Antonio Ligabue | L’idea magica della pittura

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Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita la mostra “Antonio Ligabue – Una vita d’artista”, dedicata ad uno dei pittori più enigmatici del novecento. La vita di Ligabue è un vero e proprio romanzo, un’esistenza dominata da povertà, solitudine ed emarginazione, riscattata da uno sconfinato amore per la pittura.

Antonio Ligabue
Autoritratto, 1960, olio su tela, 100×80 cm. Collezione privata. Inv. 183

Nei grandi musei italiani Antonio Ligabue non è mai entrato. Eppure il riconoscimento del suo valore è stato unanime. Ma le convenzioni sono state più forti e la sua visione solitaria, diversa, anomala lo ha reso un’anima estranea alle finzioni dei conformisti, pronti a seguire le mode.

Vittorio Sgarbi – Presidente Fondazione Ferrara Arte

Nato nel 1899 a Zurigo, dopo un’infanzia ed un’adolescenza difficili, Ligabue viene espulso dalla Svizzera e giunge nel 1919 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. Nella cittadina della Bassa Padana la sua vita viene segnata da ostilità, incomprensioni e ricoveri negli ospedali psichiatrici. Però, per un breve periodo, avviene il cosiddetto “miracolo”: il pittore e scultore Mazzacurati, riesce a scorgere il talento di questo giovane artista e la sua fama prende il sopravvento, molti dei critici del momento si interessano a lui, i galleristi si occupano delle sue opere. In contemporanea inizia a vincere numerosi premi, a vendere moltissimi quadri e a girare documentari sulla sua vita.

La consacrazione del pittore a livello nazionale arriverà nel 1961 quando, grazie a Mazzacurati e a Vigorelli, ha la possibilità di esporre alcuni suoi dipinti presso la Galleria La Barcaccia di Roma. Morirà a Gualtieri il 27 maggio del 1965.

Antonio Ligabue
Volpe in fuga, 1948, olio su tavola di faesite, 67×95 cm. Collezione privata. Inv. 477

La retrospettiva di Palazzo dei Diamanti, aperta al pubblico fino al prossimo 5 aprile 2021 (sempre se le nuove misure ministeriali consentiranno la riapertura dei luoghi dell’arte) documenta l’intera carriera di Ligabue, offrendo l’opportunità di riscoprire tratti e colori di un artista che fa della pittura un vocabolario figurativo coinvolgente. L’esposizione si compone di circa cento opere, tra dipinti, sculture e disegni, alcuni mai esposti prima. La mostra è dedicata a Franco Maria Ricci, recentemente scomparso, un intellettuale di straordinaria sensibilità e intelligenza, editore colto e raffinato, grande collezionista d’arte e bibliofilo, ha sempre operato per divulgare la bellezza e la conoscenza del patrimonio culturale, contribuendo, tra l’altro, a promuovere e far conoscere l’arte di Ligabue.

Antonio Ligabue 
Cani da caccia con paesaggio, 1960, olio su tela, 50×70 cm. Collezione privata. Inv. 569

Nei lavori di Antonio Ligabue si evince una tecnica di stampo espressionista, con una grande attenzione per la reiterazione di elementi decorativi. Come si può notare osservando i suoi autoritratti, lo sguardo di Ligabue è spento, fermo su una condizione umana che lo catapulta in uno spazio vertiginoso e angosciante temendo la realtà che lo circonda. La sua vita fu una vera e propria odissea, un limbo di incomprensione e solitudine, marcata da una continua ed incessante malinconia che scaturisce in ogni suo aspetto.

Antonio Ligabue
Zingari, 1957, olio su compensato, 26,8×43,5 cm. Collezione privata. Inv. 909

Antonio Ligabue, nel tempo, ha perduto la speranza, lasciando che la bellezza di vivere si tramutasse in fuoco, che brucia e lentamente consuma, espresso però attraverso la tavolozza, i colori vibranti e il tempo, che imparziale ed inesorabile, lo ha accompagnato al suo fato, quello che accomuna tutti gli uomini, donandogli però ciò che si riserva ai grandi artisti: l’immortalità

Antonio Ligabue
Ritratto di donna, 1960, olio su tela, 100×70 cm. Collezione privata. Inv. 193.

INFO
Antonio Ligabue
Una vita d’artista
Palazzo dei Diamanti, Ferrara
31 ottobre 2020 - 05 aprile 2021

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INFO
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