{"id":9030,"date":"2019-04-11T08:13:32","date_gmt":"2019-04-11T06:13:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=9030"},"modified":"2019-04-11T08:13:34","modified_gmt":"2019-04-11T06:13:34","slug":"oreste-casalini-erosioni-con-quel-che-rimane-rufa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/oreste-casalini-erosioni-con-quel-che-rimane-rufa\/","title":{"rendered":"Oreste Casalini. Erosioni &#8211; con Quel che rimane RUFA"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span>\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"942\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/INVITO_FRONTE-942x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9032\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/INVITO_FRONTE-942x1024.jpg 942w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/INVITO_FRONTE-276x300.jpg 276w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/INVITO_FRONTE-768x835.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/INVITO_FRONTE-600x653.jpg 600w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/INVITO_FRONTE-1320x1436.jpg 1320w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/INVITO_FRONTE.jpg 1417w\" sizes=\"auto, (max-width: 942px) 100vw, 942px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Oreste Casalini<br \/>\nErosioni<br \/>\n<\/strong><em>a cura di<\/em> Paola Pallotta<br \/>\n<\/p>\n\n\n\n<p><em>con<\/em> <strong>Quel che rimane<br \/>\n<\/strong><em>a cura di <\/em>Fabrizio Pizzuto, <strong>RUFA Rome University of Fine Arts<br \/>\n<\/strong><em>opere di<\/em> Ludovica Baldini, Valentina Marino, Hamida Sager, Ellen Wolf, Sara Zanin<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Inaugurazione 14 aprile 2019 ore 11.30<br \/>\nSBA &#8211; Sporting Beach Arte | Lungomare A. Vespucci 6 &#8211; Ostia Lido, Roma<br \/>\n<\/strong><br \/>\nFino al 5 maggio 2019<br \/>\n<\/p>\n\n\n\n<p>Con il preciso intento di ampliare lo sguardo sull\u2019orizzonte e pensare un futuro migliore e realizzabile, <strong>SBA<\/strong>, la giovane galleria dedicata all\u2019arte contemporanea sulla spiaggia di Ostia, dal 2016 ha promosso mostre collettive e personali e interventi di artisti la cui espressione passa attraverso materiali, tecniche e poetiche diversissime: l\u2019apertura con <em>Traiettorie emotive<\/em> di Cinzia Beccaceci, la collettiva <em>Ceramici <\/em>con solo opere in ceramica di artisti e artisti ceramisti,<em> (viaggio) Dal centro della terra <\/em>di Edoardo Zamponi e <em>Disegno in cabina <\/em>di Stefania Fabrizi, <em>Giallo mare<\/em> di Carlo Cecchi, <em>7 minuti prima \/ 7 minuti dopo<\/em> di Massimo Saverio Ruiu, poi <em>Petra<\/em>, composizione musicale di Leonardo Gensini, fino a <em>Terzo Paradiso\/Sulla sabbia di Ostia<\/em>, performance collettiva appena realizzata da Michelangelo Pistoletto assieme agli studenti di alcuni istituti scolastici di Ostia e del Dipartimento di Ingegneria del Mare dell\u2019Universit\u00e0 Roma Tre. In preparazione una grande collettiva, <em>Cabine d\u2019artista<\/em>, con la presenza di pi\u00f9 di trenta artisti italiani e stranieri che si terr\u00e0 nel prossimo ottobre 2019.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Principio delle cose \u00e8 l\u2019infinito, ove le cose hanno Nascimento e Morte secondo Necessit\u00e0. Pagano, infatti, l\u2019un l\u2019altra la pena e l\u2019espiazione dell\u2019ingiustizia, secondo l\u2019Ordine del Tempo<\/em>\u201d. (Anassimandro)<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta SBA mette in gioco il suo spazio esterno e<strong> Oreste Casalini<\/strong> lo invade occupando il terreno per mostrare la dilatazione del presente, come una caccia al tesoro che abbia ad oggetto il risveglio della sensibilit\u00e0, ovvero il tesoro pi\u00f9 grande.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante l\u2019inverno trascorso al lavoro in alcuni ambienti dello Sporting Beach, messi a sua disposizione come residenza d\u2019artista proprio in affaccio sul mare, Oreste Casalini ha ritrovato da vicino l\u2019elemento originario, il mare, che ha in seguito invariabilmente segnato molti momenti decisivi del suo percorso artistico e privato. Il ritorno al mare, sulla spiaggia scura e antica di Ostia, nel ricordo di Mergellina degli inizi degli anni Sessanta dove \u00e8 nato, ha significato un\u2019esperienza profonda, dal tono quasi di rivelazione mistica, e le opere realizzate con un lavoro intenso e quotidiano, lungo tutti i mesi invernali fino a questa primavera, la restituiscono del tutto, come forse mai prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Quattro gruppi di opere incarnano le molteplici erosioni psichiche e materiali cui siamo esposti, collocandosi <em>tra cielo e terra<\/em>, elevandosi dalla materia povera e inerte di cui siamo fatti, nella tensione verso l\u2019infinito e l\u2019ignoto per una possibilit\u00e0 di riscatto nella bellezza ma anche nel suo opposto, la rovina e il disfacimento. Cos\u00ec, gli <strong><em>Eroi<\/em><\/strong>, sono due grandi figure scure, blocchi di sabbia dalle forme dilavate, erose, installati sulla spiaggia di fronte l\u2019orizzonte; le <strong><em>Pozzanghere<\/em><\/strong>, opera centrale, sono una serie di pannelli di sabbia in cui protagonista \u00e8 la superficie dell\u2019acqua su cui si riflette il cielo, e descrivono un piano orizzontale dove il mare paradossalmente custodisce frammenti di figure e volti; a seguire i <strong><em>Sopravvissuti<\/em><\/strong>, una serie di sculture in sabbia e legno, figure classiche stravolte dall\u2019erosione del tempo che assumono forme inaspettate inglobando elementi naturali, mentre due figure che galleggiano nella piscina alludono ai calchi delle vittime di Pompei o di altre tragedie; infine le <strong><em>Ricostruzioni<\/em><\/strong>, duegrandi sculture verticali, colonne ricostruite secondo una anastilosi arbitraria ma formalmente esatta che rappresentano il momento successivo alla catastrofe, il cosa fare dopo la distruzione, recuperando il passato per tradurlo in presente.<\/p>\n\n\n\n<p>Portatori del tempo e degli eventi, tutti i lavori recano in s\u00e9 elementi che rimandano alla presenza umana vista come traccia, come orma di una grandezza ormai passata. Queste opere sono insieme disciplina e ordine ma anche caos, in accordo con il respiro del mare, forme sia mutevoli che definitive, come fossero disegnate dalla linea del litorale, spazio indefinibile, unico pun to di contatto tra terra e cielo. La sabbia, il sale marino, l\u2019acqua, i frammenti di legno levigati dal mare, sono gli elementi che compongono questa opera multiforme, dove pittura e scultura vivono su una linea di confine mobile, si fondono in elementi scavati, erosi, dilavati dal tempo sulla spiaggia di Ostia, dove il vento ancora racconta del mito di Enea e di antiche leggende. Le linee che definiscono questi lavori vivono nel <em>limen<\/em> del litorale, in costante movimento, che \u00e8 metafora dell\u2019inafferrabile e dell\u2019indistinto, della perdita dell\u2019orientamento e del ritorno all\u2019origine, separa il presente dal ricordo, l\u2019irrazionale dalla ragione, ci\u00f2 che possiamo dire da ci\u00f2 che \u00e8 ineffabile. Forme che hanno molte storie da raccontare e che vivono in un tempo lento, lontano dall\u2019immediatezza del presente, un tempo orizzontale che comprende epoche diverse, come reperti dell\u2019eterno affanno dell\u2019equilibrio di ogni ricerca artistica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Quel che rimane<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"638\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Baldini-copia.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9031\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Baldini-copia.jpeg 850w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Baldini-copia-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Baldini-copia-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Baldini-copia-600x450.jpeg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La riflessione \u00e8 approfondita e integrata dal progetto <em>site specific<\/em> dal titolo <strong><em>Quel che rimane<\/em><\/strong>, a cura di Fabrizio Pizzuto, docente di Management per l\u2019arte presso RUFA.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le cinque artiste donne esordienti, studentesse dell\u2019ultimo anno dell\u2019accademia RUFA, dopo un percorso insieme, si cimentano in un lavoro molto particolare, esponendo opere che riflettono sugli attacchi dell\u2019erosione ai diversi campi della vita. Cos\u00ec <em>Blooming<\/em> di Ludovica Baldini, <em>Materia<\/em> di Valentina Marino, <em>Fattori che influenzano il corpo del migrante<\/em> di Hamida Sager, <em>But Greatest of All is Love<\/em> di Ellen Wolf e di Sara Zanin (il titolo dell\u2019intervento \u00e8 uno spazio vuoto, un silenzio) riflettono sul corpo (la guerra), la percezione di s\u00e9 (l\u2019anoressia), i sentimenti, i ricordi, il mondo da bambino, la vita stessa, la materia, dunque da ultimo sul tema della sopravvivenza. Tutti i lavori cercano una integrazione con il luogo di installazione e si concentrano quindi su \u201cquel che rimane\u201d dopo ogni tipo di erosione. Le opere sono disseminate in vari luoghi della struttura secondo un percorso ricostruito mediante una mappa consegnata all\u2019ingresso, confondendosi con l\u2019ambiente e spesso sfiorando la <em>mimesis<\/em>. La mostra \u00e8 allestita in contrappunto a <strong><em>Erosioni<\/em><\/strong> di Oreste Casalini, aperta contemporaneamente negli stessi spazi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oreste Casalini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nato a Napoli, frequenta l\u2019Accademia di Belle Arti di Roma. Lavora come assistente di Bruno Ceccobelli, con il quale realizza le prime mostre in Italia e all\u2019estero, entra poi nello studio di Fabio Mauri, suo maestro, con il quale stringe un\u2019importante amicizia durata fino alla sua morte. Nel 1990 realizza la sua prima personale a Sarajevo con un\u2019opera in cera su tela di grandi dimensioni, poi distrutta durante la guerra. Nel 1992 si trasferisce a New York dove espone in una personale all\u2019Istituto italiano di cultura Casa Zerilli-Marim\u00f2. A Napoli e a Roma partecipa a mostre collettive e realizza installazioni temporanee o permanenti in spazi privati e pubblici, anche in collaborazione con studi di architettura. Accanto a cicli di opere su carta e su tela, inizia una sperimentazione sulle relazioni tra tecniche tradizionali e nuove tecnologie digitali da cui nascono opere come <em>E-body<\/em> (disegni in digitale di grande formato), <em>Chemical Brothers<\/em> (sculture in gesso e ceramica), <em>Oki-Sud<\/em> (video-scultura). Del 2005 \u00e8 la personale <em>In Cantiere<\/em> alla Galleria A.A.M. di Francesco Moschini a Roma. Nel 2007 progetta il restyling per due fermate della metropolitana di Napoli e vince il concorso <em>LUAS Art Competition<\/em> per la metropolitana di Dublino. Con un gruppo di artisti realizza una serie di mostre e performance centrate sul rapporto tra contemporaneit\u00e0 e tradizione, culminate nella collettiva <em>Antico e Novissimo<\/em> del 2008 (Palazzo Mochi-Zamperoli, Cagli). Nel 2010 \u00e8 artista e curatore alla Biennale di Architettura di Venezia nell\u2019ambito del progetto <em>E-picentro<\/em>, dedicato alla distruzione della citt\u00e0 de L\u2019Aquila a causa del terremoto. Dallo stesso anno collabora con il gallerista Franz Paludetto e nel 2011 ha la personale <em>Dal Bianco al Nero<\/em> presso il Castello di Rivara, con un ciclo di opere in lava vulcanica e gesso. Seguono le personali <em>Pure Power<\/em> (Dubai), <em>Black Hole<\/em> (Napoli), <em>Flowers of Romance<\/em> (Norimberga). Nel 2013 realizza un ciclo di scultur e incentrate sulla figura dell\u2019angelo, legame concreto tra materiale e spirituale, ispirato alle sculture di Bernini di Ponte Sant\u2019Angelo a Roma. Con queste opere realizza <em>Balanced-In equilibrio<\/em>, installazione esposta nella sala centrale del Castello di Rivara, in cui immagini, suoni e architettura concorrono all\u2019equilibrio complessivo dell\u2019opera. Nel 2014 partecipa alla fiera <em>Ostrale<\/em> di Dresda con l\u2019installazione <em>Devotion #5<\/em>; l\u2019anno seguente espone la scultura <em>Re-Birth<\/em> nel parco del Castello di Rivara, realizza l\u2019installazione <em>Doppio Senso<\/em> nell\u2019ambito di <em>Equinozio d\u2019Autunno 2015<\/em> e l\u2019opera <em>TerraMadre<\/em> viene acquisita dalla Fondazione Telethon al Centro Olivetti di Pozzuoli (Napoli). Nel 2016 lavora principalmente a disegni e ceramiche ed espone la serie <em>Fragile<\/em> al Castello di Rivara. Nel 2017 presenta <em>Panopticon<\/em> alla Kandinskij House a Mosca e tiene la personale <em>Aritmie<\/em> nello Spazio Menexa a Roma. Del 2008 \u00e8 la grande antologica <em>Oreste Casalini. Una moltitudine. Opere dal 1998 al 2018<\/em>, a cura di Paola Pallotta, allestita presso l\u2019Istituto Portoghese di Sant&#8217;Antonio in Roma, in cui espone cicli di opere eterogenee per tecnica, dimensioni e appartenenza cronologica, ma serratamente unite dal coerente \u2018edificio interiore\u2019 dell\u2019artista. Del 2019 \u00e8 la sua partecipazione agli Atelier presso il MACRO Asilo di Roma con la realizzazione di opere in tempo reale, conversazioni e dibattiti con il pubblico, altri artisti e poeti e con specialisti dell\u2019arte. Hanno scritto di lui: Fabrizio Pizzuto, Paolo Aita, Paola Pallotta, Paolo Balmas, Clara Tosi Pamphili, Francesco Moschini, Emanuele Trevi, Diletta Benedetto, Angelo Mistrangelo, Renato Rizzo, Ilaria Piccioni, Giorgio De Finis, Donatella Pinocci, Michela Scolaro, Francesca Bottari, Vittorio Emiliani, Simona Barucco, Ludovico Pratesi, Stefano Petricca, Gianni Mercurio, Ada Lombardi, Patrizia Ferri, Dragan Stenek, Pietro Pedace, Sarah Wasserman, Ornella Tozzi, Antonio Di Gennaro, Benjamin Th. Fels.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INFO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Oreste Casalini. Erosioni<br \/>\n<\/em><\/strong><em>a cura di<\/em> Paola Pallotta<br \/>\ncon <strong><em>Quel che rimane<br \/>\n<\/em><\/strong><em>a cura di <\/em>Fabrizio Pizzuto, <strong>RUFA Rome University of Fine Arts<\/strong><em> <br \/>\nopere di<\/em> Ludovica Baldini, Valentina Marino, Hamida Sager, Ellen Wolf, Sara Zanin<br \/>\n14 aprile &#8211; 5 Maggio 2019<\/p>\n\n\n\n<p><br \/>\n<strong>SBA<\/strong> &#8211; Sporting Beach Arte<br \/>\nLungomare A. Vespucci 6 &#8211; Ostia Lido, Roma<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Inaugurazione: domenica 14 aprile 2019 ore 11.30<br \/>\nF<\/strong>ino al 5 maggio 2019<br \/>\n<strong>Orari:<\/strong> tutti i giorni dalle 10:00 alle 16:00 &#8211; Sabato e Domenica dalle 11.00 a lle 18.00<br \/>\ntel 3402265769 <br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.sportingbeacharte-sba.jimdo.com\">www.sportingbeacharte-sba.jimdo.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sportingbeacharte\/\">www.facebook.com\/sportingbeacharte\/<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con il contributo dell\u2019Azienda vinicola<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ufficio Stampa<br \/>\nMelasecca PressOffice<br \/>\n<\/strong>Roberta Melasecca<br \/>\ntel 3494945612<br \/>\n<a href=\"mailto:roberta.melasecca@gmail.com\">roberta.melasecca@gmail.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.melaseccapressoffice.it\">www.melaseccapressoffice.it<\/a><br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>Oreste Casalini Erosioni a cura di Paola Pallotta con Quel che rimane a cura di Fabrizio Pizzuto, RUFA Rome University of Fine Arts opere di Ludovica Baldini, Valentina Marino, Hamida Sager, Ellen Wolf, Sara Zanin Inaugurazione 14 aprile 2019 ore 11.30 SBA &#8211; Sporting Beach Arte | Lungomare A. 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