{"id":6607,"date":"2018-03-06T07:13:52","date_gmt":"2018-03-06T06:13:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=6607"},"modified":"2018-03-06T12:26:08","modified_gmt":"2018-03-06T11:26:08","slug":"oreste-casalini-moltitudine-opere-dal-1998-al-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/oreste-casalini-moltitudine-opere-dal-1998-al-2018\/","title":{"rendered":"Oreste Casalini. Una moltitudine | Opere dal 1998 al 2018"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 3<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span><p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6608\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/INVITO_DEF_FRONTE.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"788\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/INVITO_DEF_FRONTE.jpg 1500w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/INVITO_DEF_FRONTE-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/INVITO_DEF_FRONTE-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/INVITO_DEF_FRONTE-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/INVITO_DEF_FRONTE-600x315.jpg 600w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/INVITO_DEF_FRONTE-1320x693.jpg 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;<b>8 marzo 2018 alle ore 18.00<\/b>, l\u2019<i>Istituto Portoghese di Sant\u2019Antonio in Roma <\/i>presenta la mostra personale \u201c<b>Una moltitudine. Opere dal 1998 al 2018<\/b>\u201d di <b>Oreste Casalini<\/b>, a cura di <i>Paola Pallotta<\/i>, sotto l\u2019alto patrocinio di S. E. l\u2019Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede <i>Antonio Almeida Lima<\/i>.<br \/>\nEsposte insieme per la prima volta, sono in mostra opere realizzate nel corso degli ultimi venti anni: una selezione di lavori eterogenei per tecnica, dimensioni e appartenenza cronologica, ma serratamente uniti dal coerente \u2018edificio interiore\u2019 dell\u2019artista. Le serie di lavori, eclettici, multiformi, articolati, definiscono un percorso espositivo complesso che non intende presentarsi come una retrospettiva, ma come la messa in luce di alcuni aspetti della pratica artistica e della poetica di Oreste Casalini.<\/p>\n<p>Spesso impegnato in progetti riguardanti singole opere e installazioni site-specific, la mostra ha in s\u00e9 il privilegio e il cimento di mostrare invece la costante ma pi\u00f9 riservata energia specificamente pittorica, pi\u00f9 raramente esposta dell\u2019artista. E sul legame costante che ha tenuto insieme idee e opere, sul tema mai abbandonato della pittura, si concentra questa esposizione. Una visione d\u2019insieme che \u00e8 una sorta di autoritratto, immagine del sistema di rappresentazione delle relazioni tra arte e vita, oggetto centrale di tutta la sua opera.<br \/>\nI diversi cicli di lavori su carta, su tela e su tavola, le sculture, i gessi e le ceramiche, tracciano una linea molteplice ma non spezzata, anzi fortemente modulata sul nucleo robusto della necessit\u00e0 della pratica artistica come esercizio della mente, autenticamente compreso, vissuto, sperimentato. E la riflessione costante ha sempre avuto, come chiave di accesso privilegiata al caos originario della forma, il disegno, metodo propedeutico sperimentato su fogli di quaderno e carte di varie dimensioni, raccolte in luoghi diversi e lavorate in viaggio come in uno studio portatile. Una pratica perseverante, un saggio, una verifica.<br \/>\nIl percorso espositivo diventa cos\u00ec l\u2019immagine pi\u00f9 definita dell\u2019intera metodologia di lavoro e dello stile compiuto ed equilibrato di Oreste Casalini, consapevole di essere parte del serbatoio iconografico e stilistico della tradizione pittorica italiana, eppure capace di mantenersi al di fuori delle convenzioni e delle mode, in uno stato di eccezione in cui la contraddittoriet\u00e0 e la frammentazione pesano correttamente sulla bellezza e la classicit\u00e0, le reinventano e le rendono contemporanee.<\/p>\n<p>La <i>Galleria dell\u2019Istituto Portoghese di Sant&#8217;Antonio in Roma<\/i> \u00e8 stata inaugurata nel dicembre 2002 dal Ministro della Cultura portoghese, dopo il restauro che ha rinnovato lo spazio anticamente occupato da una farmacia e recuperato contestualmente gli ambienti di epoca romana e medievale del piano inferiore, e da allora ospita regolarmente mostre d\u2019arte visiva.<\/p>\n<blockquote><p><em><b>Oreste Casalini<\/b>, nato a Napoli, frequenta l\u2019Accademia di Belle Arti di Roma e i corsi di Furio Fasolo alla Facolt\u00e0 di Architettura, che lo introducono al disegno dal vero e agli aspetti metafisici della tradizione pittorica italiana. Lavora come assistente di Bruno Ceccobelli, apre le prime mostre in Italia e all\u2019estero, entra nello studio di Roma di Fabio Mauri, suo maestro, con il quale stringe un\u2019importante amicizia. Nel 1990 inaugura una personale a Sarajevo con un\u2019opera in cera su tela di grandi dimensioni, poi distrutta durante la guerra. Nel 1992 si trasferisce a New York dove espone in una personale all\u2019Istituto italiano di cultura Casa Zerilli-Marim\u00f2. Nel 1997 apre lo studio a Napoli, ma nel 2003 si trasferisce a Roma dove partecipa a mostre collettive e realizza installazioni temporanee o permanenti in spazi privati e pubblici, in collaborazione con studi di architettura. Accanto a cicli di opere su carta e su tela, inizia la sperimentazione sulle relazioni tra tecniche tradizionali e nuove tecnologie digitali da cui nascono le opere E-body (disegni in digitale di grande formato), Chemical Brothers (sculture in gesso e ceramica), Oki-Sud (video-scultura). Del 2005 \u00e8 la personale In Cantiere alla Galleria A.A.M. di Francesco Moschini. Nel 2007 progetta il restyling della metropolitana di Napoli e vince il concorso LUAS Art Competition per la metropolitana di Dublino. Con un gruppo di artisti realizza una serie di mostre e performance centrate sul rapporto tra contemporaneit\u00e0 e tradizione, culminate nella collettiva Antico e Novissimo del 2008 (Palazzo Mochi-Zamperoli, Cagli). Nel 2010 \u00e8 artista e curatore alla Biennale di Architettura di Venezia nell\u2019ambito del progetto E-picentro, dedicato alla distruzione de L\u2019Aquila a causa del terremoto. Dallo stesso anno collabora con il gallerista Franz Paludetto e nel 2011 ha la personale Dal Bianco al Nero presso il Castello di Rivara, con un ciclo di opere in lava vulcanica e gesso. Seguono le personali Pure Power (Dubai), Black Hole (Napoli), Flowers of Romance (Norimberga). Nel 2013 realizza un ciclo di sculture incentrate sulla figura dell\u2019angelo, legame concreto tra materiale e spirituale, ispirato alle sculture di Bernini di Ponte Sant\u2019Angelo a Roma. Con queste opere realizza Balanced-In equilibrio, installazione esposta nella sala centrale del Castello di Rivara, in cui immagini, suoni e architettura concorrono all\u2019equilibrio complessivo dell\u2019opera. Nel 2014 partecipa alla fiera Ostrale di Dresda con l\u2019installazione Devotion #5; l\u2019anno seguente espone la scultura Re-Birth nel parco del Castello di Rivara, realizza l\u2019installazione Doppio Senso nell\u2019ambito di Equinozio d\u2019Autunno 2015 e l\u2019opera TerraMadre viene acquisita dalla Fondazione Telethon al Centro Olivetti di Pozzuoli (Napoli). Nel 2016 lavora principalmente a disegni e ceramiche ed espone la serie Fragile al Castello di Rivara e nel 2017 presenta Panopticon alla Kandinskij House a Mosca e tiene la personale Aritmie nello Spazio Menexa a Roma.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<pre><b>INFO<\/b>\r\n<b>Oreste Casalini\r\n Una moltitudine. Opere dal 1998 al 2018\r\n <\/b>a cura di Paola Pallotta\r\n Testi di Paola Pallotta e Oreste Casalini\r\n<b>Inaugurazione:<\/b> gioved\u00ec 8 marzo 2018 ore 18.00\r\n Istituto Portoghese di Sant\u2019Antonio\r\n Via dei Portoghesi, 2 - Roma\r\n<b>Fino al 24 marzo 2018\r\n Orari<\/b>: dal marted\u00ec al sabato dalle 17.00 alle 20.00\r\n\r\n<b>Istituto Portoghese di Sant\u2019Antonio<\/b><b>\r\n <\/b><a href=\"http:\/\/www.ipsar.org\"><b>www.ipsar.org<\/b><\/a>\r\n\r\n<\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 3<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>&nbsp; L&#8217;8 marzo 2018 alle ore 18.00, l\u2019Istituto Portoghese di Sant\u2019Antonio in Roma presenta la mostra personale \u201cUna moltitudine. 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