{"id":9455,"date":"2019-07-15T11:48:18","date_gmt":"2019-07-15T09:48:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/?p=9455"},"modified":"2019-07-15T15:45:49","modified_gmt":"2019-07-15T13:45:49","slug":"katia-pugach-ab-ovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/katia-pugach-ab-ovo\/","title":{"rendered":"Katia Pugach &#8211; Ab Ovo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 3<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <br><br><\/span><\/span>\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"850\" src=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/AB-OVO_02.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9456\" srcset=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/AB-OVO_02.jpg 850w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/AB-OVO_02-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/AB-OVO_02-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/AB-OVO_02-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/AB-OVO_02-600x600.jpg 600w, https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/AB-OVO_02-800x800.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Dal 16 al 21 luglio 2019<\/strong> <strong>Katia Pugach<\/strong> presenta, nella Black Room del MACRO Museo d\u2019Arte Contemporanea di Roma, il progetto installativo <strong>Ab Ovo<\/strong>: la ricostruzione dell\u2019allunaggio nel 1970 della sonda automatica \u2018Luna 16\u2019 nel Mare della Fecondit\u00e0, una regione allora ancora inesplorata del nostro satellite, e del ritrovamento di uno strano uovo rosso che gli scienziati non sono riusciti a spiegare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Luna 16 <\/strong>era un apparato altamente avanzato, completamente automatico con un braccio meccanico ed un trapano elettrico capaci di raccogliere per la prima volta campioni della superficie lunare e riportarli sulla Terra. La sua missione era di esplorare la luna e lo spazio circostante per circa 26 ore prima che un segnale proveniente dalla Terra desse inizio alle procedure di rientro. La sonda era anche dotata di una telecamera che rimandava in tempo reale sulla Terra immagini di quello che stava accadendo sulla superficie lunare. A quel tempo tutti avevano grandi speranze di riscontrare segni di vita al di fuori della Terra, o di trovare una nuova sostanza che avrebbe svelato il segreto del corpo celeste, ma tranne il ritrovamento di materiali sconosciuti fino a quel momento non si era ottenuto altro. Quel giorno invece, quando il braccio meccanico affond\u00f2 nel suolo lunare creando un piccolo cratere, all\u2019improvviso da quel buco venne fuori un<strong> uovo rosso<\/strong>. Gli scienziati aerospaziali rimasero senza parole di fronte a quella strana apparizione e cominci\u00f2 una infinita discussione su come definire quell\u2019uovo. Era decisamente impossibile applicare i criteri scientifici tradizionali a quella scoperta: quello strano oggetto era qualcosa del tutto fuori dal normale e soprattutto creava un dilemma insolubile: quello era un oggetto spaziale o un corpo celeste? <strong>Tecnologia o Natura<\/strong>? Tutto il settore aerospaziale rimase perplesso senza saper proporre alcuna soluzione credibile. Da loro ci si aspettava un verdetto decisivo ma nessuno era in grado di formularlo. Altri, come ad esempio gli aderenti al movimento \u2018Cosmismo Russo\u2019 trovarono invece del tutto naturale accettare l\u2019apparizione dell\u2019uovo come simbolo dell\u2019ideale umano, della vittoria della vita sulla morte e della generale costante rinascita della vita nell\u2019universo. Da allora il dibattito sui risultati ottenuti da quella missione non ha mai cessato di produrre le opinioni pi\u00f9 diverse e ancora oggi ci si interroga sulla natura di quella inaspettata apparizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La fantastica ricostruzione qui prodotta \u00e8 un invito per lo spettatore a rivivere quel momento irripetibile per tuffarsi nello spazio profondo, esplorarlo e lasciare una traccia del proprio passaggio sulla superficie lunare. L\u2019installazione prevede l\u2019esposizione di <strong>6 immagini fotografiche<\/strong>, cinque provenienti dalla spazio, riprese al momento del ritrovamento del misterioso uovo e durante il suo trasporto nel modulo lunare, e una dell\u2019uovo sulla terra dove, fuggito alle analisi di laboratorio, \u00e8 andato a ricongiungersi con l\u2019ambiente naturale terrestre. Le sale della Black Room saranno illuminate da una lampada stroboscopica che riprodurr\u00e0 l\u2019effetto di assenza di gravit\u00e0 dello spazio, migliaia di piccoli palloncini bianchi sul terreno saranno mossi al passaggio dei visitatori alzandosi in volo come polvere lunare, mentre sul fondo in lontananza si vedr\u00e0 il luminoso sorgere del pianeta terra. L\u2019uovo rosso apparir\u00e0 flottante in assenza di gravit\u00e0 esattamente come fu ritrovato nel lontano 1970. Un invito a rivivere quel momento irripetibile per tuffarsi nello spazio profondo, esplorarlo e lasciare una traccia del proprio passaggio sulla superficie lunare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Katia Pugach <\/em><\/strong><em>\u00e8 nata nel 1981 nella citt\u00e0 di Sebastopoli in Crimea quando questa faceva ancora parte dell&#8217;Unione Sovietica, \u00e8 parte quindi dell\u2019ultima generazione di russi formati in quel particolare mondo e che si \u00e8 trovata a doverne vivere il crollo e la drammatica transizione alla realt\u00e0 che viviamo oggi. In Crimea ha studiato e ha fatto le sue prime esperienze come artista, quando poi \u00e8 stato possibile viaggiare ha fatto lunghe esperienze all\u2019estero prima a Parigi in Francia, poi a Los Angeles negli Stati Uniti, per quindi tornare a risiedere stabilmente a Mosca in Russia. Oggi vive e lavora tra Mosca, Roma in Italia e la Crimea. Cresciuta parallelamente allo sviluppo del web globale, Katia oggi fa parte di una generazione di artisti cosmopoliti che parlano diverse lingue e hanno fatto esperienze in diversi luoghi del mondo, costantemente connessi al sistema di comunicazione globale, aperti ad idee e punti di vista apparentemente lontanissimi ma sempre ben radicati al cuore della loro cultura di origine. Il suo temperamento \u00e8 sperimentale ma profondamente connesso a una radice classica, orgogliosamente russo ma aperto al mondo. La ricerca di un punto di equilibrio tra elementi opposti \u00e8 uno dei segni distintivi di tutte le sue opere, da una parte un&#8217;antica conoscenza acquisita per esperienza diretta, la ricerca e la cura del momento creativo, profondamente spirituale, alchemico, trascendentale, dall\u2019altra, una coscienza ultramoderna, pop, iper-connessa alla rete globale, un universo di immagini e tecnologie che sono lo stato presente dell&#8217;essere nel mondo. Il suo esordio \u00e8 a Mosca nel 2006 con un ciclo di opere acquisita nella collezione permanente del Moscow Museum of Modern Art; nel 2009 realizza l\u2019installazione Space Garden nell\u2019ambito del Festival Gogbot in Olanda. In Favour of Nature, nel 2010,per la prima volta fa crescere colonie di funghi bianchi Pleurotus su delle colonne di pneumatici di automobile usati; nel 2010 realizza Kamnesad, Giardino di Pietre, un ciclo di opere\/performance intorno una personale idea di equilibrio. Nel 2010 partecipa alla 1st Ural Industrial Biennale of contemporary Art, in Russia con il progetto Lightining;nel 2011 partecipa al Festival &#8220;Space Odyssey&#8221; a Kiev, Ucraina con Ab Ovo Project; nel 2013 \u00e8 per la prima volta in Italia dove partecipa alla mostra \u201cEquinozio d\u2019Autunno\u201d nel Castello di Rivara a Torino con l\u2019installazione Deja vu; nel 2014 partecipa alla fiera di Ostrale a Dresda in Germania con Propaganda or Global Trash; nel 2015 realizza la mostra personale About Time nel Castello di Rivara a Torino; nel 2019 presentaAxis Mundi, installazione al Museo Macro di Roma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\"><strong>INFO<\/strong>\n<strong>KATIA PUGACH \nAB OVO<\/strong>\n<strong>16 - 21 luglio 2019 <\/strong>\n<strong>\n BLACK ROOM - MACRO\n <\/strong>MUSEO D\u2019ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA\n\n www.museomacro.it\n info.macro@palaexpo.it<\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">\u23f0 lettura <\/span> <span class=\"rt-time\"> 3<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">min. <\/p>\n<p><\/span><\/span>Dal 16 al 21 luglio 2019 Katia Pugach presenta, nella Black Room del MACRO Museo d\u2019Arte Contemporanea di Roma, il progetto installativo Ab Ovo: la ricostruzione dell\u2019allunaggio nel 1970 della sonda automatica \u2018Luna 16\u2019 nel Mare della Fecondit\u00e0, una regione allora ancora inesplorata del nostro satellite, e del ritrovamento di uno strano uovo rosso che&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/katia-pugach-ab-ovo\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Katia Pugach &#8211; Ab Ovo<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":980,"featured_media":9456,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"footnotes":""},"categories":[5,26,8,334,24,676],"tags":[],"class_list":["post-9455","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-eventi","category-fotografia","category-installazioni","category-mostre","category-performance"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/AB-OVO_02.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":17669,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/marco-rea-viaggio-sulla-luna\/","url_meta":{"origin":9455,"position":0},"title":"Marco R\u00e8a &#8211; Viaggio sulla luna","author":"Roberta Melasecca","date":"4 Ottobre 2024","format":false,"excerpt":"Sabato 12 ottobre 2024 alle ore 18.00, Rosso20sette arte contemporanea presenta la mostra personale Viaggio sulla luna di Marco R\u00e8a, accompagnata dai testi di Ivana Salis e Marco R\u00e8a.\u00a0 In mostra ventuno opere su carta e, per la prima volta, opere su tela corredate da un catalogo con un multiplo\u2026","rel":"","context":"In &quot;eventi&quot;","block_context":{"text":"eventi","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/category\/eventi\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Marco-Rea-Viaggio-sulla-luna.jpeg?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Marco-Rea-Viaggio-sulla-luna.jpeg?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Marco-Rea-Viaggio-sulla-luna.jpeg?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Marco-Rea-Viaggio-sulla-luna.jpeg?resize=700%2C400&ssl=1 2x"},"classes":[]},{"id":11973,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/et-leg-biennale-darte-e-cultura-napoli-2021-monaco-2022\/","url_meta":{"origin":9455,"position":1},"title":"JET LEG \/ Biennale d\u2019arte e cultura \u2013 Napoli 2021\/Monaco 2022","author":"Roberta Melasecca","date":"9 Giugno 2021","format":false,"excerpt":"Il\u00a010 giugno 2021\u00a0nell\u2019Antro di Virgilio del Castel dell\u2019Ovo,\u00a0JET LEG\u00a0presenta la sua prima mostra collettiva:\u00a0MEGARIDE (\u02c8m\u025b\u0261\u0259\u02c8ra\u026ad). Visitabile a partire dalle 17:00 e nei giorni successivi su prenotazione, la mostra, inspirata dal nome dell\u2019isolotto su cui \u00e8 fondato il castello, accoglier\u00e0 i lavori di\u00a0Claudia Barcheri, Danilo Bastione, Federico Delfrati, Barbara Herold e\u2026","rel":"","context":"In &quot;arte&quot;","block_context":{"text":"arte","link":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/category\/arte\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/JETLEG_press.jpg?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/JETLEG_press.jpg?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/JETLEG_press.jpg?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/www.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/JETLEG_press.jpg?resize=700%2C400&ssl=1 2x"},"classes":[]},{"id":14126,"url":"https:\/\/www.biancoscuro.it\/site\/maurizio-coppolecchia-un-viaggio-nellanima-americana\/","url_meta":{"origin":9455,"position":2},"title":"Maurizio Coppolecchia | Un viaggio nell\u2019anima americana","author":"Redazione BIANCOSCURO","date":"25 Settembre 2022","format":false,"excerpt":"Ultimi giorni per poter visitare una interessantissima mostra di fotografia a Pavia, precisamente al Palazzo del Broletto, in pieno centro storico. 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