BIANCOSCURO, l’editoriale di giugno-luglio ’19

Tempo di lettura: 2 min.
Banksy a Venezia. Ph. Courtesy Banksy www.banksy.co.uk
Banksy a Venezia.
Ph. Courtesy Banksy www.banksy.co.uk

Guarda il video di BANKSY a Venezia
https://youtu.be/C2YRRS5aBRw

Se giugno si preannuncia molto intenso per BIANCOSCURO, grazie alla partecipazione ad Art Basel (13-16 giugno a Basilea), maggio è stato un mese molto “ricco” per l’arte in generale. Da Christie’s a New York si è svolto l’ultimo episodio Game of Thrones per l’arte: il “coniglio” di Jeff Koons è stato venduto a 91,1 milioni di dollari, il “Re del kitsch” dopo una lunga battaglia a suon di rilanci e martelletti ha ripreso lo scettro ed è ritornato ad essere l’artista vivente più costoso al mondo. Già Re nel 2013 (Balloon Dog è stato venduto a 58,4 milioni), si è visto detronizzare nel 2018 da David Hockney (Portrait of an Artist “Pool with Two Figures” ha raggiunto i 90,3 milioni), ma il suo regno è durato meno di 6 mesi (GOT insegna, le guerre per il trono non finiscono mai…). Come non finiranno mai le critiche per l’unica vera biennale dell’Arte, sempre nell’occhio del ciclone, oggetto di ogni tipo di polemica e critica sia sui social che sulle testate giornalistiche: l’evento artistico più famoso al mondo è attaccato da più fronti, per lo più da frustrati e retrogradi (aprire la mente, invece che la bocca, potrebbe essere una valida mossa verso l’evoluzione personale). La Biennale è superiore a tutti questi attacchi, ha le spalle larghe, soprattutto dopo 58 edizioni, è l’evento d’arte più longevo. Ha saputo sfruttare il suo clamore mediatico, senza però denigrare gli artisti presenti, uno degli artisti più famosi al mondo (ma al tempo stesso il più “sconosciuto”): sto parlando di BANKSY, intervenuto a sorpresa a Venezia. Prima con un murales vicino a Campo Santa Margherita, dove ha dipinto un piccolo migrante in piedi, mentre regge una torcia che emette una nuvola di fumo rosso, e poi con una performance in piena regola: una bancarella abusiva (già in passato a New York aveva allestito bancarelle di questo tipo) con piccoli quadri che, come un puzzle, compongono l’immagine di una grande nave, in perfetto “vedutismo veneziano”, che irrompe in città. L’artista ha reso noti solo dopo su Instagram questi due interventi, con le parole: “Setting out my stall at the Venice Biennale. Despite being the largest and most prestigious art event in the world, for some reason I’ve never been invited” (Sto preparando la mia bancarella alla Biennale di Venezia. Nonostante sia il più grande e prestigioso evento artistico del mondo, per qualche motivo non sono mai stato invitato).
Il problema delle grandi navi è un problema vivo per la laguna, ma alla fine chi viene allontanato da Venezia, è solo lui.
Buona lettura

Vincenzo Chetta Direttore Biancoscuro

Vincenzo Chetta
Direttore
BIANCOSCURO Art Magazine