Cellule di Walter Puppo

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Mostra personale di Walter Puppo

Il titolo già di per sé emblematico, lo spazio in cui espone ancora di più.

@courtesy of Mauro Mariani

Mi ritrovo seduta sul divano di una amica cara che rivedo con piacere, il giorno di inaugurazione, circondata letteralmente da cellule.

Cellule infinite che si moltiplicano e si replicano, sebbene statiche si librano in mondi a noi sconosciuti. Si perché le cellule di Walter richiamano alla mia mente immediatamente e senza possibilità di errore, una esistenza non terrena, più simile a qualcosa di trascendente che di veramente umano, quasi dei pianeti che ruotano su se stessi facendo giri immensi per poi arrivare ad un abbraccio globale quasi mistico, avvolgente. I colori sono determinanti nella scelta di dar vita a questi micro e macro cosmi, le forme sono tutte completamente differenti, proprio a voler lasciare un messaggio, per chi avrà la fortuna di osservarle: noi Cellule esistiamo, siamo complete, nel nostro essere siamo vita, futuro e forza. Si forza, non si scorge nell’opera di Walter alcun tipo di fragilità, né nel segno né nella forma, laddove la materia farebbe credere a qualche possibile cedimento è invece l’esatto contrario.

@courtesy of Mauro Mariani

Cellule sono fortemente salde non importa da quale mondo, pianeta, stella provengano sono li davanti ai miei occhi e non mi danno alternativa, se non prendere coscienza del fatto che esistono, vere, reali, indenni alla distruzione temporale, anche a quella della memoria. Si fanno avanti non con gentilezza, ma con la giusta prepotenza, di vita che sa di essere prima di tutto, poi di opera d’arte.

La poetica di Walter è proprio questa, pochi arzigogolamenti intorno all’idea di arte, contemporanea soprattutto. Nella sua vita le Cellule sono sempre esistite, dapprima su carta, poi facendo, un pò come accade nella vita di ciascuno di noi, una virata al suo lavoro di artista. Le Cellule sempre presenti, ma con la consapevolezza che, non importa il supporto, il colore, la dimensione, la forma, importante è la costante precisa ricorrente idea che esse siano poesia.

@courtesy of Mauro Mariani

Nelle Cellule di Walter scorgo un mondo onirico, fatto di microcosmi nei quali posso immaginare di fare e di muovermi come se fossero saldamente ancorate al mio corpo, scorgo tanta metafisica, questa idea di ogni dottrina filosofica che si presenti come scienza della realtà assoluta, che cerchi cioè di dare una spiegazione delle cause prime della realtà, prescindendo da qualsiasi dato dell’esperienza; vuole rappresentare ciò che è oltre l’apparenza fisica della realtà, al di là dell’esperienza dei sensi. Ecco che le Cellule di Puppo potrebbero benissimo inserirsi in quadri di autori come De Chirico e nessuno ne rimarrebbe sconvolto, anzi, sono la sintesi cromatica e materica della metafisica che tutti noi conosciamo.

Un altro aspetto che subito rende le Cellule attraenti è questa loro capacità di lasciarsi toccare, lo abbiamo detto, non respingono ti avvicinano, io ho personalmente toccato a più riprese ogni scultura, ogni installazione, e più la mia mano veniva in contatto con le opere, più sentivo la necessità di non allontanarmi. Le Cellule di Walter Puppo hanno questa potenza, ti attraggono come calamiti e non ti lasciano andare, non puoi distrarti, calamitano l’ attenzione, lo sguardo, tutto del tuo corpo, come se volessero, proprio perché vive, attirarti in questo loro mondo fatto di passato, di futuro, di forze primordiali, ataviche ma anche attuali e allo stesso tempo contemporanee. Una sorta di viaggio fatto con la macchina del tempo, ma comprendente il passato ed il futuro. Il passato di Walter, uomo isolano, con negli occhi e nel cuore la sabbia, il colore dell’acqua, con nelle orecchie il suono del libeccio, il sapore salmastro nella bocca e poi il futuro, decidere di muoversi da un’isola (Isola d’Elba) ad una città metropolitana (Milano) non deve essere facile, ci vuole coraggio, tanto coraggio e questa forza la si percepisce nelle sue Cellule, viaggianti, nomadi, oggi sono a Milano domani chissà. L’atmosfera creatasi dall’installazione e dallo spazio che le ospita esponendole è potente, i giochi di luce si alternano, i materiali come gli oli, gli acrilici, la grafite, la carta esplodono in tutta la loro bellezza, in tutto il loro magnetismo, un uso sapiente della materia che nonostante la forma data dall’autore all’origine è mutevole, cambia continuamente modificando la prospettiva di visione, il vuoto, non è più vuoto, il pieno viene assorbito e poi respinto in un gioco di alta geometria con l’intento di far si che le cellule siano percepite con mille sfumature differenti. 

particolare @courtesy of Mauro Mariani

Walter non prende in considerazione un aspetto affascinante come quello della scienza, ma inconsciamente lo fa ugualmente, le sue sculture chiamate Cellule, possono benissimo essere intese come delle nuvole, dei cosmi, dei pianeti e cosa non sono queste se non scienza? 

Finalmente una mostra dove non c’è la solita ripetizione cromatica, o la solita forma, ma una continua scoperta di colori, forme, supporti e materiali che, se pur ben conosciuti, ci lasciano sperare in un qualcosa di nuovo che possa ancora avvenire.

Cellule di Walter Puppo è una mostra onirica, simbolista, che permette di lasciare a chi la guarda di immaginare, di sognare, una mostra foriera di luoghi, profumi, sensazioni che ciascuno di noi porta dentro di sé e per questo altamente contemporanea.

@courtesy of Mauro Mariani

Lo spazio che ospita Walter Puppo è l’atelier studio dell’artista Natsuko Toyofuku, che a sua volta crea delle sculture gioiello; quale location storica migliore visto che il papà di Natsuko, (Natsu) è stato un importantissimo scultore in Milano. La bellezza dell’arte è proprio questa, le contaminazioni tra artisti, importantissime e imprescindibili, dalle quali poter attingere come linfa per alimentarsi. 

La mostra Cellule di Walter Puppo a cura di Luca Sartini è visibile presso lo spazio atelier Natsuko Toyofuku in Corso Como, 9 a Milano fino al 21 febbraio 2020 dal martedi a sabato dalle ore 10,30 alle 19,30.