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La Biennale di Venezia 56ª Edizione curata da Okwui Enwezor

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Aprirà al pubblico da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2015, ai Giardini della Biennale e all’Arsenale, la 56ª Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo “All the World’s Futures”, diretta da Okwui Enwezor e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. La vernice avrà luogo nei giorni 6, 7 e 8 maggio, la cerimonia di premiazione e di inaugurazione si svolgerà sabato 9 maggio 2015.

La Mostra sarà affiancata da 89 partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia.

Il Padiglione Italia in Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la PaBAAC – Direzione Generale per il paesaggio, le Belle Arti, l’architettura e l’arte contemporanee – sarà curato quest’anno da Vincenzo Trione.

La Mostra Internazionale 

La Mostra “All the World’s Futures” formerà un unico percorso espositivo che si articolerà dal Padiglione Centrale (Giardini) all’Arsenale, includendo 136 artisti dei quali 89 presenti per la prima volta, provenienti da 53 Paesi del mondo.

«La Biennale che compie 120 anni procede, e anno dopo anno continua a costruire anche la propria storia, che è fatta di molti ricordi, ma in particolare di un lungo susseguirsi di diversi punti di osservazione del fenomeno della creazione artistica nel contemporaneo

Okwui Enwezor, Curatore della 56ª Esposizione Internazionale d’Arte All The World’s Futures Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia - Photo Giorgio Zucchiatti, Courtesy la Biennale di Venezia
Okwui Enwezor, Curatore della 56ª Esposizione Internazionale d’Arte All The World’s Futures Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia – Photo Giorgio Zucchiatti, Courtesy la Biennale di Venezia

Così Paolo Baratta introduce l’edizione di quest’anno, ricordando che: «Bice Curiger ci portò il tema della percezione e Massimiliano Gioni fu interessato al fenomeno della creazione artistica dall’interno, alle forze interiori che spingono l’artista a creare. Oggi il mondo ci appare attraversato da gravi fratture e lacerazioni, da forti asimmetrie e da incertezze sulle prospettive. Nonostante i colossali progressi nelle conoscenze e nelle tecnologie, viviamo una sorta di “age of anxiety”. E la Biennale torna a osservare il rapporto tra l’arte e lo sviluppo della realtà umana, sociale, politica, nell’incalzare delle forze e dei fenomeni esterni. Si vuole quindi indagare in che modo le tensioni del mondo esterno sollecitano le sensibilità, le energie vitali ed espressive degli artisti, i loro desideri, i moti dell’animo (il loro inner song). La Biennale ha chiamato Okwui Enwezor – spiega Baratta – anche per la sua particolare sensibilità a questi aspetti.

Curiger, Gioni, Enwezor: quasi una trilogia – sintetizza il Presidente – tre capitoli di una ricerca della Biennale di Venezia sui riferimenti utili per formulare giudizi estetici sull’arte contemporanea, questione ‘critica’ dopo la fine delle avanguardie e dell’arte ‘“non arte”.

Okwui non pretende di dare giudizi o esprimere una predizione, ma vuole convocare le arti e gli artisti da tutte le parti del mondo e da diverse discipline: un Parlamento delle Forme. Una mostra globale dove noi possiamo interrogare, o quanto meno ascoltare gli artisti provenienti da 53 paesi, e molti da varie aree geografiche che ci ostiniamo a chiamare periferiche. Questo ci aiuterà anche ad aggiornarci sulla geografia e sui percorsi degli artisti di oggi, materia questa che sarà oggetto di un progetto speciale: quello relativo ai curricula degli artisti operanti nel mondo. Un Parlamento dunque per una Biennale di varia e intensa vitalità.»

Barthélémy Toguo, The New World Climax, 2000–2014. Installation with wooden stamps, tables, ink prints on paper. Courtesy Stevenson, Cape Town and Johannesburg; Bandjoun Station Cameroun. Photo Mario Todeschini
Barthélémy Toguo, The New World Climax, 2000–2014. Installation with wooden stamps, tables, ink prints on paper. Courtesy Stevenson, Cape Town and Johannesburg; Bandjoun Station Cameroun. Photo Mario Todeschini

Okwui Enwezor spiega il suo progetto “All the World’s Futures” così:

«Nel 1974 la Biennale di Venezia, a seguito di un’importante riforma dell’istituzione e di una revisione dello Statuto e delle proprie direttive, lanciò un progetto ambizioso senza precedenti, un piano quadriennale di eventi e attività. Una parte dei programmi del 1974 fu dedicata al Cile; la Biennale si espose quindi attivamente con un gesto di solidarietà verso quel paese nel periodo immediatamente seguente il violento colpo di stato con cui, nel 1973, il governo di Salvador Allende era stato rovesciato dal generale Augusto Pinochet. Gli eventi  della Biennale Arte del 1974, che coinvolsero artisti di ambiti diversi (arti visive, cinema, musica, teatro, danza, performance) furono dislocati in tutta la città di Venezia. Questo capitolo significativo che ha modificato la storia della Biennale è oggi quasi dimenticato.

Quel programma di eventi dedicato al Cile e contro il fascismo incide la nostra recente memoria come una tra le più esplicite prese di posizione con cui un’esposizione della statura della Biennale d’Arte abbia non solo reagito, ma abbia anche coraggiosamente tentato di condividere il proprio palcoscenico storico con il contesto politico e sociale contemporaneo. È superfluo osservare che, nell’inquietudine dell’attuale scenario internazionale, gli eventi della Biennale del 1974 sono stati una fonte d’ispirazione per la mostra di quest’anno. […] Il cardine di “All the World’s Futures” rimane un corpus assai ampio di nuove opere commissionate specificamente agli artisti per la 56ª Biennale Arte, una selezione senza precedenti di progetti qui esposti per la prima volta, l’Esposizione dedicherà particolare attenzione anche a una rassegna di prospettive storiche realizzate da artisti viventi e non. Queste rassegne, organizzate in forma di piccole antologie, spaziano da una serie di neon testuali (realizzata da Bruce Nauman tra il 1972 e l’inizio degli anni ’80) a un atlante della filmografia di Harun Farocki che comprende complessivamente 87 film. 

La Biennale d’Arte presenterà inoltre le opere di alcune figure magistrali, tra le quali ricordiamo il fotografo Walker Evans, con un set completo tratto dall’edizione originale di “Let Us Now Praise Famous Men”, il cineasta Sergej Ejzenstejn, l’artista multimediale Chris Marker, l’installation artist Isa Genzken, lo scultore-compositore Terry Adkins,  l’autore-regista Alexander Kluge, l’installation artist Hans Haacke, l’artista concettuale Teresa Burga, il performance artist Fabio Mauri, lo scultore Melvin Edwards, la pittrice Marlene Dumas, l’artista-attivista Inji Efflatoun, il land artist Robert Smithson, la pittrice Emily Kngwereye, il regista Ousmane Sembène, lo scultore Ricardo Brey, l’artista concettuale Adrian Piper, e altri pittori come Tetsuya Ishida e Georg Baselitz. Questa raccolta di pratiche artistiche provenienti da Africa, Asia, Australia, Europa, Nord e Sudamerica costituisce la ricerca di nuove connessioni nell’impegno con cui gli artisti indagano la condizione umana, o esplorano idee specifiche e aree di produzione all’interno della loro opera.»

Robert Smithson, Dead Tree, 1969, reconstructed 2015. Tree, mirrors, dimensions variable
Robert Smithson, Dead Tree, 1969, reconstructed 2015. Tree, mirrors, dimensions variable

Alla “Biennale” nel corso degli ultimi anni è stata data una crescente importanza all’attività formativa, sviluppando un forte impegno nelle attività “educational”, negli ultimi due anni sono stati complessivamente 87.902 i soggetti coinvolti di cui 58.588 i giovani partecipanti alle attività educational, tale attività è prevista anche per il 2015 ed è rivolta a singoli e gruppi di studenti delle scuole di ogni ordine e grado, delle università e delle accademie d’arte, professionisti, aziende, esperti, appassionati e famiglie. Le iniziative mirano a coinvolgere attivamente i partecipanti suddividendosi in percorsi guidati, visite di approfondimento e itinerari tematici.

Le iniziative “educational” della Biennale di Venezia sono realizzate anche grazie al sostegno della Camera di Commercio di Venezia e di Giotto (storico marchio di FILA), Colore Ufficiale dell’attività “educational” della 56ª Esposizione Internazionale d’Arte.

Infine è previsto anche per la 56ª edizione, il progetto “Biennale Sessions” che la Biennale dedica alle istituzioni operanti nel campo delle Arti, Università e Accademie di Belle Arti.

L’obiettivo è quello di offrire visite organizzate, per gruppi di almeno 50 tra studenti e docenti, con la possibilità di organizzare seminari in luoghi di mostra gratuitamente, con vitto a prezzo di favore e assistenza all’organizzazione del viaggio e soggiorno.

Il progetto “Biennale Sessions” ha già ottenuto concrete manifestazioni di interesse da oltre 50 università provenienti da 21 paesi.

Biennale Sessions” e “Biennale Educational sono l’esempio da seguire per un mondo dell’Arte aperto ai giovani e ai giovanissimi.

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INFO
la Biennale di Venezia (Arsenale e Giardini) 
dal 9 maggio al 22 novembre 2015
Orario: 10.00 - 18.00
Orario: 10.00 – 20.00 per le esposizioni presso
l’Arsenale il venerdì e sabato fino al 26 settembre
Chiuso il lunedì, escluso lunedì 11 maggio,
lunedì 1 giugno e lunedì 16 novembre 2015
Prenotazioni  e visite guidate, gruppi, scuole 
dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.30
T. +39 041 5218 828   F. +39 041 5218 732
promozione@labiennale.org  -  www.labiennale.org

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