André Derain. Una grande retrospettiva a Mendrisio

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Derain a Chambourcy, davanti al dipinto Geneviève à la pomme, (in mostra) anni ‘50
Foto Archives Taillade, Parigi

Domenica 27 settembre al Museo d’arte di Mendrisio apre una grande retrospettiva dedicata a uno dei maestri della pittura francese del Novecento, André Derain, una delle grandi figure della rivoluzione artistica dell’inizio del XX secolo, amico di Picasso, Matisse, Braque, Giacometti.

Con Matisse e Picasso Derain ha formato la triade di artisti che ha completamente cambiato a livello mondiale l’arte del Novecento. Derain è stato a capo e ispiratore di molte delle maggiori correnti della pittura moderna e contemporanea. È stato l’erede dell’Impressionismo, l’iniziatore della pittura Fauve e uno dei padri del Cubismo, nonché il precursore del Ritorno al Classicismo.

Paysage de Provence, 1930 circa
olio su tela, 60 x 73 cm
Collezione privata
© 2020, ProLitteris, Zurich 

Nei primissimi anni del Novecento, una manciata di artisti cambiò completamente il modo di vedere l’arte. Tra i massimi innovatori ci furono Derain e Matisse, che trascorsero diversi anni a dipingere insieme i paesaggi di mare a Collioure, nel Sud della Francia.  I due diedero vita tra il 1905 e il 1910 a un movimento per il quale si coniò il termine Fauve, cioè il gruppo dei “Selvaggi”, a causa dei vivacissimi, infuocati colori che caratterizzavano le loro opere.

Anche Picasso nutrì grande ammirazione e stima per Derain, soprattutto all’inizio del secolo scorso. A partire dal 1910, per diversi anni, Derain e Picasso collaborarono e si studiarono reciprocamente. Si frequentarono molto e la loro amicizia durò fino agli anni Trenta. Fu Derain a introdurre Picasso nel mondo dell’arte africana e con Derain Picasso fece i primi passi verso il Cubismo. Entrambi furono amanti della mondanità, uomini di grande successo, celebrità delle arti del XX secolo. Ma se la fortuna di Picasso crebbe per tutto il secolo, quella di Derain ebbe un brusco, momentaneo declino dopo la seconda guerra mondiale, complice il mondo delle gallerie d’arte e del mercato.

L’Estaque, 1906
olio su tela, 38 x 55 cm
Musée des beaux-arts, La Chaux-de-Fonds, Collection René et Madeleine Junod
© 2020, ProLitteris, Zurich 

Il Cubismo, grande tendenza di cambiamento all’inizio del ‘900, ebbe origine da Georges Braque, oltre che da Derain e Picasso. Braque e Derain strinsero amicizia proprio verso il 1909 e per vari anni vissero l’uno vicino all’altro. Nel periodo in cui dipinsero insieme nel quartiere parigino della Ruche, Braque apprezzò molto il Primitivismo di Derain e quest’ultimo guardò molto al moderno classicismo di Braque. Dei suoi vecchi amici, Braque fu l’unico ad aiutare Derain nei momenti di difficoltà, subito dopo la seconda Guerra Mondiale.

Portrait d’Iturrino, 1914
olio su tela, 92 x 65 cm
Centre Pompidou, Parigi. Musée national d’art moderne-Centre de création industrielle, Donazione Geneviève Gallibert, 1970
© 2020, ProLitteris, Zurich 

Chi amò particolarmente l’opera di Derain fu Alberto Giacometti. Al grande artista svizzero piaceva in particolar modo la capacità di Derain di cambiare stile rifacendosi alla tradizione dell’arte antica. Derain rimase sempre legato alla pittura figurativail ritratto, il paesaggio, le nature morte – e trovò ispirazione dall’arte greca e romana, su su fino ai grandi maestri dell’Ottocento. Giacometti dedicò un lungo articolo alla sua straordinaria capacità di raccogliere idee da tutta la storia dell’arte, trasformandola in qualcosa di personale. Alla morte del maestro, fu Giacometti ad aiutare i famigliari a salvare decine di sculture di Derain.

Portrait de Geneviève en bleu, 1937-1938
olio su tela, 35 x 28 cm
Collezione privata
© 2020, ProLitteris, Zurich 

L’esposizione, realizzata grazie alla collaborazione degli Archivi André Derain e ai prestiti di alcuni prestigiosi musei francesi, curata da Simone Soldini, Francesco Poli e Barbara Paltenghi Malacrida, presenta 70 dipinti, 30 opere su carta, 20 sculture, 25 progetti per costumi e scene teatrali, illustrazioni di libri e alcune ceramiche che ripercorrono la creatività vulcanica e l’attività poliedrica di questo massimo protagonista dell’arte moderna. Un percorso che intende esplorare tutti i principali aspetti della ricerca di Derain, e in particolare contribuire a rimettere a fuoco e rivalorizzare le peculiari qualità della sua complessa e articolata produzione fra le due guerre e fino alla sua morte.

Geneviève à la pomme, 1937-1938
olio su tela, 92 x 73 cm
Collezione Geneviève Taillade
© 2020, ProLitteris, Zurich 

Un catalogo di circa 230 pagine, edito dal Museo d’arte Mendrisio, documenta con fotografie storiche e schede tutte le opere in mostra, introdotte dai contributi di studiosi e curatori e seguite dai consueti apparati riportanti una bibliografia scelta e una selezione delle esposizioni. Vengono inoltre pubblicati alcuni testi teorici esemplari dell’artista, tradotti per la prima volta in italiano.

La mostra rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2021.

www.museo.mendrisio.ch

La Clairière, ou le déjeuner sur l’herbe, 1938
olio su tela, 138 x 250 cm
Association des Amis du Petit Palais, Ginevra
© 2020, ProLitteris, Zurich