Critica d’arte. Esce il terzo numero della storica rivista

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Viene pubblicato in questi giorni il terzo numero della nuova serie di «Critica d’Arte», una delle riviste di storia dell’arte più longeve d’Italia, creata nel 1935 da Carlo Ludovico Ragghianti con Ranuccio Bianchi Bandinelli.

La rivista è stata acquisita dalla Fondazione Ragghianti, che la pubblica in coedizione con l’Editoriale Le Lettere. Fedele alla linea indicata da Ragghianti, la rivista accoglie contributi di storia dell’arte dalla preistoria fino al contemporaneo, di storia della critica d’arte, architettura, design, museologia e restauro, in due formati: per la sezione “Saggi” testi lunghi e di ampio respiro; per la sezione “Note” articoli brevi per puntuali precisazioni o messe a fuoco di tipo filologico. La rivista inoltre accoglie, nella sezione “Osservatorio”, interventi su temi di politica e attualità culturale, universitaria, tutela del patrimonio, mentre la sezione “Biblioteca” è dedicata a recensioni di libri e cataloghi.

Nel terzo numero si consolida la programmatica apertura disciplinare, che va dall’arte altomedievale (con il saggio sui “reliquiari a borsa” di Silvia Borelli) a quella iper-contemporanea, con un contributo in inglese della studiosa slovena Polona Tratnik, che affronta un tema estremamente nuovo e ancora quasi sconosciuto in Italia, ossia quello dell’arte biotecnologica, una notevole scoperta per i lettori. Di grande interesse, fra gli altri, è anche il saggio di Niccolò D’Agati, che ha scoperto, sulla base di una ricerca condotta anche su fonti iconografiche d’epoca, che due celeberrimi dipinti futuristi di Carlo Carrà, Simultaneità e Ritmi d’oggetti, furono prima eseguiti e poi rielaborati successivamente, in accordo con il progredire della ricerca dell’artista, il che porta a novità significative nella conoscenza e nella datazione di questi due capolavori. Si segnala anche, nella sezione “Osservatorio”, l’interessante e utile rassegna degli studi su Leonardo usciti nel 2019 (anno del cinquecentesimo anniversario della sua morte), stilata con competenza e acume da Edoardo Villata. Di importanza notevole è anche, nella sezione delle “Note”, il contributo di Gigetta Dalli Regoli, che prende in esame un episodio trascurato dalla critica, cioè la presenza a Pisa di Botticelli nel 1474, quando fu invitato dall’Opera del Duomo per realizzare alcuni affreschi (poi non eseguiti) nel Camposanto. Rilevanti, infine, i contributi di Antonino Caleca su “Quarantena e patrimonio culturale” e l’intervento di Paolo Bolpagni sull’attualità della figura di Carlo Ludovico Ragghianti.

Per info www.lelettere.it