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L’arte di rendere visibile l’invisibile: Claudia Virginia VitariA

⏰ lettura 3 min.

Ha preso il via a Roma la seconda fase della residenza artistica promossa da Angelo Azzurro Onlus in collaborazione con la Galleria Raffaella De Chirico. Un progetto dove il “fare insieme” trasforma la fragilità adolescenziale in un’opera aperta.

Come si dà forma a un’identità in bilico? Come si racconta la marginalità senza cadere nella trappola della spettacolarizzazione del dolore? È da questi interrogativi urgenti che riparte il percorso romano di Claudia Virginia Vitari, artista visiva da anni impegnata nell’indagine del rapporto tra individuo e istituzioni totali.

Dopo i primi semi gettati nel 2025, prende ufficialmente il via la seconda Residenza artistica di Vitari presso il Centro Diurno Terapeutico per l’Età Adolescenziale Gnosis “INFORMARE”. Un’iniziativa dal forte impatto sociale e culturale, promossa da A-HEAD Project (costola artistica di Angelo Azzurro Onlus presieduta da Stefania Calapai) in stretta collaborazione con la Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea e l’équipe clinica della struttura.

Il lavoro di Claudia Virginia Vitari si è sempre mosso nei luoghi marginali della società: carceri, ospedali psichiatrici, centri per richiedenti asilo. Anche in questo caso, la residenza non è una calata dall’alto, ma un’immersione orizzontale. L’artista torna nel Centro Diurno per consolidare la relazione con i ragazzi, gli operatori e i referenti clinici (la Dott.ssa Laura Di Felice e il Dott. Bruno Pinkus), attivando laboratori di disegno, pittura e stampa serigrafica. In questo ecosistema, l’arte sospende il giudizio. Diventa uno strumento di inclusione e co-creazione, dove la teoria critica si mescola alla testimonianza diretta.

Le narrazioni e le esperienze raccolte durante i laboratori non restano confinate nelle stanze del Centro, ma diventano la linfa vitale di una nuova produzione scultorea e installativa. I vissuti dei ragazzi confluiranno in moduli realizzati in vetro, carta di riso e ferro. La scelta dei materiali è squisitamente metaforica: la trasparenza e la stratificazione riflettono un’identità complessa, fragile e mai univoca. Attraverso la tecnica della serigrafia, l’artista imprimerà su queste superfici traslucide testi, ritratti e segni grafici. «Il mio obiettivo non è documentare la sofferenza, ma creare un coro di voci che possa ampliare la consapevolezza dello spettatore», spiega Vitari. «L’arte può essere uno spazio in cui si apre la possibilità di una comprensione più profonda della società in cui viviamo».

Il processo culminerà prossimamente in una grande mostra a Roma. I nuovi lavori, nati dal confronto con gli adolescenti del Centro Gnosis, dialogheranno con alcuni moduli del celebre ciclo Le Città Invisibili (già esposti a Torino e Barcellona). Sarà l’occasione per offrire al pubblico una riflessione tangibile sull’autodeterminazione e sull’istituzionalizzazione, confermando la missione di A-HEAD Project: utilizzare la creatività e la bellezza come motori generatori di sanità e consapevolezza collettiva.


Progetto: Seconda Residenza Artistica presso Centro Diurno Gnosis “INFORMARE” Artista: Claudia Virginia Vitari Promosso da: A-HEAD Project – Angelo Azzurro ONLUS In collaborazione con: Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea e Gnosis Cooperativa Sociale Onlus

I Protagonisti:

  • Claudia Virginia Vitari: Artista torinese di base a Berlino, specializzata nell’analisi artistica delle istituzioni totali. Le sue installazioni multimediali restituiscono voce a comunità ai margini (carceri, centri di salute mentale, migranti). Rappresentata dalla Galleria Raffaella De Chirico.
  • A-HEAD Project: Nato nel 2017 per volere della famiglia Calapai (Angelo Azzurro ONLUS), mira a combattere lo stigma dei disturbi mentali sostenendo l’arte contemporanea. I ricavati finanziano progetti riabilitativi attraverso lo sviluppo di capacità creative e lavorative.
  • Galleria Raffaella De Chirico: Fondata a Torino nel 2011 e dal 2021 attiva a Milano (Brera). Si distingue per un programma focalizzato sul minimalismo concettuale, la fotografia sociale e la costante ricerca di un dialogo “then/now” tra artisti storicizzati e nuove generazioni.

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