{"id":7220,"date":"2018-05-09T23:11:20","date_gmt":"2018-05-09T21:11:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=7220"},"modified":"2018-05-09T23:11:20","modified_gmt":"2018-05-09T21:11:20","slug":"il-gioco-e-larte-per-tornare-a-vivere-installazioni-artistiche-nel-nuovo-parco-giochi-di-amatrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/il-gioco-e-larte-per-tornare-a-vivere-installazioni-artistiche-nel-nuovo-parco-giochi-di-amatrice\/","title":{"rendered":"Il gioco (e l\u2019arte) per tornare a vivere.\u00a0Installazioni artistiche nel nuovo Parco Giochi di Amatrice"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span><p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7221\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Parco-amatrice.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"528\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Parco-amatrice.jpg 620w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Parco-amatrice-300x255.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Parco-amatrice-600x511.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><b>Il gioco (e l\u2019arte) per tornare a vivere.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/b><b>Installazioni artistiche nel nuovo Parco Giochi di Amatrice<br \/>\n<\/b><i>Roberta Morzetti &#8211; Angelo Savarese &#8211; Alberto Timossi &#8211; Stefano Trappolini<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/i><i>A cura di Velia Littera della Galleria Pavart di Roma<\/i><br \/>\n<i>Con il patrocinio del Comune di Amatrice<\/i><\/p>\n<p><b>Inaugurazione 12 maggio 2018 ore 12.00 | Amatrice<\/b><\/p>\n<p>Il giorno <b>12 maggio 2018<\/b> verr\u00e0 inaugurato, alla presenza delle autorit\u00e0 locali e del ex-Sindaco di Amatrice <b>Sergio Pirozzi<\/b> e <b>Filippo Palombini <\/b>avente funzioni di Sindaco reggente,<b> <\/b>il nuovo<b> Parco Giochi di Amatrice \u201cDon Giovanni Minozzi\u201d<\/b>, realizzato e donato al <b><i>Comune di Amatrice<\/i><\/b><i> <\/i>da <b><i>ACADI<\/i><\/b>, progettato dallo studio di architettura <b>Francesco Andreani<\/b>.<\/p>\n<p>Amatrice rinasce con il gioco e con l\u2019arte: nuovi giochi e percorsi organizzati, uno spazio inclusivo, creativo e commemorativo adornato anche da installazioni artistiche a cura della <b>Galleria Pavart <\/b>di Roma.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Quattro gli artisti selezionati dalla curatrice della galleria <b>Velia Littera<\/b>: <b>Roberta Morzetti, Angelo Savarese, Alberto Timossi, Stefano Trappolini.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p>Il progetto artistico vede anche la partecipazione della scrittrice <b>Chiara Gamberale <\/b>ed \u00e8 stato reso possibile grazie al contributo di <i>Snai, Codere, Gamenet, Hbg, NtsNetwork, AdmiralGaming Network.<\/i><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Amatrice vuole rinascere, con i tempi e i passi che saranno necessari: la comunit\u00e0 \u00e8 forte e vuole scrivere una pagina nuova della propria storia, che comprender\u00e0 anche il doloroso capitolo del 24 agosto 2016. Il nuovo parco giochi costituisce, quindi, il simbolico punto di equilibrio tra le istanze sociali e il contributo imprenditoriale. Il progetto nasce con l\u2019obiettivo di dare un aiuto concreto alla ricostruzione attraverso l\u2019individuazione di uno spazio condiviso che ponga le basi per la rinascita della comunit\u00e0, in particolare in ambito educativo, sociale e culturale.<\/p>\n<p>All\u2019interno del parco sono state collocate delle strutture metalliche colorate tipo totem che alloggeranno fronte\/retro delle opere artistiche di grandi dimensioni. Accoglier\u00e0 il visitatore, all\u2019ingresso del parco, il primo totem giallo con la scultura \u201cBona Dea 2018\u201d di <i>Roberta Morzetti<\/i>, una rielaborazione in chiave contemporanea della Grande Madre, dea della Natura e della Spiritualit\u00e0, fonte divina di ogni nascita che avviene sulla terra, simbolo della capacit\u00e0 infinita di rigenerarsi, di autoguarirsi e di donare ricchezza e prosperit\u00e0. Sul retro il testo \u201cVITA\u201d su lastra colorata di <i>Chiara Gamberale<\/i> tratto dal racconto \u201cUna gravidanza\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>A seguire i totem (blu, verde e rosso) come punti di fuga dei percorsi previsti dal progetto architettonico: le opere fronte\/retro \u201cMemoria\u201d di <i>Angelo Savarese<\/i>, \u201cAttraverso il Passato\u201d di <i>Stefano Trappolini<\/i> e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u201cTracce\u201d di <i>Alberto Timossi<\/i> che inneggiano al colore, alla speranza e alla condivisione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>L\u2019artista Stefano Trappolini, nello specifico, ha realizzato dei fondi colorati informali, in parte realizzati con la tecnica del dripping con l\u2019aiuto degli studenti della scuola elementare e media di Amatrice, che saranno parzialmente coperti dalle sagome colorate di plexiglas e che rappresentano l\u2019uomo che cammina verso la rinascita. Angelo Saverese assembla 72 tessere di un puzzle che simboleggiano l\u2019unione e la ricostruzione, possibile solo grazie alla forza di tutti, per conservare la memoria delle persone che hanno lasciato la propria vita in questo luogo e i loro nomi di battesimo restano impressi sulla tela per non dimenticare.<\/p>\n<p>Alberto Timossi, infine, ha ideato una scultura realizzata con i suoi tubi smaltati di colore rosso che attraversano la pannellatura bianca del totem: 5 elementi rossi modellati dal tempo e dalla storia, segni di un passaggio che distingue il prima dal dopo ma che conserva la memoria.<\/p>\n<p><b>Roberta Morzetti <\/b>nasce a Tarquinia nel 1979. Si forma all&#8217;Accademia di Belle Arti &#8220;Lorenzo da Viterbo&#8221; (ABAV), al corso di Moda e Costume, in Viterbo, conseguendo, nell\u2019anno 2005, il diploma accademico con lode. Inizia le sue esperienze lavorative nel mondo della moda, ideando linee di abbigliamento con materiali riciclati (Leccaletichetta, CementArmato, Aporie). A Roma, diviene assistente ai costumi di Andrea Viotti, nella compagnia di Gabriele Lavia (\u201cLe Nozze di Figaro\u201d, regia di Matteo Tarasco, 2007, Teatro Eliseo; \u201cMisura per Misura\u201d, regia di Gabriele Lavia, 2007, Teatro Argentina), di Laura Costantini (per i musicals \u201cA un passo dal sogno\u201d, 2008, \u201cPortamitanterose.it\u201d, 2009, regia di Marco Mattolini, Teatro Brancaccio; per il film \u201cNon c\u2019\u00e8 due senza te\u201d, regia di Massimo Cappelli, 2015), di Michela Marino (per il cortometraggio \u201cAnni 30\u201d, regia di Luciano Melchionna, 2008). Dal 2012, si dedica all&#8217;ideazione e alla realizzazione di sculture di grandi dimensioni, eseguendo calchi direttamente sul proprio corpo, per poi rielaborare, incendiare ed assemblare con altri oggetti i lavori cos\u00ec ottenuti. Nel 2012, presso il Circolo degli Artisti, in Roma, espone vari lavori nella mostra collettiva WI FI Art (Curatore Pietro Paolo Cannistraci). Sempre nel 2012, realizza \u201cBeb\u00e8BangBang\u201d, che nel 2015 viene inserita nella collezione permanente del MAAM di Roma (Museo dell\u2019Altro e dell\u2019Altrove di Metropoliz_citt\u00e0 meticcia, Curatore Giorgio de Finis). Nel 2012, espone alcune opere nell\u2019ambito della mostra collettiva \u201cUn non so che\u201d, Palazzo Farnese, in Tuscania (VT). Nel 2015, consegue il primo premio Medusa Aurea, dell\u2019Accademia Internazionale d\u2019Arte Moderna, in Roma, nella sezione Scultura, con l\u2019opera \u201cC5-C7\u201d. Nel 2016, progetta e realizza l\u2019opera \u201cla Muerte Borracha\u201d, in esposizione permanente presso Inofficina, in Roma. Nel 2017 partecipa a due mostre collettive nella Galleria Pavart di Roma e alcune opere sono in esposizione ancora oggi presso la Galleria Pavart, in Roma. La produzione artistica di Roberta ci espone una manualit\u00e0 che trasforma la materia per esprimere i suoi alti rapporti ideali, ma trascina sul fondo della pulsione artistica una funzione curativa, risarcitiva di un dolore che risulta una costante onnipresente;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>la prima spinta creativa<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u00e8 quindi il suo vissuto, i suoi ricordi, che vegliano costantemente sul processo di concepimento in modo che vi sia simbiosi e sintesi tra la passione creatrice che necessita della materia trasformata ed i significati del lavoro completato che sono molteplici ed impregnati di valenze simboliche,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>con divinit\u00e0 ctonie onnipresenti sullo sfondo, anche se non visibili.<\/p>\n<p><b>Angelo Savarese<\/b>. L\u2019arte nella vita di Angelo Savarese \u00e8 da sempre passione e cerca di emergere sin dalla sua giovane et\u00e0; gi\u00e0 fanciullo, dipinge ispirandosi ai grandi artisti. Nasce a Napoli nel 1967 e dopo qualche anno si trasferisce a Roma, ma sembra avere ereditato dalla sua citt\u00e0 natale le curiosit\u00e0 delle cose del mondo, quindi\u00a0la genetica del suo passato lo proietta nel suo futuro romano.\u00a0A Roma cresce, si forma, inizia il suo percorso artistico ed \u00e8 qui che vive e lavora. Attento osservatore e uomo dai grandi valori, ha trovato il modo di esprimersi con una tecnica artistica tutta sua. Uomo dalle poche parole, sembrerebbe, in realt\u00e0 le parole confluiscono nella sua mente in modo armonioso e sono quelle che lui riversa sulla tela diventando queste il fondo stesso, dove poi dialoga con colori posti irregolarmente, astrattamente e abilmente. Le opere di Savarese appaiono quindi un mix di precisione e disordine, laddove la precisione delle lettere scritte con una calligrafia a rilievo definita con tecnica ed elementi vari, creano un secondo strato sulla tela e diventano il\u00a0messaggio inequivocabile dell\u2019opera stessa, mentre l\u2019informalit\u00e0 si riflette con la combinazione dei colori posti o \u201cbuttati\u201d sulla tela in modo informale e materico come tocco finale.\u00a0 Il risultato&#8230;un\u2019arte che racconta. Da sempre Savarese vuole raccontare, vuole fermare l\u2019attimo, vuole onorare le parole sue come di altri, vuole far parte del mondo, vuole dialogare con il suo \u201cio\u201d curioso. Il futuro dell\u2019artista lo vede impegnato in progetti d\u2019arte piuttosto che creare la singola opera. Sempre attento a temi di stampo sociale egli usa la sua arte con un nuovo indirizzo, creare dei progetti a tema che raggruppano varie opere similari nell\u2019ambito del progetto stesso, ognuna con un suo messaggio e valore\u00a0intrinseco. Flags \u00e8 un progetto che l\u2019artista porta avanti da vari anni con l\u2019obiettivo di realizzare tutte le bandiere del mondo in stile \u201cSavarese\u201d, quindi la voglia di unirlo attraverso l\u2019arte, intesa come veicolo di pace. Mannequin, un altro recente progetto legato a temi quali la solitudine, la repressione, la tristezza, la sofferenza\u00a0dell\u2019uomo contemporaneo porta Savarese a dialogare con dei manichini ai quali egli dona un imprinting di parole, materia e colori, nel tentativo di umanizzarli: un chiaro grido di aiuto per salvare le nuove generazioni dai pericoli di questo mondo cos\u00ec falsamente globalizzato, tecnologico e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u201cWi-Fi\u201d! (<i>Velia Littera 2017)<\/i><\/p>\n<p><b>Alberto Timossi <\/b>(Napoli 1965), si \u00e8 formato fra Genova e Carrara, dove ha frequentato l\u2019Accademia di scultura. Vive a lavora a Roma. Intende la scultura come intervento nello spazio urbano e installazione ambientale. In un primo periodo si \u00e8 interessato ad indagare il \u201cpeso\u201d con l\u2019esercizio della scultura in cemento, marmo e pietra (\u201cSe voir\u201d, Kunsthaus Beim Engel, Lussemburgo, 1993; Galerie Ymage, Nizza, 1994, e nei Simposi di Whei-Hai, in Cina nel 1993; Horice V Podkrkonosi, nella Repubblica Ceca, 1994; \u201cMoto perpetuo\u201d di Pescocostanzo 1996-98 di cui \u00e8 stato l\u2019organizzatore), e la \u201cleggerezza\u201d delle forme realizzate in tondini di ferro e corde, come disegni nello spazio (Galleria Centro di Sarro, Roma, 1994; Premio di Scultura Renato Carnevale, Museo di Villa Croce, Genova, 1996; Premio Marche, Ancona, 1996; \u201cSimple dialogues\u201d, Plaza Gallery, Tokyo, 1997; \u201cPeriplo della scultura italiana contemporanea 2\u201d, Chiese rupestri di Matera, 2000; \u201cGiovani artisti all\u2019inizio del nuovo millennio\u201d, Chiostro del Bramante, Roma, 2000; Premio giovani scultura 2002\u201d, Accademia Nazionale di San Luca, Roma). Dai primi anni 2000 privilegia la forma del tubo, capace di dialogare con gli spazi interni e esterni degli edifici (\u201cLargo gesto\u201d, Albornoz Palace Hotel, Spoleto, 2003; \u201cInnesti\u201d, Fondazione Pastificio Cerere, Roma, 2006; \u201cParti del discorso\u201d, Galleria Tra<i>le<\/i>volte, Roma e Musma, Museo della scultura, Matera, 2008; \u201cAccento in rosso\u201d, Torre Civica di Pomezia, 2012) ma anche di proporsi come elemento strutturale a s\u00e9 immerso nella natura (Beelden in Gees, Olanda; Bad Ragartz, 6\u00b0 Triennale di Scultura, Svizzera, 2015). Ha lavorato insieme con il musicista elettroacustico Simone Pappalardo nella realizzazione di sculture sonore e di performance (Anywhere, Galleria Trebisonda, Perugia e Teatro Furio Camillo, Roma, 2005; \u201cCrisalide\u201d, Emufest, Conservatorio Santa Cecilia, Roma, 2009); nel progetto mai realizzato su Porta San Paolo intitolato \u201cS.U. Segnali urbani\u201d Roma 2010, fino alla recente collaborazione per Spilli 2018. Nel 2013 ha tenuto una personale nella Collezione Manz\u00f9 di Ardea, l\u2019anno successivo ha dialogato con le architetture medievali del palazzo dei Consoli di Gubbio nella personale \u201cFlussi, il rosso, il giallo\u201d. E\u2019 stato presente alle prime tre edizioni della Biennale di scultura di Piazzola sul Brenta (2013-15-17) sempre cercando il dialogo con lo spazio aperto, l\u2019acqua dei canali e l\u2019architettura storica. Sue sculture ambientali sono presenti nel MAAM di Roma (2014), nel Parco di sculture della Scala Santa di Roma (2014) e nel DIF di Formello (2016), nonch\u00e9 nel nuovo Museo dei Bocs Art di Cosenza (2017). Negli ultimi anni dedica maggiore attenzione ai temi dell\u2019ambiente che muta (\u201cIllusione\u201d, Cave Michelangelo, Carrara, 2015; \u201cSpilli\u201d, Lago ex Snia, Roma, 2018) e al cambiamento climatico (\u201cFata Morgana, dentro l\u2019antropocene\u201d, Lago del Rock Glacier del Col d\u2019Olen, Gressoney La Trinit\u00e9, 2017).<\/p>\n<p><b>Stefano Trappolini<\/b> \u00e8 nato nel 1964 e si \u00e8 diplomato all\u2019accademia delle belle arti di Roma nel 1990 nella sezione di pittura. La sua ricerca \u00e8 prevalentemente indirizzata alla pittura ed alla video-arte. Dal 1992 insegna arte della fotografia e della cinematografia al Liceo artistico statale di Pomezia. Costante nella pittura di Stefano Trappolini \u00e8 la ricerca sul simbolo, indagato attraverso la materia e il colore. Il simbolo \u00e8 per sua stessa natura frutto di un segno scelto, realizzato attraverso il gesto pittorico, il discorso e diviene contenitore della scintilla dell\u2019idea: il concetto. Studiando l\u2019intera produzione del maestro, possiamo subito notare come il simbolo si conceda nella sua riconoscibilit\u00e0 figurativa, nell\u2019intenzione di mostrare la sua natura primordiale. Quindi in questo processo di ricerca del vero, la pittura diventa prolungamento del pensiero dell\u2019artista attraverso la materia, il colore e la luce, i suoi mezzi di indagine. E nell\u2019opera che l\u2019artista racconta la sua ricerca come un discorso attraverso il quale si manifesta l\u2019ardore e il dolore curioso di chi \u00e8 pronto a scardinare le regole, ad indagare le viscere, per raggiungere la consapevolezza di aver sfiorato, anche solo per un istante, la forma del simbolo puro: l\u2019equilibrio. Il processo di ricerca dell\u2019artista \u00e8 accompagnato e accompagna il nostro percorso di indagine con la luce, costante in tutte le opere presentate in questa mostra personale; studiata, rielaborata da Trappolini in tutti i suoi lavori. Una luce che fa da guida al discorso, la luce interiore che si rafforza nel divenire luce dell\u2019intelletto. La luce che guida la mano e lo sguardo di un\u2019artista che vuole vedere \u201coltre\u201d vuole \u201cdentro\u201d. Per questo motivo la sagoma abbandona il suo clich\u00e9 e cammina: sulla tela, sulle carte, sul legno; buca il suo supporto e racconta spaccati di contemporaneit\u00e0, spaccati di vita. Ha tenuto diverse conferenze tra queste nel 2013 La prospettiva nell\u2019arte informale Universit\u00e0 di Roma Tre, facolt\u00e0 di architettura e nel 2014 Incontri con l\u2019autore Padova Universit\u00e0 facolt\u00e0 progettazione e gestione del turismo culturale; ha collaborato, per il museo archeologico di Spoleto, con il poeta Valerio Magrelli con l\u2019opera Accidia. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private in Italia ed all\u2019estero. Sue opere sono presenti: alla galleria \u201cLa nuvola\u201d, alla galleria Horti Lamiani Bettiv\u00f2 e allo studio Pavart di Roma. Dal 2010 \u00e8 presente nel catalogo generale ed in esposizione permanente della Galleria Civica d\u2019arte Contemporanea di Termoli. Hanno scritto di lui: Balzer, P. Balmas, I. D\u2019Agostino, C. Mazzarelli, A. D\u2019Ambruoso, A. Rubini, L. Canova, G. Cal\u00f2, Di Veroli, E. Romanelli, F. Barbi, S. Dell\u2019Aira, R. Guidelli, C. Subrizi, D. De Angelis, V. Littera, M. Panizza, F. D\u2019Achille, L. Cianfarani C. C. Frigo, D. Fonti.<\/p>\n<p><b>INFO<\/b><\/p>\n<p><b>Il gioco (e l\u2019arte) per tornare a vivere.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/b><b>Installazioni artistiche nel nuovo Parco Giochi di Amatrice<br \/>\n<\/b><i>Roberta Morzetti &#8211; Angelo Savarese &#8211; Alberto Timossi &#8211; Stefano Trappolini<\/i><br \/>\n<i>A cura di Velia Littera<br \/>\n<\/i><i>Con il patrocinio del Comune di Amatrice<\/i><\/p>\n<p><b>Inaugurazione 12 maggio 2018 ore 12.00 | Amatrice<\/b><\/p>\n<p><b>Galleria Pavart<\/b><br \/>\nVia Giuseppe Dezza 6b &#8211; Roma<br \/>\ninfo@pavart.it. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>www.pavart.it<\/p>\n<p><b>Per info sul progetto artistico del nuovo Parco Don G. Minozzi di Amatrice: <\/b>info@pavart.it<\/p>\n<p><b>Ufficio Stampa<\/b><br \/>\n<b>Melasecca PressOffice <\/b><br \/>\nRoberta Melasecca<br \/>\n3494945612.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><a href=\"mailto:roberta.melasecca@gmail.com\">roberta.melasecca@gmail.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.melaseccapressoffice.it\">www.melaseccapressoffice.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>Il gioco (e l\u2019arte) per tornare a vivere. Installazioni artistiche nel nuovo Parco Giochi di Amatrice Roberta Morzetti &#8211; Angelo Savarese &#8211; Alberto Timossi &#8211; Stefano Trappolini A cura di Velia Littera della Galleria Pavart di Roma Con il patrocinio del Comune di Amatrice Inaugurazione 12 maggio 2018 ore 12.00 | Amatrice Il giorno 12&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/il-gioco-e-larte-per-tornare-a-vivere-installazioni-artistiche-nel-nuovo-parco-giochi-di-amatrice\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Il gioco (e l\u2019arte) per tornare a vivere.\u00a0Installazioni artistiche nel nuovo Parco Giochi di Amatrice<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":980,"featured_media":7221,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"footnotes":""},"categories":[5,26,334,27,7],"tags":[],"class_list":["post-7220","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-eventi","category-installazioni","category-manifestazione","category-scultura"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Parco-amatrice.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":13454,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/terra-arte-2022\/","url_meta":{"origin":7220,"position":0},"title":"Terra-Arte 2022","author":"Roberta Melasecca","date":"13 Maggio 2022","format":false,"excerpt":"Il giorno 28 maggio 2022, alle ore 17.00, prende il via l\u2019Edizione 2022 di Terra-Arte con la presentazione delle nuove installazioni di Publia Cruciani, Alfonso Maria Isonzo, Carmine Leta, Wolfgang Richter e JudithWagner, seguita dalla performance musicale di Soul Moscato.\u00a0 Terra-Arte 2022 \u00e8 promossa dall\u2019Associazione Terra-Arte e si avvale del\u2026","rel":"","context":"In &quot;arte&quot;","block_context":{"text":"arte","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/category\/arte\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Invito-terra-arte-copia.jpg?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Invito-terra-arte-copia.jpg?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Invito-terra-arte-copia.jpg?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Invito-terra-arte-copia.jpg?resize=700%2C400&ssl=1 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Invito-terra-arte-copia.jpg?resize=1050%2C600&ssl=1 3x"},"classes":[]},{"id":10869,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/per-fare-il-mare-ci-vuole-un-fiore\/","url_meta":{"origin":7220,"position":1},"title":"Per fare il mare ci vuole un fiore","author":"Vincenzo Chetta","date":"8 Luglio 2020","format":false,"excerpt":"A Pavia, nel parco della Vernavola, le opere di Claudia Borgna Il Parco della Vernavola, 35 ettari di area naturale e oasi di protezione della fauna, diventa il luogo ideale per le installazioni di land art di Claudia Borgna. 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