{"id":8400,"date":"2019-01-10T20:04:59","date_gmt":"2019-01-10T18:04:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=8400"},"modified":"2019-01-10T20:14:53","modified_gmt":"2019-01-10T18:14:53","slug":"real-art-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/real-art-4\/","title":{"rendered":"Real Art #4"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Torna la pubblicazione-portfolio d\u2019arte a carattere benefico con opere uniche ed autografe di 13 artisti contemporanei<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><br \/><strong>REAL ART<\/strong>, progetto artistico, nato con l\u2019idea di realizzare annualmente una pubblicazione-portfolio ritorna dopo il successo della delle prime tre edizioni, all&#8217;interno opere uniche ed&nbsp;autografe di artisti contemporanei e l\u2019intero incasso, come sempre, devoluto in beneficienza.<\/p>\n\n\n\n<p>REAL ART #4 (<em>edizione limitata a 130 copie di cui 100 destinate alla diffusione<\/em>) <strong>presenta i lavori di<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Jonathan Guaitamacchi <br \/>Antonio Pecchini <br \/>Carlo Buzzi <br \/>Ugo La Pietra <br \/>Peter Hide 311065 <br \/>Dario Brevi <br \/>Franco Mazzucchelli <br \/>Azelio Corni <br \/>Riccardo Gusmaroli <br \/>Isabella Rigamonti <br \/>Barbara Colombo <br \/>Sea Creative <br \/>Vittorio Valente<\/p>\n\n\n\n<p>Il ricavato, ogni anno, andr\u00e0 a sostenere un\u2019associazione che opera senza fine di lucro. <strong>Quest\u2019anno il contributo verr\u00e0 devoluto alla \u201cMENSA DEI POVERI&nbsp;PANE DI SANT\u2019ANTONIO \u2013 Casa della carit\u00e0 Onlus\u201d&nbsp;<\/strong>di via Marzorati 5\/a, Varese, che fornisce, tramite donazioni e volontari, pi\u00f9 di 2.500 pasti annuali a famiglie in momentaneo stato di bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciascun artista \u00e8 presente nel volume con una doppia pagina: un\u2019opera stampata ed una originale applicata, una sorta di piccolo museo su carta, che invita ad un rapporto anche tattile con il prodotto artistico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>REAL ART<\/strong> sar\u00e0 disponibile nelle migliori librerie di Varese e provincia, nei bookshop del&nbsp;<strong>Museo MA*GA&nbsp;<\/strong>di Gallarate,&nbsp;<strong>Museo Bodini&nbsp;<\/strong>di Gemonio,&nbsp;<strong>Museo Parisi Valle&nbsp;<\/strong>di Maccagno con Pino e Veddasca,&nbsp;<strong>Spazio Casa Museo E. Tadini&nbsp;<\/strong>di Milano,&nbsp;<strong>Galleria Biancoscuro<\/strong>&nbsp;di Pavia,&nbsp;<strong>Galleria Cart 70-10&nbsp;<\/strong>di Monza,&nbsp;<strong>Galleria Viol@rte&nbsp;<\/strong>di Galliate (NO),&nbsp;<strong>Meeting Art<\/strong>&nbsp;di Vercelli,&nbsp;<strong>Showcases Gallery&nbsp;<\/strong>di Varese.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/LOCANDINE_1-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8444\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/LOCANDINE_1-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/LOCANDINE_1-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/LOCANDINE_1-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/LOCANDINE_1-600x848.jpg 600w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/LOCANDINE_1.jpg 1060w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Una lunga rassegna tra le istituzioni coinvolte presenter\u00e0 in fasi alterne il solo volume e\/o il volume e le opere degli artisti coinvolti con importanti mostre e rassegne dall\u2019inizio del 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive Lara Treppiede (Direttrice museo Bodini &#8211; Gemonio) nella presentazione del volume:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNuovi volti e nuove opere sono protagonisti con il passare degli anni del progetto Real Art. Un impegno e un disegno culturale diventato da quattro anni un appuntamento nella programmazione espositiva del Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio e che mi sento di appoggiare e valorizzare in qualit\u00e0 di Direttore, in linea di continuit\u00e0 con Sara Bodini. Un\u2019idea di progetto che condivido per il legame personale e artistico con i protagonisti coinvolti, con l\u2019entusiasmo per la conoscenza di nuove personalit\u00e0 e per ricordare con il cuore Ginetto Piatti, sostenitore fin dall\u2019inizio dell\u2019iniziativa. Una mostra con uno sguardo aperto a forme artistiche differenti, per natura e origine geografica, con un valore aggiunto in cui credo fortemente: il ricavato del catalogo-porfolio \u00e8 devoluto a una realt\u00e0 sociale bisognosa del nostro territorio. L\u2019arte seppur essa stessa desiderosa di sostegni, funge, con la sua forza da tramite a situazioni quotidiane in difficolt\u00e0. Motivo che mi spinge ancor pi\u00f9 a complimentarmi con Franco Crugnola, Peter Hide 311065 per il mondo artistico e Isabella Rigamonti, autori e sostenitori di Real Art.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A nome del Museo Civico Floriano Bodini, in qualit\u00e0 di prima sede espositiva di Real Art #4, auguro una buona riuscita a questa edizione e un invito a proseguire con la stessa passione, tenacia e condivisione che hanno contraddistinto il progetto in questi anni.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"665\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/RealArt_KEV3221_2-1000.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7014\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/RealArt_KEV3221_2-1000.jpg 1000w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/RealArt_KEV3221_2-1000-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/RealArt_KEV3221_2-1000-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/RealArt_KEV3221_2-1000-600x399.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption><br \/><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">INFO<br \/>  Gli artisti del progetto REAL ART#4<br \/>  a Gemonio dal 2 al 25 febbraio 2019<br \/><br \/> Museo Civico Floriano Bodini<br \/>  Via Marsala, 11<br \/>  21036 Gemonio (VA)<br \/>  Tel. 0332 604276<br \/><br \/> INGRESSO OMAGGIO PER IL VERNISSAGE<br \/>  LIBRO\/CATALOGO AL BOOKSHOP<br \/> Vernissage sabato 2 febbraio ore 16,00<br \/><br \/> A cura di:<br \/>  Showcases Gallery<br \/>  via San Martino 11<br \/>  21100 Varese<br \/>  Tel 338.2303595<br \/><br \/><\/pre>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-issuu wp-block-embed is-type-rich is-provider-issuu\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div data-url=\"https:\/\/issuu.com\/09955\/docs\/_realart4__peterhide311065__isabell\" style=\"width: 1200px; height: 849px;\" class=\"issuuembed\"><\/div><script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/e.issuu.com\/embed.js\" async=\"true\"><\/script>\n<\/div><figcaption><br \/><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\"><br \/><strong>BIOGRAFIE DEI 13 ARTISTI CHE PARTECIPANO E HANNO DONATO LE LORO OPERE A&nbsp;REAL ART #4-2018<\/strong><br \/> <br \/> <strong>Dario Brevi<\/strong><br \/> Nato a Limbiate in provincia di Milano, nel 1955 dove vive e lavora. Si \u00e8 diplomato nel 1973 al liceo artistico di Brera e si \u00e8 laureato in Architettura nel 1978 al Politecnico di Milano.&nbsp; Ha fatto parte, negli anni 80, del movimento artistico \u201cNuovo Futurismo\u201d, formatosi presso la galleria Diagramma\/Luciano Inga-Pin di Milano e teorizzato dal critico bolognese Renato Barilli. Movimento caratterizzato per un ritorno deciso al \u201cfare arte\u201d, cio\u00e8, in contrasto con le premesse dell\u2019arte concettuale, a una idea dell\u2019arte che punti alla realizzazione di \u201coggetti artistici\u201d utilizzando particolarmente materiali di derivazione industriale. Per Brevi il materiale di elezione \u00e8 il medium density, utilizzato nell\u2019industria del mobile, con il quale realizza opere tridimensionali giocate con ironia tra pittura e scultura in linea con la tendenza alla contaminazione di immagini presente nella realt\u00e0 dei mass-media. Nascono cos\u00ec dalle complesse sovrapposizioni di strati lignei e colori, forme e immagini di una memoria storica. Le immagini di Brevi \u201dfuturisticamente\u201d sviluppano un vorticoso movimento in un concetto di \u201ceterno ritorno\u201d&nbsp; e sfruttano precari&nbsp; equilibri&nbsp; di pieni e vuoti, di luci ed ombre, nel perenne bilanciamento di contemplazione e di forza vitale.<br \/> Ha tenuto mostre personali e collettive in Italia ed all\u2019estero in gallerie private, spazi pubblici e musei. Del suo lavoro si sono occupati numerosi critici d\u2019arte con saggi e scritti pubblicati sui maggiori quotidiani e periodici di settore e non, italiani e stranieri<br \/> &nbsp;<br \/> <strong>Carlo Alberto Buzzi<\/strong><br \/> Carlo Alberto Buzzi&nbsp;\u00e8 un artista italiano, conosciuto per i suoi interventi di&nbsp;\u201cpublic art\u201d&nbsp;nel contesto urbano.<br \/> Carlo Buzzi si serve degli strumenti propri della comunicazione pubblicitaria. Opera interventi che coinvolgono il contesto urbano. Normalmente utilizza il comune poster tipografico. Un significativo numero di manifesti viene esposto in pubblica affissione. L\u2019operazione \u00e8 documentata fotograficamente. Il lavoro sar\u00e0 in seguito formalizzato grazie alla produzione di un numero limitato di \u201cquadri\u201d (riproduzioni fotografiche, manifesti \u201cstrappati\u201d).<br \/> Carlo Buzzi ha realizzato la prima opera-operazione \u201cpubblica\u201d nel 1990 in collaborazione con il gallerista Luciano Inga-Pin di Milano. Si trattava di una pagina di pubblicit\u00e0 acquistata sulla rivista Flash Art. L\u2019inserzione riproduceva centralmente un comune scopino da bagno, nella parte superiore la scritta \u201cPICASSO\u201d, nella parte inferiore la didascalia \u201corario 20-22\u201d. Nel 1991 un soggetto simile fu esposto a Milano su manifesto tramite pubblica affissione, canale espressivo in seguito privilegiato dall\u2019artista.<br \/> <em>Costruzione formale&nbsp;<\/em>(la simulazione di \u201cfinto evento\u201d) e&nbsp;<em>prassi&nbsp;<\/em>(esposizione con tasse regolarmente pagate, mai abusiva) indicano l\u2019intenzione di introdursi nel sistema della comunicazione pubblica in \u201cpunta di piedi\u201d, contrapponendosi ad esperienze artistiche espresse nel medesimo contesto \u2013 contemporanee o appartenenti ad un recente passato \u2013 connotate da impronte ideologiche.<br \/> Dalla riproposizione del tema Picasso\/scovolino\/mostra d\u2019arte artefatta, ad altri \u201cprovocatori\u201d e improbabili incontri (Van Gogh con una grattugia), Buzzi esplora il dualismo arte\/pubblicit\u00e0 in reali, e nello stesso tempo fittizie, campagne pubblicitarie.<br \/> Nel 1994 realizza un manifesto che lo riproduce semplicemente ritratto di schiena, il primo privo di alcun altro indizio.<br \/> <br \/> <strong>Barbara Colombo<\/strong><br \/> Barbara Colombo vive e lavora a Milano.<br \/> Il suo lavoro si caratterizza per l\u2019esclusivo utilizzo di fogli di carte di riso. La delicatezza del foglio di carta si scontra con l\u2019aggressivit\u00e0 di mordenti, bitumi, colle, polveri di ferro, di marmo e pigmenti.<br \/> Uno strato dopo l\u2019altro, una velatura dopo l\u2019altra creano mondi sommersi dal fiorire di un unico colore, che annulla ed azzittisce i moti dell\u2019anima.<br \/> &nbsp;<br \/> <strong>Azelio Corni<\/strong><br \/> Il lavoro di Corni si sottrae a facili estetismi e attua una grammatica segnica di linee verticali e orizzontali mediate dalla linea curva, che avvicina il mondo delle cose al mondo delle idee. Spesso questa operazione viene poi ricoperta da pigmento nero. Cos\u00ec nella produzione pittorica le grandi superfici cartacee diventano supporto ideale per le ampie stesure di colore nero. La superficie dipinta afferma una zona definita eliminando una lettura di rappresentazione tridimensionale, tale da accentuare una costante tensione spaziale data da una forma chiusa e il margine della rappresentazione. Le griglie, o meglio diagrammi, realizzati con carboncino nero vogliono evidenziare il segno grafico come origine dal movimento con cui la mano, impugnando uno strumento traccia, \u201csegna\u201d un supporto; da ci\u00f2 si evince che la mano, lo strumento, il supporto-superficie svolgono anche autonomamente una precipua funzione linguistica, estetica e\/o espressiva.<br \/> Il lavoro scultoreo e installativo assume una valenza principalmente artigianale in tutta la sua possibilit\u00e0 di essere cosa-costruzione-oggetto nella piena presenza materiale, che contatta e fa sua la realt\u00e0.<br \/> &nbsp;<br \/> <strong>Jonathan Guaitamacchi<\/strong><br \/> <em>\u201cLa citt\u00e0 che ho visto \u00e8 la visione del mio insieme, traccia di un mio passaggio, del mio vissuto e del nostro misterioso destino.<\/em><br \/> <em>Ho sorvolato luoghi e mondi credendo di volare libero ma ho visto salire il lamento degli esclusi.<\/em><br \/> <em>A volte volo solitario aggrappato alla mia immaginazione e desidero solo contemplare il silenzio.<\/em><br \/> <em>La citt\u00e0 che ho visto \u00e8 solo il luogo delle mie ripetute ossessioni.<\/em><br \/> <em>Disegnare il vuoto \u00e8 parte della mia inestricabile visione\u201d.<\/em><br \/> Jonathan Guaitamacchi nato a Londra \u00e8 stato uno dei tanti talenti scoperti da Luciano Inga Pin; diplomato all\u2019Accademia di Brera a Milano, vive tra Milano Torino e Londra. Collabora negli anni della formazione come disegnatore per varie testate Nazionali e consulente artistico per diversi studi di architettura e design milanesi.<br \/> \u201cJonathan Guaitamacchi lavora sullo spazio, si addentra nella terza dimensione, la profondit\u00e0, ed interpreta l\u2019architettura come linguaggio, come ossessione, come ripetizione di un modo. Le sue tele, veri e propri progetti architettonici, raccontano la sua visione. In un\u2019epoca in cui il paesaggio e le visioni urbane sono soggetti amati e ripresi da parecchi artisti contemporanei, Guaitamacchi fa la differenza. Tra i primi nell\u2019epoca contemporanea ad affacciarsi al contesto urbano, sulla tela non rappresenta l\u2019espressione totale o meramente architettonica della realt\u00e0, ne sprigiona l\u2019essenza, il principio attivo, non racconta il luogo, ma il suo riflesso, la sua metafora attraverso il suo stile unico e inconfondibile\u201d.&nbsp;<em>(Francesca Brambilla)<\/em><br \/> <br \/> <strong>Riccardo Gusmaroli<\/strong><br \/> Riccardo Gusmaroli, nato a Verona nel 1963, vive e lavora a Milano.<br \/> Il lavoro di Riccardo Gusmaroli \u00e8 una poesia visiva composta di delicati origami orientali come allegoria delle correnti oceaniche. La volont\u00e0 dell'artista di capovolgere i parametri oggettivi di misurazione dello spazio, di immergere lo spettatore in una dimensione percettiva libera dai condizionamenti culturali, riattiva lo spazio della rappresentazione estetica con la ripetizione di moduli formali nati dal gesto semplice di ripiegare, ma in grado di creare situazioni visive di estrema delicatezza formale.<br \/> L'esplorazione umana di nuovi territori \u00e8 idealmente rappresentata come un vagabondare ellittico e spiraliforme nei meandri dell'immaginazione e della psiche; le barchette di carta sono le metafore a sconfinare oltre la tela in una nuova dimensione energetica e vibrante.<br \/> <br \/> <strong>Ugo La Pietra<\/strong><br \/> Ugo La Pietra ha sviluppato dal 1962 un\u2019attivit\u00e0 tendente alla chiarificazione e definizione del rapporto \u201cindividuo-ambiente\u201d. All\u2019inizio di questo processo di lavoro ha realizzato strumenti di conoscenza (modelli di comprensione) tendenti a trasformare il tradizionale rapporto \u201copera-spettatore\u201d. Ha operato dentro e fuori le discipline dichiarandosi sempre \u201cricercatore nelle arti visive\u201d; artista anomalo e scomodo e quindi difficilmente classificabile.<br \/> Con le sue ricerche dal 1960 ha attraversato diverse correnti artistiche:&nbsp;<em>arte segnica, arte concettuale, arte ambientale,&nbsp;<\/em><a href=\"http:\/\/ugolapietra.com\/anni-70\/arte-nel-sociale\/\">arte nel sociale<\/a><em>, narrative art,&nbsp;<\/em><a href=\"http:\/\/ugolapietra.com\/cinema-dartista\/\">cinema d\u2019artista<\/a><em>,&nbsp;<\/em><a href=\"http:\/\/ugolapietra.com\/anni-70\/la-nuova-scrittura\/\">nuova scrittura<\/a><em>, extra media,&nbsp;<\/em><a href=\"http:\/\/ugolapietra.com\/anni-80\/neoecletticismo\/\">neo-eclettismo<\/a><em>,&nbsp;<\/em><a href=\"http:\/\/ugolapietra.com\/anni-60\/larchitetture-radicale\/\">architettura e design radicale<\/a>. Ha comunicato e divulgato il suo pensiero e le sue esperienze attraverso un\u2019intensa attivit\u00e0 didattica ed editoriale. Si \u00e8 fatto promotore di gruppi di ricerca (<a href=\"http:\/\/ugolapietra.com\/anni-60\/il-gruppo-del-cenobio\/\">Gruppo del Cenobio<\/a>,&nbsp;<a href=\"http:\/\/ugolapietra.com\/anni-60\/la-lepre-lunare\/\">Gruppo La Lepre Lunare<\/a>, Global Tools, Cooperativa Maroncelli, Fabbrica di Comunicazione, Libero Laboratorio) e di attivit\u00e0 espositive coinvolgendo un grandissimo numero di operatori (artisti, architetti, designer). Nel&nbsp;<strong>1970<\/strong>&nbsp;\u00e8 invitato alla mostra sperimentale della XXXV Biennale di Venezia. Vince il prestigioso premio \u201cCompasso d\u2019oro\u201d ADI nel 1979 e nel 2016 alla carriera.<br \/> &nbsp;<br \/> <strong>Franco Mazzucchelli<\/strong><br \/> Nato a Milano il 24 Gennaio 1939, si diploma nel 1963 in pittura e nel 1966 in scultura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha insegnato \u201cUso e tecnologia dei materiali sintetici\u201d per 40 anni. Vive e lavora a Milano. Con il termine \"Abbandoni\", (1964-1970) si identificano le opere installate in luoghi aperti create e abbandonate al fine d\u2019instaurare un nuovo rapporto con il paesaggio. Il ruolo sociale dell\u2019opera si concretizza nella partecipazione attiva della gente: il pubblico non vede\/ammira passivamente l\u2019opera, sente l\u2019esigenza di toccarla.<br \/> Con la sigla&nbsp;<a href=\"http:\/\/a.to\/\">A.TO<\/a>&nbsp;A.&nbsp; (1970-1973), Art To Abandon \/a toi, impressa nei suoi gonfiabili, Mazzucchelli continua il tema dell\u2019\u201cabbandono\u201d in spazi urbani, una contaminazione tra opera d\u2019arte e citt\u00e0, scrupolosamente documentata con foto e video.<br \/> L\u2019esperienza dei gonfiabili prosegue con la \"Sostituzione\" del 1973. La natura artificiale dell\u2019opera in film di polietilene, materializzata in gigantesche bolle, trasforma il regolare accesso alla Triennale di Milano, generando una nuova fruibilit\u00e0.<br \/> Seguono le \"Riappropriazioni\", enormi canali di plastica trasparente ubicate in spazi aperti e gallerie private che dal 1975 al 1977, hanno allo scopo di offrire al pubblico una percezione dei luoghi diversa da quella consueta, inedita, dove la trasparenza del materiale gioca un ruolo importante nella lettura dello spazio che diventa etereo.<br \/> Dagli anni ottanta Mazzucchelli si occupa di una serie di Interventi a Milano, Monza e Brescia volti a sovrapporre l\u2019opera (grandi membrane in pvc) a quella di alcuni monumenti del passato per dare un nuovo significato all\u2019esistente e per produrre, nella stessa logica delle precedenti performances, fenomeni di interferenze cognitive.<br \/> In tutto questo intervallo di tempo, oltre all\u2019installazione temporanee (azioni), Mazzucchelli si dedica sia alle molteplici mostre ed esposizioni prestigiose come La Biennale di Venezia del 1976, varie edizioni della Triennale di Milano, la Quadriennale di Roma e realizzazioni scenografiche sia alla conduzione della Cattedra di Tecniche della Scultura e di coordinatore del Dipartimento di Comunicazione Visiva Multimediale all\u2019Accademia di Brera.<br \/> La sua ricerca continua nell\u2019esposizione etichettate come \u201cPersonale-Personale\u201d, dove le opere vengono abbandonate temporaneamente in mezzo al mare e in queste circostanze la forza del vento, la passione per la barca a vela e le propriet\u00e0 del materiale plastico trovano un momento di dialogo.<br \/> Per la prima volta con \u201cBieca decorazione\u201d Mazzucchelli si confronta con le gallerie, con un pubblico diverso da quello della strada. Un\u2019esperienza che lo porta ad una produzione artistica pi\u00f9 intima, dove geometria e colore formano uno stretto connubio, esaltando il fascino della materia plastica.<br \/> Questa esperienza matura recentemente nel 2015 con la le opere denominate REC, dove frammenti di vecchie istallazioni, riportanti il segno dell\u2019uso, vengono incapsulate in bolle di trasparente pvc, rievocando la memoria in una nuova composizione. A questa produzione si aggiunge quella degli A. ON A.&nbsp; (Art on Art) dove, a differenza dei REC, i frammenti recano segni e disegni eseguiti dal pubblico, impronte indelebili della partecipazione agli eventi artistici.<br \/> La sua ricerca prosegue nella logica della sperimentazione, alla scoperta di nuove percezioni della realt\u00e0, facendo affidamento alla complicit\u00e0 dei suoi inseparabili materiali: plastica e aria.<br \/> &nbsp;<br \/> <strong>Antonio Maria Pecchini<\/strong><br \/> Antonio Maria Pecchini nasce a Busto Arsizio nel 1947, dove ancora oggi vive e lavora.<br \/> Si diploma presso l\u2019Accademia di Brera e nel 1974 inizia l\u2019insegnamento di discipline plastiche presso il Liceo Artistico di Busto Arsizio.<br \/> Fin dal 1969 partecipa a rassegne collettive di carattere nazionale ed internazionale ricevendo molteplici riconoscimenti.<br \/> Alla fine degli anni Ottanta si fa promotore, insieme ad importanti critici d\u2019arte, di un\u2019aggregazione di artisti con i quali organizza varie mostre itineranti, mentre con un gruppo di artisti giapponesi, dal 1992, propone alcuni scambi culturali nei due territori dal titolo Senza Frontiere.<br \/> \u201cLe opere di Antonio Pecchini racchiudono, con sintesi e raffinatezza di scelte formali, il suo sguardo sul mondo teso a cogliere i cambiamenti, le contraddizioni, i dolorosi accadimenti che ogni giorno ci colpiscono come, d\u2019altra parte, i bagliori di bellezza, di armonia, di razionalit\u00e0 che ancora persistono nell\u2019oggi, nonostante tutto.<br \/> L\u2019artista si muove sempre partendo da una realt\u00e0 personale vissuta e partecipata con competenza e vigile pensiero critico reso universale attraverso un\u2019estetica riconoscibile costruita da rigore formale, dalla semplicit\u00e0 degli oggetti e dei materiali che costituiscono le opere e da una narrazione poetica...\u201d (<em>Emma Zanella)<\/em><br \/> <br \/> <strong>Peter Hide 311065<\/strong><br \/> Peter Hide 311065 (Franco Crugnola) nasce a Varese nella notte di Halloween del 1965.<br \/> Di s\u00e9 scrive: \u201cHo scelto nel 2004 il nome d\u2019arte Peter Hide 311065 (mi chiamo Franco Crugnola) derivandolo dall\u2019ossimoro tra Peter Pan (noto sempiterno bambino buono) e mr. Hyde (la parte brutale e \u201ccattiva\u201d del dottor Jekyll). I due nomi hanno la stessa notoriet\u00e0 e rappresentano il primo il bene, l\u2019innocenza, la purezza e la bellezza, il secondo il male, la cruenta e la forza bruta. Come nel romanzo di R. Stevenson ove la lotta impari che oppone il bene e il male tra Jekyll a Hyde, mette in gioco temi di grande suggestione, la metamorfosi e il doppio, lo specchio e il sosia, fino a toccare le corde pi\u00f9 segrete e inconfessate dell'animo umano, cosi nei miei lavori cerco di ricreare il male&nbsp;che pu\u00f2 prevaricarci attraverso un\u2019immagine allegra e scanzonata.<br \/> Cerco di rappresentare attraverso immagini che fanno parte del nostro vivere quotidiano, ed apparentemente concilianti, gli opposti che esse stesse rappresentano&nbsp;e di aprire nella mente dello spettatore, che vorr\u00e0 approfondirne la lettura, una porta immaginaria verso il pericolo della sopraffazione dell'effimero. In una societ\u00e0 contemporanea, dove tutto \u00e8 misurabile col e dal denaro e dove spesso si ha la sensazione che non solo il materiale ne sia soggiogato, ma anche l'immateriale, la parte pi\u00f9 unica che contraddistingue l'individuo, il denaro, ha per me il valore simbolico di rappresentare il pericolo di una vasta decadenza culturale e per opposto il degrado che la sua mancanza ne produce. Non voglio rappresentare graficamente la povert\u00e0, la violenza fisica o psicologica, il degrado ambientale, ma neppure la bellezza generata solo ed unicamente dalla manipolazione della ricchezza, la sensazione di potenza quasi divina ed il sogno di felicit\u00e0, ma voglio far riflettere su che cosa genera ci\u00f2 per cui tutti noi ci affanniamo, viviamo e a volte moriamo: il denaro.\u201d<br \/> &nbsp;<br \/> <strong>Isabella Rigamonti<\/strong><br \/> Isabella Rigamonti nasce nel 1969 e dopo gli studi artistici ed un esordio nel campo pittorico figurativo, inizia un percorso di sperimentazione artistica di natura percettiva informale con tecniche e materiali espressivi inconsueti, che la porta, nel tempo, ad avvicinarsi alla fotografia.<br \/> L\u2019artista da anni utilizza un linguaggio artistico originale in cui la fotografia \u00e8 contaminata con il collage e rivolge la sua attenzione ad alcuni temi specifici.<br \/> I suoi \u201cluoghi non luoghi\u201d, abitati da architetture e personaggi dove gli equilibri fra gli spazi mutevoli diventano, grazie all\u2019intervento artistico, aree di relazione e di immaginazione sorprendenti, ed i \u201criflessi\u201d, in cui l\u2019artista indaga le infinite possibilit\u00e0 che l\u2019architettura ha di essere specchio storico e sociale e generatrice di contesti urbani sempre nuovi.<br \/> Negli ultimi anni ha intensificato la sua presenza nel settore artistico partecipando a numerose mostre personali e collettive in gallerie private e spazi museali.<br \/> Diverse sue opere sono presenti in musei pubblici e collezioni private.<br \/> Nel 2017 \u00e8 stata invitata ad esporre in Padiglione Tibet durante la 57\u00b0 Biennale d\u2019Arte di Venezia.<br \/> <br \/> <strong>SEA Creative (Fabrizio Sarti)<\/strong><br \/> Fabrizio Sarti nasce nel 1977 a Varese.&nbsp;<br \/> Il suo percorso artistico comincia durante i primi anni novanta grazie all\u2019incontro con il mondo del writing, iniziando a contaminare i muri delle citt\u00e0 con il nickname&nbsp;Sea.<br \/> Grazie a questa passione e alla voglia irrefrenabile di disegnare intraprende gli studi artistici.<br \/> Verso gli anni 2000 la continua ricerca lo porta a distaccarsi dal mondo del writing e dalle sue regole, spingendosi verso un linguaggio diverso, un meltin pot&nbsp;di streetart, muralismo, performance e lavori su tela, dando cosi vita inconsapevolmente al progetto&nbsp;SeaCreative<br \/> Oggi&nbsp;Sea&nbsp;vive e lavora tra Milano e Varese, dove oltre ai circuiti espositivi convenzionali,&nbsp;realizza le sue opere sia in spazi urbani sia in aree industriali abbandonate dove il muralismo&nbsp;si allontana dalla strada, dai muri delle citt\u00e0, per fondersi invece con l\u2019archeologia industriale, in quei luoghi pieni di storia, che emozionano solo ad entrarvi.&nbsp;&nbsp;<br \/> &nbsp;<br \/> <strong>Vittorio Valente<\/strong><br \/> Ha iniziato l\u2019attivit\u00e0 artistica nel 1986 occupandosi del rapporto arte-scienza, spaziando tra cinematografia e letteratura. Supportato in questa ricerca dall\u2019uso del silicone, ha sperimentato nell\u2019arco di trent\u2019 anni la duttilit\u00e0 di questo materiale, apparentemente statico, da cui ha ottenuto forme e pigmentazioni assolutamente nuove In chiave di ricerca sulla connessione e sulla trasmissione d\u2019informazione vanno le \u201cevocazioni\u201d che realizza nel \u201990 e nel \u201991 con il gruppo \u201cArte come evocazione\u201d curato da Miriam Cristaldi e guidato da Claudio Costa. Nel 1993 \u00e8 tra i fondatori con Omar Ronda, Renzo Nucara, Marco Veronese, Alex Angi e Carlo Rizzetti del movimento CRACKING ART. Catalogo a cura di Tommaso Trini con testi di Luca Beatrice e Luigi Spina. Modella forme plastiche tridimensionali anche quando sceglie la tela come supporto trasformandola in altorilievi solo apparentemente duri e aguzzi. Le sue opere esigono un approccio multisensoriale; le superfici dermatiche non rifiutano di essere toccate. Unendo al materiale artificiale pigmenti ad olio ottiene nuove tonalit\u00e0 cromatiche che lo portano, soprattutto nelle opere pi\u00f9 recenti, a soluzioni monocromatiche: rosso, giallo e gli assoluti bianco e nero. Negli ultimi lavori si orienta verso una maggiore sintesi, astrazione e ritmo.<\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>Torna la pubblicazione-portfolio d\u2019arte a carattere benefico con opere uniche ed autografe di 13 artisti contemporanei REAL ART, progetto artistico, nato con l\u2019idea di realizzare annualmente una pubblicazione-portfolio ritorna dopo il successo della delle prime tre edizioni, all&#8217;interno opere uniche ed&nbsp;autografe di artisti contemporanei e l\u2019intero incasso, come sempre, devoluto in beneficienza. REAL ART #4&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/real-art-4\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Real Art #4<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8445,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-8400","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/copREALART4.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":10055,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/real-art-5-arte-solidarieta\/","url_meta":{"origin":8400,"position":0},"title":"Real Art #5 | Arte &#038; Solidariet\u00e0","author":"Redazione BIANCOSCURO","date":"29 Novembre 2019","format":false,"excerpt":"Torna la pubblicazione-portfolio d\u2019arte a carattere benefico con opere uniche ed autografe di 14 artisti contemporanei Presentazione ufficiale, venerd\u00ec 29 novembre alle ore 18.30 presso MUSEO SPAZIO TADINI, via Jommelli, 24 a Milano Mark Kostabi REAL ART, progetto artistico, sotto forma di pubblicazione-portfolio, ritorna per il quinto anno con le\u2026","rel":"","context":"In &quot;arte&quot;","block_context":{"text":"arte","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/category\/arte\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Kostabi-Learning-curve-2016-NEW-20171017_170441-999.jpg?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Kostabi-Learning-curve-2016-NEW-20171017_170441-999.jpg?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Kostabi-Learning-curve-2016-NEW-20171017_170441-999.jpg?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Kostabi-Learning-curve-2016-NEW-20171017_170441-999.jpg?resize=700%2C400&ssl=1 2x"},"classes":[]},{"id":12719,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/real-art-6-museo-butti-viggiu-va\/","url_meta":{"origin":8400,"position":1},"title":"Real Art #6 | Museo Butti &#8211; Viggi\u00f9 (VA)","author":"Redazione BIANCOSCURO","date":"9 Dicembre 2021","format":false,"excerpt":"Torna la pubblicazione-portfolio d\u2019arte a carattere benefico con opere uniche ed autografe di 14 artisti contemporanei REAL ART #6 \u00e8 pronto e sar\u00e0 presentato al Museo E. 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