Frida Kahlo al MUDEC di Milano

Anni di ricerche e capolavori inediti per andare “Oltre il mito”

Dal 1 febbraio al 3 giugno 2018, Milano ospita, al Museo delle Culture, l’evento espositivo “Frida Kahlo. Oltre il mito”, progetto frutto di sei anni di studi e ricerche, che si propone l’ambizioso obiettivo di offrire a critica e spettatori una nuova chiave di lettura dell’emblematica opera della più celebre e acclamata artista messicana del XX secolo.
La mostra raccoglie, in un’unica sede, per la prima vota nel nostro Paese, tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, e, grazie ai preziosi prestiti di alcuni autorevoli musei internazionali, alcuni capolavori mai visti, prima d’ora, in Italia.

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón nasce il 6 luglio 1907 a Coyoacánm Messico. È la figlia di Wilhelm Kahlo, uomo semplice, amante della letteratura e della musica, pittore emigrato in Messico dall’Ungheria. Pur essendo di limitate risorse economiche, dopo aver esercitato vari mestieri, diventa un fotografo di talento e, probabilmente, nel tempo condizionerà la figlia nell’assumere, come preponderanti nella sua opera, alcuni modi di inquadrare l’immagine di sorprendente pregnanza espressiva. Wilhelm Kahlo si sposa nel 1898 con Matilde Calderon y Gonzales, da cui ha quattro figli, di cui Frieda è indubbiamente la più vivace. L’artista, da adulta, cambierà il nome datole dai genitori, discendente dalla parola “fried”, che significa “pace”, in Frida, per contestare la politica nazista della Germania.

Frida Kahlo – La colonna spezzata 1944 – olio su tela.
Dim SC: 39.8×30.5 cm. Museo Dolores Olmedo –  © Foto Erik Meza / Xavier Otaola © Archivo Museo Dolores Olmedo © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México. D.F. by SIAE 2017

Pur essendo affetta, dalla nascita, da spina bifida, manifesta, fin dall’adolescenza, un eccezionale talento artistico ed uno spirito indipendente e passionale, insofferente di ogni convenzione.  Rimane vittima, nel 1925, di un drammatico incidente in autobus, a causa del quale riporta la frattura del bacino; le conseguenze di questo incidente condizionano la sua salute per tutta la vita, ma non attenuano affatto la sua tempra: continua ad essere ribelle, anticonformista e straordinariamente vivace. Proprio nel periodo di recupero fisico, dal suo letto a baldacchino regalatole dai genitori, con uno specchio sul soffitto in cui potersi vedere, inizia la celebre serie degli autoritratti. Riprende a camminare, ma i dolori causati dall’incidente condizioneranno tutta la sua esistenza.

Nella volontà di procurare alla propria produzione artistica un attendibile giudizio critico, porta i suoi dipinti a Diego Rivera, famoso pittore murale dell’epoca. Rivera prende la giovane artista sotto la sua ala protettrice e, in breve tempo, i due si innamorano. Si sposano nel 1929; si delinea un matrimonio travagliato, fatto di numerosi tradimenti, da parte di entrambi, a cui si alternano abbandoni e riavvicinamenti. Le alterne e drammatiche vicende biografiche dell’artista condizionano, da sempre, inesorabilmente, il giudizio critico nei confronti sua produzione artistica: troppo frequentemente, le pubblicazioni su Frida Kahlo si sono limitate ad analizzare i traumi familiari, la storia d’amore con Diego Rivera, l’afflizione di non aver avuto figli e la lotta, mai vinta, contro la sofferenza fisica.

La mostra al MUDEC intende andare ben oltre la visione semplicistica della relazione tra la vita e l’opera dell’artista messicana, dimostrando che è necessario spingersi al di là dei limiti frammentari della lettura delle sue vicissitudini personali: l’appuntamento milanese si propone di dimostrare come Frida Kahlo possa, finalmente, essere interpretata sulla base dei documenti inediti svelati nel 2007 dall’archivio ritrovato a Casa Azul (dimora dell’artista a Città del Messico) e da altri archivi che, per questa straordinaria occasione, hanno offerto materiali sorprendenti e rivoluzionari. A ribadire il valore del patrimonio artistico presente, in questa circostanza, al MUDEC, è importante sottolineare quanto affermato dal curatore della mostra, Diego Sileo: “Sebbene sia certo che Frida […] utilizzasse, spesso, simboli ed emblemi facilmente leggibili […], in realtà le sue pitture sono molto distanti dall’essere trasparenti e univoche; doppi significati, ambiguità, referenze incrociate, giochi di intelletto, strategie di ibridazione: queste sono alcune delle sorprese che ci vengono rivelate”.

Frida Kahlo – Diego nella mia mente –  1943, olio su masonite. Dim. SC: 76×61 cm, Dim CC: 97x81x8 cm. 
The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation © Gerardo Suter © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México. D.F. by SIAE 2017

INFO
FRIDA KAHLO
Oltre il mito
1 febbraio – 3 giugno 2018
MUDEC, Milano

Lunedì 14.30 19.30 
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
Giovedì e sabato 9.30-22.30

www.mudec.it