A modo mio. Nespolo tra arte, cinema e teatro

Prosegue con successo fino all’8 aprile 2018 al Centro Saint-Bénin di Aosta la mostra A modo mio. Nespolo tra arte, cinema e teatro, dedicata all’esperienza interdisciplinare dell’artista piemontese. L’esposizione, organizzata dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta, è curata dal critico Alberto Fiz in collaborazione con il filosofo Maurizio Ferraris.

In questo periodo è ancora possibile conoscere l’eclettico universo di Ugo Nespolo, attraverso le oltre 80 opere esposte tra dipinti, disegni, maquettes per il teatro, sculture, tappeti, fotografie e manifesti realizzati dal 1967 sino a oggi in un percorso spettacolare e coinvolgente, ideato per gli spazi dell’ex chiesa sconsacrata. Tra le tante curiosità, non manca nemmeno la BMW K1 del 1993 e uno Skiff Olimpico Black Fin lungo otto metri (una barca da canottaggio), mai esposto prima d’ora, che si modifica attraverso il segno nomadico dell’artista.

Dall’arte al cinema, dai cartoon televisivi alla logica matematica sino al teatro, le opere, disposte in base a tracciati tematici, creano una costellazione all’interno del Centro Saint-Bénin da cui emerge la versatilità di uno dei più originali e trasgressivi interpreti della scena contemporanea italiana che ha ripercorso stili e stilemi “a modo suo”, senza mai lasciarsi imbrigliare dalle convenzioni.

Nella mostra uno spazio specifico è dedicato alle differenti forme d’indagine audiovisiva partendo dal cinema sperimentale e dai cortometraggi degli anni sessanta dove compaiono tra i protagonisti Lucio Fontana, Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Enrico Baj, per giungere sino a Yo Yo, la serie di cartoni animati in 52 episodi realizzata nel 2016 per Rai Yo Yo che ha vinto il primo premio nella sezione Series Preschool a Cartoons on the Bay in occasione della 21° edizione del Festival Internazionale dell’Animazione 2017.

Con uno slogan futurista si potrebbe dire che ad Aosta l’arte invade la vita – afferma Alberto Fiz – Nespolo, come Fregoli, appare sempre se stesso nei suoi infiniti travestimenti e nei suoi ricorrenti camouflages linguistici e metalinguistici dove tutto è troppo serio per non essere preso con ironia.” Basti pensare al bozzetto in mostra della scultura di sette metri con la scritta Lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare ispirata a un verso del poeta Dino Campana.

Il catalogo della mostra, in italiano e francese, con la pubblicazione di tutte le opere esposte, è edito da Magonza. Insieme ai saggi di Maurizio Ferraris, Alberto Fiz, Daria Jorioz e a un’intervista di Nespolo con Pietro Bellasi, contiene una serie di scritti dell’artista e testimonianze, tra gli altri, di Enrico Baj, Renato Barilli, Gillo Dorfles, Danilo Eccher, Pierre Restany, Gianni Rondolino, Francesco Poli e Tommaso Trini.

 

Ugo Nespolo
Ugo Nespolo, nato a Mosso (Biella), si é diplomato all’Accademia di Belle Arti di Torino ed è laureato in lettere moderne. I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli
anni sessanta e sono caratterizzati da un’intensa ricerca sperimentale che, muovendosi nell’ambito della pop art e delle soluzioni neo-dada, s’incentrano sul rapporto ludico tra
arte e immagine. Alla fine degli anni sessanta è tra gli artisti della Galleria Schwarz di Milano che annovera, fra gli altri, Duchamp, Picabia, Schwitters, Arman e Baj. Da
Schwarz, nel 1968, viene organizzata una mostra personale presentata da Pierre Restany “Macchine e oggetti condizionali” che si pone in relazione con il nascente movimento
dell’arte povera. Baj, Fontana, Pistoletto, Boetti e Merz sono tra gli interpreti dei suoi film.
Con Enrico Baj, Nespolo frequenta a Parigi Man Ray il quale gli consegna la sceneggiatura per un film, Le porte girevoli che Nespolo realizzerà nel 1982.
In Francia, sin dalla fine degli anni sessanta, frequenta Ben Vautier con il quale è protagonista di celebri performance.

Antesignano del postmoderno, i soggetti pittorici di Nespolo, derivati dai miti e dagli stereotipi della civiltà dei consumi, così come dalla storia dell’arte, vengono scomposti e ricomposti in accattivanti puzzle dalle tinte vivaci o combinati, con numeri e lettere, in caleidoscopici intarsi, attraverso una raffinata tecnica artigianale che esprime il suo inequivocabile segno. Nespolo rilegge trasversalmente la cultura, gli stili e i generi nelle diverse componenti espressive senza rinunciare all’uso dei materiali più diversi (ebano, plastiche, ricami, argento, tessuti). Accanto a citazioni futuriste, le sue opere rappresentano interni, scorci di città, musei o immagini giocose desunte dal repertorio iconografico proprio dei fumetti o dell’universo infantile. Grandi collage dipinti su carta da spolvero divengono, talvolta, studi per più vaste composizioni in legno.
Ha collaborato con molte aziende tra le quali Fiat, Renault, Ducati, Piaggio, Ferrari, Swatch, Campari, Kraft, e ha realizzato celebri campagne pubblicitarie. Ricca anche l’esperienza nel campo architettonico e sociale. Autore di una serie di videosigle per la Rai tra cui Cacao Meravigliao (1987) per Indietro tutta!, la popolare trasmissione di Renzo Arbore e di cartoon come la serie animata Yo Yo (2016), Nespolo ha creato scene e costumi per opere teatrali, disegni per tessuti e arazzi, manifesti pubblicitari e ceramiche dipinte. E’ attualmente la più “alta autorità” patafisica italiana. Ha fondato con Baj l’Istituto Patafisico Ticinese e si onora di avere il proprio diploma firmato da Raymond Queneau che aveva apprezzato un piccolo libro di logica formale scritto da Nespolo e stampato da Schwarz nel 1968. Ha esposto in gallerie e musei in Italia e all’estero realizzando numerosi progetti pubblici tra cui le vetrofanie per le stazione della Metropoltina di Torino dove ripercorre la storia della città. Dal 2011 al 2014 è stato presidente del Museo del Cinema di Torino.

 


INFO
A modo mio. Nespolo tra arte, cinema e teatro
Centro Saint-Bénin - Aosta 
20 Ottobre 2017 - 8 Aprile 2018
orari 10:00 - 13:00 /  14:00 - 18:00
www.regione.vda.it