BIANCOSCURO, l’editoriale di ottobre-novembre 2020

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Banksy, famoso e controverso street artist, basa il suo operato sulla feroce critica alle ingiustizie e alle contraddizioni del sistema economico e politico. L’artista misterioso (anche se i riconoscimenti si sprecano e ci sono forti sospetti che possa essere Robert Naja dei Massive Attack), ha recentemente perso i diritti sul suo lavoro più iconico: “The Flower Thrower” (il lanciatore di fiori), murale che mostra un manifestante che lancia un mazzo di fiori, apparso per la prima volta a Gerusalemme nel 2003

Tutto è nato da una disputa tra Full Color Black (azienda che produce biglietti di auguri) e lo street artist di Bristol. La sentenza ha dichiarato che il suo “marchio” non è valido e Banksy dovrà anche pagare anche i costi legali sostenuti da Full Color Black. Il ricorso dovrà essere presentato entro due mesi, staremo a vedere cosa accadrà, se continuerà la disputa, e soprattutto se questa causa in tribunale si rivolterà contro di lui davvero. Dico questo perchè, come sapete, mi piace verificare i fatti. Ho quindi visitato il sito di Full Color Black: un bel sito di eCommerce, semplice e funzionale, che sotto alcuni aspetti mi ricorda molto lo shop online temporaneo di Banksy, il Gross Domestic Product (Prodotto Interno Lordo). Sul sito di FCB possiamo sfogliare un enorme catalogo di biglietti del writers, riprodotti su carta e acquistabili. Ho visitato anche le pagine social di FCB e ho notato che promuovono solo notizie su Banksy, mentre non si fanno molti accenni a quello che dovrebbe essere il loro core business, ovvero i biglietti di Auguri. Ognuno è libero di impostare il proprio marketing come vuole, ma la cosa mi ha insospettito. Magari mi sbaglio, ma conoscendo Banksy ed i suoi colpi di scena, un collegamento non mi sorprenderebbe…

“Nella migliore delle ipotesi, tutto il lavoro registrato nel portafoglio di Banksy è a rischio”, dice l’avvocato. Se da un lato farebbe perdere entrate all’artista, dall’altra porterebbe ad un’enorme viralità dei suoi murales, e di conseguenza i suoi messaggi sarebbero riprodotti ovunque. Una cosa è certa, l’interesse mediatico di questa diattriba (vera o finta che sia) è enorme, e se fosse una nuova geniale trovata di Banksy?

Prima di salutarvi, vi devo svelare un segreto: la maggioranza degli italiani vede BANKSY e legge BANSKI o BASKI, la pronuncia corretta è Benksi (la “K” viene prima della “S”), e so che per noi italiani è strano, ma facciamo uno sforzo e chiamiamolo con il suo nome.

Buona lettura.

Vincenzo Chetta Direttore Biancoscuro

Vincenzo Chetta
Direttore
BIANCOSCURO Art Magazine


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