per opposto il degrado che la sua mancanza ne produce. Non voglio rappresentare graficamente la povert\u00e0, la violenza fisica o psicologica, il degrado ambientale, ma neppure la bellezza generata solo ed unicamente dalla manipolazione della ricchezza, la sensazione di potenza quasi divina ed il sogno di felicit\u00e0, ma voglio far riflettere su che cosa genera ci\u00f2 per cui tutti noi ci affanniamo, viviamo e a volte moriamo: il denaro.\u201d<\/p>\n<p><b>Alfredo Rapetti Mogol<\/b><br \/>\nNato a Milano nel 1961, la formazione artistica di Alfredo Rapetti Mogol risente del clima famigliare, dove da generazioni si respirano musica, letteratura, poesia. Giovanissimo, Rapetti \u00e8 introdotto dal nonno materno, Alfredo De Pedrini, Presidente dell\u2019Associazione Arti Grafiche, nell\u2019ambiente artistico milanese, arrivando a maturare la passione per la pittura, alla quale si uniscono la formazione presso la scuola del Fumetto a Milano, le collaborazioni in ambito editoriale, mentre l\u2019esercizio pittorico viene sperimentato in diverse direzioni, destinate a confluire, nel 1996, nello studio degli artisti Alessandro Algardi e Mario Arlati che invitano Rapetti a condividere con loro la ricerca pittorica. Nell\u2019atelier di Via Nota Rapetti lavora quattro intensi anni, arrivando a maturare l\u2019esigenza di coniugare le sue due pi\u00f9 grandi passioni: la scrittura e la pittura, intendendole quali visualizzazioni del processo mentale e psicologico. Grazie ad una tecnica particolare, detta impuntura, l\u2019azione del dipingere si fonde cos\u00ec con l\u2019atto dello scrivere, e le parole iniziano ad essere segnate non solamente su fogli ma anche nelle tele.<br \/>\nSegni, tracce, graffiti di un\u2019umanit\u00e0 creativa e consapevole, le opere di Rapetti proseguono quell\u2019ideale tragitto di una scrittura pittorica che tanto pi\u00f9 \u00e8 universale, quanto pi\u00f9 sa frantumarsi e confrontarsi con i secoli della storia dell\u2019arte, dalle avanguardie storiche al concettuale, passando per le esperienze spazialiste di Lucio Fontana e le grafie astratte degli anni Cinquanta.<br \/>\nTrovata la forma espressiva congeniale alla sua poetica, fra la fine degli anni Novanta ed oggi \u00e8 davvero notevole l\u2019attivit\u00e0 espositiva, sia personale che collettiva, conseguita dall\u2019artista, instancabile come la sua opera sempre in viaggio fra l\u2019Italia e il resto del mondo: universale, appunto.<\/p>\n<p><b>Tobia Rava\u2019<\/b><br \/>\nTobia Rav\u00e0 (Padova, 1959), lavora a Venezia e a Mirano. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si \u00e8 laureato in Semiologia delle Arti all\u2019Universit\u00e0 di Bologna, dove \u00e8 stato allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese e Flavio Caroli. Ha iniziato a dipingere nel 1971 ed espone dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Cina, Israele, Giappone, Stati Uniti. \u00c8 presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina e in Estremo Oriente. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica. Nel 1993 \u00e8 il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare, prende il nome dall\u2019ipotesi di un terzo livello percettivo derivato dall\u2019aura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Nel 1998 \u00e8 tra i soci fondatori di Concerto d\u2019Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinit\u00e0 per riqualificare l\u2019uomo ponendolo in sintonia con l\u2019ambiente e rendere l\u2019arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell\u2019arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di citt\u00e0 d\u2019arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da universit\u00e0 e istituti superiori d\u2019arte, sulla sua attivit\u00e0 nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell\u2019arte contemporanea. Nel 2004 con Maria Luisa Trevisan ha dato vita a PaRDeS Laboratorio di Ricerca d\u2019Arte Contemporanea a Mirano dove artisti di generazioni e culture diverse si confrontano su temi naturalistici e scientifici.<\/p>\n<p><b>Isabella Rigamonti<\/b><br \/>\nIsabella Rigamonti nasce nel 1969 e dopo gli studi artistici ed un esordio nel campo pittorico figurativo, inizia un percorso di sperimentazione artistica di natura percettiva informale con tecniche e materiali espressivi inconsueti, che la porta, nel tempo, ad avvicinarsi alla fotografia.<br \/>\nL\u2019artista da anni utilizza un linguaggio artistico originale in cui la fotografia \u00e8 contaminata con il collage e rivolge la sua attenzione ad alcuni temi specifici.<br \/>\nI suoi \u201cluoghi non luoghi\u201d, abitati da architetture e personaggi dove gli equilibri fra gli spazi mutevoli diventano, grazie all\u2019intervento artistico, aree di relazione e di immaginazione sorprendenti, ed i \u201criflessi\u201d, in cui l\u2019artista indaga le infinite possibilit\u00e0 che l\u2019architettura ha di essere specchio storico e sociale e generatrice di contesti urbani sempre nuovi.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni ha intensificato la sua presenza nel settore artistico partecipando a numerose mostre personali e collettive in gallerie private e spazi museali.<br \/>\nDiverse sue opere sono presenti in musei pubblici e collezioni private.<br \/>\nNel 2017 \u00e8 stata invitata ad esporre in Padiglione Tibet durante la 57\u00b0 Biennale d\u2019Arte di Venezia.<\/p>\n<p><b>Tetsuro Shimizu<\/b><br \/>\nTetsuro Shimizu \u00e8 nato a Tokyo (Giappone) nel 1958. Nel 1987 si trasferisce in Italia, a Milano, dove si diploma in Pittura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera.<br \/>\nIl lavoro di Tetsuro Shimizu parte da una solida conoscenza del lessico dell&#8217;Informale per spingersi quasi verso una negazione dello stesso. L&#8217;artista pratica una pittura che conosce bene i suoi confronti e che riesce continuamente a mettersi in rapporto con una prospettiva di ricerca. Se la texture punta a ricavare un effetto di densit\u00e0\u00a0e movimento attraverso il colore, l&#8217;impianto dei lavori tende a creare una direzione di fuga e di frammentazione dei piani di superficie, che raffredda e nega l&#8217;assunto pittorico. Accade che la stessa immediatezza e splendida brutalit\u00e0\u00a0dell&#8217;Informale, entri in conflitto con una scansione degli spazi visivi che frammentano l&#8217;unit\u00e0\u00a0originaria. Se la pittura gestuale possiede la caratteristica di dare rappresentazione immediata al pensiero e all&#8217;emozione, Shimizu consapevolmente rompe l&#8217;unit\u00e0\u00a0di luogo e azione. In questo modo crea dei lavori concettualmente elaborati, in cui l&#8217;idea compositiva \u00e8\u00a0calcolata e mai affidata alla casualit\u00e0\u00a0del momento. Per questi motivi il suo lavoro risulta interessante e nuovo. Lo spazio non \u00e8 abbandonato al flusso che per\u00f2 mantiene intatta la sua pienezza e forza. Lo spazio viene rilanciato in una forma che \u00e8 chiusa eppure modulabile. Le opere di Tetsuro vengono fuori dalla parete, non ne sentono pi\u00f9\u00a0i vincoli, ma vogliono abitare lo spazio. Se i segmenti delle opere lasciano dei vuoti delle fessure, \u00e8 l&#8217;idea di pittura a riempirli. Quindi l&#8217;incertezza diventa provvisoria e serve a stabilire un contatto con lo spettatore. L&#8217;artista crea uno spazio ibrido, poetico ed indefinito, in cui gli elementi dell&#8217;opera accennano ad un linguaggio comune. (Valerio Deh\u00f2)<br \/>\nDal 1985 espone le sue opere in gallerie private, spazi pubblici in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>Torna la pubblicazione-portfolio d\u2019arte a carattere benefico con opere uniche ed autografe di 13 artisti contemporanei Dopo il successo della delle prime due edizioni, torna Real Art, progetto artistico, nato con l\u2019idea di realizzare annualmente una pubblicazione-portfolio con opere uniche ed autografe di artisti contemporanei e l\u2019intero incasso devolverlo in beneficienza ad enti del territorio.&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/real-art-volume-3-2017-arte-solidarieta\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Real Art #3 &#8211; 2017 | Arte &#038; Solidariet\u00e0<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6212,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"footnotes":""},"categories":[5,26,24,1553],"tags":[],"class_list":["post-6210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-eventi","category-mostre","category-real-art"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/copertinaREALART.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":10055,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/real-art-5-arte-solidarieta\/","url_meta":{"origin":6210,"position":0},"title":"Real Art #5 | Arte &#038; Solidariet\u00e0","author":"Redazione BIANCOSCURO","date":"29 Novembre 2019","format":false,"excerpt":"Torna la pubblicazione-portfolio d\u2019arte a carattere benefico con opere uniche ed autografe di 14 artisti contemporanei Presentazione ufficiale, venerd\u00ec 29 novembre alle ore 18.30 presso MUSEO SPAZIO TADINI, via Jommelli, 24 a Milano Mark Kostabi REAL ART, progetto artistico, sotto forma di pubblicazione-portfolio, ritorna per il quinto anno con le\u2026","rel":"","context":"In &quot;arte&quot;","block_context":{"text":"arte","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/category\/arte\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Kostabi-Learning-curve-2016-NEW-20171017_170441-999.jpg?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Kostabi-Learning-curve-2016-NEW-20171017_170441-999.jpg?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Kostabi-Learning-curve-2016-NEW-20171017_170441-999.jpg?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Kostabi-Learning-curve-2016-NEW-20171017_170441-999.jpg?resize=700%2C400&ssl=1 2x"},"classes":[]},{"id":12719,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/real-art-6-museo-butti-viggiu-va\/","url_meta":{"origin":6210,"position":1},"title":"Real Art #6 | Museo Butti &#8211; Viggi\u00f9 (VA)","author":"Redazione BIANCOSCURO","date":"9 Dicembre 2021","format":false,"excerpt":"Torna la pubblicazione-portfolio d\u2019arte a carattere benefico con opere uniche ed autografe di 14 artisti contemporanei REAL ART #6 \u00e8 pronto e sar\u00e0 presentato al Museo E. 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