L’eredità di Luca Alinari
Filippo Alinari ci guida alla scoperta dell’Archivio dedicato al padre
Luca Alinari è stato senza dubbio uno dei protagonisti più originali, visionari e intellettualmente raffinati del secondo Novecento italiano. La sua pittura – un caleidoscopio di paesaggi interiori, creature fiabesche e cromie squillanti – ha incantato per decenni collezionisti e critica. Eppure, dietro la superficie onirica delle sue tele, pulsava l’anima di un uomo dalla profonda sensibilità filosofica, capace di riversare nel colore le proprie inquietudini e le proprie trasformazioni.

Oggi, a tutelare, certificare e storicizzare oltre mezzo secolo di instancabile ricerca artistica, c’è l’Archivio Alinari. Alla guida di questa fondamentale istituzione troviamo il figlio Filippo, coadiuvato dall’esperienza di Cristiano Ragni, con un obiettivo tanto ambizioso quanto ormai prossimo al traguardo: la pubblicazione del primo, attesissimo Catalogo Generale entro il prossimo anno.
Ma l’Archivio, in questo caso, non è soltanto un freddo presidio filologico. È il punto d’arrivo di un percorso umano, intimo e complesso. Per Filippo Alinari, lo studio del padre è stato prima un magico parco giochi infantile, poi un luogo da cui prendere le fisiologiche distanze durante l’adolescenza, e infine il fulcro di un doloroso (ma necessario) riavvicinamento negli anni della malattia dell’artista. È proprio attraverso questa riappropriazione fisica ed emotiva degli spazi, dei pennelli e della tecnica paterna che Filippo ha trovato la chiave per decodificare non solo l’opera, ma l’uomo stesso. In questa intervista esclusiva, indaghiamo le sfide di un imponente lavoro di catalogazione, scoprendo come l’odore dei colori e la memoria tattile di un figlio siano diventati oggi i migliori strumenti per difendere l’autenticità e l’immortalità dell’arte di Luca Alinari.
Vincenzo Chetta: Buongiorno Filippo, mi fa molto piacere fare la tua conoscenza e poter così indagare il lavoro del Maestro Luca Alinari ed il tuo, che curi e valorizzi il suo nome.
Filippo Alinari: Buongiorno a te Vincenzo e grazie del tempo dedicato. Anche a me fa molto piacere fare la tua conoscenza e poter parlare con i lettori di BIANCOSCURO.
V.C.: Filippo, l’Archivio Alinari, sotto la tua direzione e con il prezioso supporto di Cristiano Ragni, si appresta ad un traguardo storico: la pubblicazione del Catalogo Generale a coronamento di oltre cinquant’anni di carriera di tuo padre. Quali sono le sfide curatoriali e metodologiche più complesse nell’organizzare e storicizzare un corpus di opere così vasto e articolato, in vista dell’uscita prevista tra un anno?
F.A.: Dunque, l’Archivio si basa oggi su una vera e propria équipe: oltre a Cristiano, c’è suo figlio Matteo e un caro amico di...
CONTINUA SU BIANCOSCURO #75
disponibile in cartaceo e digitale
