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Catalografia di mariangeles blanco

⏰ lettura 2 min.

Aperta dal 14 al 17 Maggio 2026

Inaugurazione: Giovedì 14 maggio alle 17:30

Da venerdì a domenica dalle 15 alle 19

Chiasso Perduto – Via de’ Coverelli 4R – 50125 Firenze

La ricerca di Mariangeles Blanco, artista argentina multidisciplinare, si propone come un archivio della memoria, non nel senso tradizionale, ma come un sistema sensibile costruito a partire da oggetti provenienti dall’ambito domestico e da momenti di convivialità. Si tratta di ornamenti che, nella loro apparente discrezione, sono stati testimoni silenziosi di vite, relazioni e gesti quotidiani, di luoghi che forse non esistono più.

Gli oggetti agiscono come dispositivi di attivazione della memoria personale. Non fissano una narrazione unica del passato, ma aprono la possibilità a molteplici letture, spostando l’idea di una storia chiusa e immobile verso un campo più poroso, dove ricordare implica anche reinterpretare.

Il gesto di Mariangeles si colloca proprio in questa tensione tra il preservare ciò a cui l’oggetto ha assistito e, allo stesso tempo, il recuperare la presenza di coloro che vi sono stati legati. Le sue riproduzioni, spesso realizzate attraverso un disegno minuzioso, introducono un cortocircuito con il presente: in un contesto in cui la riproduzione può essere immediata grazie alla tecnologia, il disegno diventa un atto di resistenza, si trasforma in un gesto di restituzione, un modo per onorare ciò che è stato vissuto e aprirlo a nuove interpretazioni; avvicinandosi a quanto afferma Sigfried Zielinski: “Il passato è, in gran parte, ciò che ne facciamo, come lo interpretiamo e lo definiamo. Quando guardiamo al futuro, vogliamo un futuro aperto, vogliamo che sia pieno di possibilità, di opzioni, di potenzialità, ma non permettiamo che il passato sia lo stesso.”

Questo archivio al Chiasso Perduto propone una nuova catalogazione, altre forme di narrare le storie che si articolano come una mappa affettiva, frammentaria e aperta. I disegni, le ceramiche e le installazioni finiscono per generare continui spostamenti della memoria, fra l’oggetto, la riproduzione, la reinterpretazione e la lettura altrui, trasformandosi così in un archivio vivo, che rende possibili nuove forme di relazione con il passato e con il presente.

A cura di Francesca Morozzi & Sandra Miranda Pattin

https://www.mariangelesblanco.com

https://www.instagram.com/chiassoperduto

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