Luca Pignatelli. Senza Data

Il Museo Stefano Bardini di Firenze, in collaborazione con Galleria Poggiali, presenta la mostra di Luca Pignatelli. A cura di Sergio Risaliti

Dopo le grandi retrospettive di John Currin e Glenn Brown, le sale del Museo Bardini ospiteranno Senza Data, mostra personale di Luca Pignatelli (Milano, 1962).

“Il museo Bardini è uno dei luoghi culturali che l’amministrazione intende valorizzare – afferma il Sindaco di Firenze, Dario Nardella –, spazio eletto negli ultimi anni a grandi retrospettive come quelle di Currin e Brown. È quindi un piacere ritrovare proprio qui le opere di Luca Pignatelli, che già nel 2015 aveva esposto a Firenze, con una riflessione sul tempo e con grande sperimentazione di materiali, accanto a un allestimento originale pensato proprio per le sale del museo. Valorizzazione dell’antico e del presente con la commistione del contemporaneo e del futuro, ecco una delle nostre principali linee guida che vuole condurre Firenze e i suoi luoghi storici, artistici e culturali appieno nel terzo millennio”

Stefano Bardini Museum

A distanza di poco più di tre anni da “Migranti”, la sua personale nella Sala del Camino della Galleria degli Uffizi, Luca Pignatelli torna a Firenze per un altro evento espositivo che testimonia il ripetuto attraversamento del tempo storico compiuto dalla sua arte in senso inverso rispetto a quanti citano il passato con accademica nostalgia. Nelle sale del Bardini saranno esposti una serie di lavori su telone ferroviario, legno, carta e lamiera, assieme a grandi dipinti realizzati su tappeti persiani di inizio novecento. Queste ultime produzione dell’artista saranno coerentemente associati alla vasta e rilevante collezione di tappeti del Museo stesso dal ‘400 ad oggi, compreso un manufatto tessile di oltre sette metri utilizzato in occasione della visita di Hitler a Firenze nel 1938. Una nuova serie di lavori su carta verranno altresì esposti  con un allestimento site-specific che coinvolgerà le cornici e gli arredi presenti nella collezione del Museo. 

“La mia ricerca degli ultimi anni – dice Pignatelli – è un ripensare che cos’è il tempo rispetto all’immagine, ai quadri. Io credo che oggi sia importante collocare l’immagine al centro di una riflessione sulla memoria e il museo Bardini è un simbolo nel mondo di cosa significhi una raccolta capace di rappresentare una stratificazione di tempi ma anche di culture. Con questa mostra vorrei rispondere alla domanda: cosa sta di fronte a un’immagine? Per me si tratta di un tempo plurale, un montaggio di temporaneità, sfalsate e quindi differenti”.

Persepoli, 2018, tecnica mista su tappeto persiano, cm 345 x 232
Persepoli, 2018, tecnica mista su tappeto persiano, cm 356 x 266

“Con le opere di Luca Pignatelli – afferma il direttore artistico del Museo Novecento, Sergio Risaliti –accade che tempo storico e tempo dell’arte risorgono allo sguardo come tempo presente, una stratificazione di memorie che lasciano emergere un sentimento di eternità incolmabile che tuttavia si riproduce ogni volta con l’apparizione-appropriazione di forme e proporzioni classiche: una statua intera, un busto, un’architettura, un frammento Il Museo Bardini è il luogo ideale per questo tipo di rivelazione che è esperienza di bellezza e di temporalità allo stesso tempo, nello stesso momento. E questa mostra è anche un passo avanti nella ridefinizione dell’identità e funzione del Museo Novecento, dislocato oltre la sua sede originale”.

Afrodite, 2018, tecnica mista su carta, cm 31×43
Eroe, 2018, tecnica mista su carta, cm 31×43

Nei dipinti di Pignatelli, le ‘teste’ di età greca o romana hanno spesse volte gli occhi chiusi, sono introverse, lasciano tutto in sospeso, facendoci avvertire solo l’eco di emozioni grandiose, immense, di qualcosa di infinito e senza tempo. Evocare la classicità, anche quella del modernismo, può significare per Pignatelli alludere a qualcosa di incommensurabile, fare spazio a un desiderio di grandezza e di vastità che ha qualcosa di sublime. Riconosciamo in tutto questo sentire, rivivere, un’esperienza neo-romantica della nostalgia che viene drammatizzata dall’uso di supporti poveri o industriali, carichi anch’essi di memoria, per una dialettica tra segni e materiali che non può essere ridotta a mera suggestione linguistica o cinica citazione. Un sentimento di ammirazione e nostalgia per la classicità e il modernismo con le sue illusione e le sue tragedie che non è tanto si rivolge verso la monumentalità per citarne la forma retorica ma vive di un desiderio di bellezza che la memoria rivela al soggetto contemporaneo quando sappia ritrovare il tempo della contemplazione attiva.

Luca Pignatelli 
Senza Data
a cura di Sergio Risaliti

Museo Stefano Bardini
in collaborazione con
Galleria poggiali 
 
Inaugurazione venerdì 25 gennaio ore 18-21
26 gennaio - 25 marzo 2019

Museo Stefano Bardini 
Via dei Renai, 37 - Firenze
Stefano Bardini Museum

Luca Pignatelli. Senza Data 
curated by Sergio Risaliti
Present by Stefano Bardini Museum in collaboration with Galleria Poggiali

After John Currin’s and Glenn Brown’s monographic retrospectives, the Bardini Museum in Florence will host Senza DataLuca Pignatelli’s (Milan, 1962) personal exhibition curated by Sergio Risaliti. The event – from January 26 to March 25 –, patronized by the City of Florence, coordinated by MUS.E in collaboration with Poggiali Gallery in Florence, launches a new course of exhibitions scientifically conceived by the Museo Novecento and realized in the outdoor spaces of Santa Maria Novella square.


“Bardini Museum is one of the cultural sites that the administration intends to promote – says the Mayor of Florence, Dario Nardella –, a space chosen in recent years for great retrospectives such as John Currin’s and Glenn Brown’s. Therefore, it’s a pleasure to find here again Luca Pignatelli’s works, already exhibited in Florence in 2015, with a reflection on time and a great experimentation on materials, together with an original set-up specifically conceived for the halls of the museum.

Stefano Bardini Museum

The enhancement of the antique and present heritage, mixed with the Contemporary and the Future, is one of the main guidelines to lead Florence and its historical, artistic and cultural sites fully into the new century”.
“My research of these past years – the Artist affirms – is about rethinking what time is compared to the image, to paintings. I believe that today it’s important to locate the image at the center of a reflection on memory and Bardini Museum is a symbol of this attitude, of a collection capable of representing a juxtaposition of ages and cultures. Through this exhibition I’d like to answer to a question: what stands in front of an image? To me, it’s a plurality of times, an assembly of misaligned and different temporalities”.

Persepoli, 2017, tecnica mista su tappeto persiano, cm 396 x 313

“Through Luca Pignatelli’s paintings – says Sergio Risaliti, Artistic Director of Museo Novecento in Florence – historical Time and that of art rise again in the present, a stratification of memories from which the sense of immense eternity emerges, and that, nonetheless, repeats itself through the appearance-appropriation of classical forms and proportions – a whole statue, a bust, an architecture, a fragment: Bardini Museum is the ideal place for this kind of revelation, which is also an experience of beauty and temporality in the same moment. This exhibition is also a step forward to redefine the identity and the function of Museo Novecento outside of its original location”.

In Pignatelli’s paintings, the “heads” of Greek or Roman age frequently have their eyes closed, are introverted and communicate a sense of unfinished, letting us feel the echo of great and immense emotions, of something infinite and timeless. For Pignatelli evoking classicism, even the one of modernism, may signify to suggest something immeasurable, to make space for a desire of greatness and vastness, sublime in itself. In all these feelings, we relive a neo-romantic experience of nostalgia, dramatized by the use of poor or industrial supports, charged with memory, a dialect of marks and materials, non-reducible to a mere linguistic suggestion or a cynical citation.
Even for the exhibition “Senza Data”, similarly to the previous solo of Currin and Brown, Luca Pignatelli’s artworks will be in close relation to the Bardini Museum’s art collections, renowned globally for the peculiar mise-en-scene of the antiquities once owned by the great Florentine merchant and collector Stefano Bardini between the end of the Nineteenth Century and the beginning of the Twentieth.

Luca Pignatelli 
Senza Data
curated by Sergio Risaliti

Stefano Bardini Museum
in collaboration with
Galleria Poggiali
 
Opening Friday 25 January, 6 - 9 PM 
26 January - 25 March 2019
 
Stefano Bardini Museum
Via dei Renai, 37 - Florence