L’undicesimo comandamento di Mustafa Sabbagh

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«Uno schizofrenico non dimentica. Uno schizofrenico accumula»

Nasce sulla base di un’aforisma, da lui stesso coniato, il progetto espositivo concepito per la prima mostra antologica di Mustafa Sabbagh: una tappa importante per rendere omaggio al percorso di un artista – schizofrenico come ogni visionario che si rispetti – e per fare il punto su una carriera nata nella fotografia e maturata nella schizoide molteplicità dei linguaggi dell’arte contemporanea più ricca di senso, e di sensi. La collettiva di un unico artista, mai uguale a se stesso pur nella sua riconoscibilissima cifra, accumulatore seriale di urgenze sociali filtrate attraverso l’oscurità di un inconscio, la raffinatezza di una mente e la sapienza di un gesto, restituite sotto forma di arte – perché la rivoluzione, nelle stesse parole di Sabbagh, va condotta in smoking.

Mustafa Sabbagh, XI comandamento, ZAC

Mustafa Sabbagh, XI Comandamento: Non dimenticare – ZAC, Palermo – dal 21.05 al 17.07.2016

Fotografia, ma anche videoarte ed installazioni site-specific invaderanno un avamposto del contemporaneo quale, con sempre più forza, è divenuto lo ZAC Zisa Zona Arti Contemporanee di Palermo, grazie all’operato di un’Amministrazione illuminata facente capo al suo sindaco Leoluca Orlando e all’assessore alla cultura Andrea Cusumano (uomo estraneo ai contorsionismi politici, ma splendidamente e consapevolmente immerso in quelli artistici).

Regina José Galindo, Hermann Nitsch, Letizia Battaglia e – a partire dal prossimo 21 maggio e fino al 17 luglio – Mustafa Sabbagh è il poker d’assi che Palermo ha finora schierato per uno spazio espositivo pronto ad accogliere, nel 2018, la dodicesima Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea MANIFESTA; l’invito rivolto a Sabbagh conferma così, da parte dell’Amministrazione, il forte e coerente impegno a costruire una programmazione culturale attenta ai diritti della persona ed alle grandi sfide dell’inizio di questo millennio, riportando in prima linea domande tuttora irrisolte dell’umanità attraverso grandi nomi mondiali dell’arte contemporanea.

Nelle parole del sindaco Orlando:

«La città di Palermo accoglie Mustafa Sabbagh a ZAC, riconoscendo in lui un comune codice genetico: quello di un funambolo che, non dimenticando il rischio della caduta, vuole imparare a volare – e farlo attraverso il linguaggio a lui più congeniale, l’arte. Oggi più che mai abbiamo bisogno di ricollegare le nostre radici alle ali. Tenere ferma la consapevolezza della nostra storia, delle nostre tradizioni e della nostra cultura, pur coltivando l’ambizione a volare attraverso l’accoglienza ed il coraggio di scegliere la propria identità, atto supremo di libertà».

Consapevolezza e attitudine al rischio, sulla linea immaginaria di una corda tesa dalla lettera d’amore di Jean Genet per il suo Funambolo alle parole del Primo Cittadino di Palermo, percorse, passo dopo passo, nella vertigine dell’altitudine, da un artista che non si è mai sottratto alle prese di posizione – a partire dal titolo scelto non solo per la sua antologica – di cui firma anche la curatela – ma anche per la monografia che verrà presentata la sera stessa dell’inaugurazione, costellata da interventi critici di grandi firme del panorama artistico nazionale ed internazionale: XI comandamento: non dimenticare. Monito che, nel titolo del testo critico di Marina Dacci presente nel volume, muta forma – ma non sostanza – in XI comandamento: prendere il rischio, atto necessario quando ci si pone a viso aperto di fronte alla memoria.

Mustafa Sabbagh, Chat Room

Mustafa Sabbagh, Chat Room, 2014 – veduta della video-installazione, dimensioni ambientali

Un comandamento laico è un dovere umano; il dovere cui più profondamente si attiene l’uomo e l’artista Mustafa Sabbagh, ravvisabile in ogni tappa progettuale del suo percorso così come in ogni sua singola opera – delle quali ZAC sarà catartico Vaso di Pandora – è quello della celebrazione dell’uomo nella sua sacra imperfezione, chiave di lettura di una diversità che è sinonimo di ricchezza, di non-omologazione, unica reale risorsa di cui un’umanità spesso inconsapevole è in possesso, consapevole com’è della sua mistificante smania per l’uniforme.

In mostra nel grande spazio di archeologia industriale non solo Onore al Nero, serie fotografica che lo ha reso celebre nel mondo, Memorie LiquideAbout Skin, l’installazione video Chat Room e quella multimediale Das Unheimliche, ma anche interi progetti inediti come quello fotografico di Candido e quello video di Anthro-pop-gonia, quelli installativi di Made in Italy(c) – Handle with care (prossimo alla presentazione ufficiale, il 2 giugno, nella collezione permanente di arte contemporanea del MAXXI – Roma), di Dark Room e di 09.2015: 3944, macro-opera installativa appositamente concepita per Palermo.

E per Palermo, per rimarcarne l’anima profondamente intrisa di arte e contaminazione, è concepita la triangolazione con le prestigiose gallerie FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea e RizzutoGallery, realtà siciliane internazionalmente apprezzate per la loro riconoscibilissima ricerca – differente nella semantica artistica, comune nella qualità propositiva. All’interno di esse saranno esposte, come sinapsi connettivali da scoprire nell’articolato sistema nervoso della città, altre due opere inedite dell’artista, pensate in relazione alle specificità dello spazio espositivo che le accoglie.

Mustafa Sabbagh, Candido, 2016 - stampa fine art su dibond, 100x130 cm

Mustafa Sabbagh, Candido, 2016 – stampa fine art su dibond, 100×130 cm

Accumulare per non dimenticare – come in una tavola dipinta di Hieronymus Bosch, filmata di Matthew Barney, ed immortalata di Mustafa Sabbagh. Un’antologica a Palermo per lasciarsi invadere dalla potenza espressiva di una tempesta quieta, di un giardino di cemento. Autistici per difendere noi da noi, schizofrenici perché il punto di vista da accogliere non debba mai essere soltanto uno, pena la sudditanza mentale, anche quando riguarda l’opera di un solo artista, proteiforme come la Verità.


 

XI COMANDAMENTO: NON DIMENTICARE

mostra antologica di MUSTAFA SABBAGH

DAL 21 MAGGIO AL 17 LUGLIO 2016

INAUGURAZIONE: SABATO 21 MAGGIO, ORE 18.30

 

ZAC Zisa Zona Arti Contemporanee

Cantieri Culturali alla Zisa, via Paolo Gili, 4, Palermo

dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 18.30

telefono: 091 8431605 | email: museispaziespositivi@comune.palermo.it

ufficio stampa: press@mustafasabbagh.com

 

libro d’autore: Mustafa Sabbagh. XI comandamento: non dimenticare

edizione limitata in 601 copie + 40 collector’s edition con opera inedita firmata, in tiratura esclusiva di 40

copertina rigida, 344 pp., 173 illustrazioni, codice isbn #978 88 98120 86 4

realizzazione: Tipografia Altedo | progetto grafico: Aspirine.co.uk

casa editrice: Danilo Montanari Editore

coordinamento editoriale: Fabiola Triolo

testi critici di [in ordine alfabetico]: Marcello Carriero, Andrea Cusumano, Marina Dacci, Fabio De Chirico, Antonio Mancinelli, Leoluca Orlando, Giulia Pedace, Antonella Purpura, Davide Sarchioni, Fabiola Triolo, Peter Weiermair

 

mostra realizzata con il supporto e la collaborazione di:

Comune di Palermo – Assessorato alla Cultura

Dirigenza Area Musei e Spazi Espositivi del Comune di Palermo

Centro Studi Storici e Umanistici della Città del Sole [Cosenza]

FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea [Palermo]

Rizzuto Gallery [Palermo]

Accademia di Belle Arti di Palermo

Kontatto [Bologna]

Tipografia Altedo [Bologna]

One of Those – tracks for humans [Parma]

RPH – Rufus Photo Hub [Brescia]

 

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