Cinema: Quando l’arte e la storia sono protagoniste

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Tanti i film consigliati su: pittori, artisti e opere d’arte


Il cinema, l’arte delle immagini in movimento, quell’ illusione ottica formata da 24 fotogrammi al secondo, “la completa evoluzione di tutte le arti”, come disse il grande regista giapponese Akira Kurosawa, “dell’arte della fotografia, che era stata a sua volta l’evoluzione della pittura, che a sua volta deriva dall’architettura”, ha sempre affascinato e ispirato il mondo degli artisti, che, a partire dalla nascita della “settima arte”, e sempre più frequentemente nel corso del XX secolo, si sono avvicinati al mondo cinematografico per coglierne l’essenza caratterizzante e rielaborarne le influenze. Viceversa i cineoperatori hanno subito il fascino della storia dell’arte, in particolar modo quella contemporanea, portando sul set la biografia dei grandi artisti o rielaborando, attraverso il filtro particolare del video, le suggestioni provenienti dalle loro opere. D’esempio, la maniacale ricercatezza di Kubrik manifestata dall’inserimento di continui riferimenti artistici.

Parallelismi tra arte e cinema possono essere evocati tra situazioni narrate e opere citate o rimandare a temi collegati a determinate opere. Diversi i film consigliati a proposito: da Moulin Rouge, il più recente del 2001 diretto da Baz Luhrmann con Nicole Kidman, che anche nella versione degli anni 50 di John Houston, che racconta la vita racconta la vita del pittore francese Henri Toulouse-Lautrec inevitabilmente intrecciata a quella dello storico locale parigino.

Numerose le biografie di pittori riprese da registi cinematografici come quella di Vincent Van Gogh del 1956, proposta da Vincente Minelli, con Kirk Douglas nel ruolo di Van Gogh ed Anthony Quinn nei panni di Gauguin: Brama di vivere si aggiudicò un Oscar e un Golden Globe.

Al più recente “Van Gogh sulla soglia dell’ eternità” del 2018, del regista e pittore Julian Schnabel, lo stesso che nel 1996, dirige la biografia di Jean Michel Basquiat, graffitaro di origine haitiana da parte di padre, nato e cresciuto a New York. Diventato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano.

Alle pellicole più leggere dove le opere d’arte entrano a gamba tesa come elementi fondanti la narrazione cinematografica, è il caso di Mr. Bean impiegato della National Gallery di Londra o a “Monnalisa Smile” magistralmente interpretato da Julia Roberts, insegnante d’arte che cerca di convolgere le sue studentesse nel decifrare il mistero del “sorriso della Gioconda”, spingendole a “guardare oltre”, sempre nella vita.

Per continuare con il più famoso Il Codice da Vinci (2005), dove, tutto parte dal museo del Louvre, attraversa Parigi e giunge Londra, alla ricerca del Santo Graal attraverso la decodifica di messaggi nascosti nei dipinti di Leonardo: la Gioconda, la Vergine delle Rocce e l’Ultima Cena di Gesù.

Tra gli italiani è Tornatore con il suo: La migliore offerta (2012), l’esempio più recente del legame, ricco e duraturo, fra cinema e pittura dove quest’ultima si fa metafora della vita.

Trai film d’animazione hanno dato il loro contributo alla conoscenza della cultura artistica: Mr. Peabody & Sherman, il viaggio nel tempo e nei luoghi che hanno fatto la storia, di un cane e un bambino, che dovranno aiutare Leonardo da Vinci ad ultimare la Gioconda.

Coco, dove il piccolo Miguel, giunto nella “terra delle anime” incontra anche quella di Frida Kahlo, intenta ad organizzare uno spettacolo.

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