
Dal 27 febbraio, lo spazio ibrido di PROSA_contemporanea accoglie la nuova personale dell’artista calabrese. Dieci opere recenti in cui il segno oscilla tra figurazione, cancellazione e precarietà esistenziale.
Cosa significa quando un’immagine “non quadra”? È un difetto di forma o l’esatta rappresentazione della nostra contemporaneità? Attorno a questo interrogativo visivo e linguistico ruota QUADRA, la nuova mostra personale di Leonardo D’Amico, che inaugura venerdì 27 febbraio 2026 (ore 18.30) negli spazi di PROSA_contemporanea a Roma.
Curata da Alberto Dambruoso e Rosanna Rago, l’esposizione raccoglie un nucleo compatto di dieci opere realizzate tra il 2023 e il 2025. Il titolo stesso è un calembour che agisce su più livelli: rimanda al perimetro geometrico della tela, al “quadro” come oggetto fisico, ma soprattutto all’espressione idiomatica italiana dell’interrogazione critica (“mi quadra / non mi quadra”).
Come sottolinea la curatrice Rosanna Rago, la pittura di D’Amico non cerca di rassicurare lo spettatore chiudendo le immagini in un ordine prestabilito. Al contrario, ne espone le tensioni e le incongruenze. Il “non quadrare” diventa un dispositivo generativo. L’artista gioca abilmente con la prossemica: la percezione visiva cambia radicalmente a seconda della distanza da cui si osserva l’opera. Si crea così un’alternanza tra tele sature, in cui macchie scure divorano lo spazio (volti, mani, simboli identitari), e lavori aperti, dominati da vuoti e sospensioni, in un perenne bipolarismo tra compressione e isolamento.
Al centro della ricerca di D’Amico c’è il “segno”, inteso in tutte le sue declinazioni. Alberto Dambruoso, nel suo testo critico La vita nella pittura, evidenzia come questo segno si faccia a volte archetipo (una sedia, una testa, una città appena abbozzate), a volte pura astrazione, agendo come un «sismografo che registra i battiti della natura». È un tratto spesso tremulo, incerto, dal sapore espressionista, che riflette la fragilità del momento vissuto. Ma è anche un segno che si fa parola e, subito dopo, negazione. La “cancellazione”, pratica ricorrente nelle tele di D’Amico, diventa una metafora potentissima della società odierna: il tentativo estetico e vitale di eliminare il superfluo per trattenere solo ciò che conta davvero, in un mondo dominato da precarietà e provvisorietà.
A ospitare questo denso percorso pittorico è PROSA_contemporanea, progetto espositivo di PROSA_studiolab (ideato da Valeria Palermo, Amelia Roccatelli e Stefano Salvi). Nato dal recupero affascinante di un’ex pasticceria nel quartiere, lo spazio è oggi un hub fluido che unisce studio di architettura, coworking e galleria d’arte, indagando il confine sottile e fecondo tra arte e design.

INFO
LEONARDO D'AMICO | QUADRA
A cura di: Alberto Dambruoso e Rosanna Rago
PROSA_contemporanea
Via Marin Sanudo 24 - Roma
Inaugurazione:
Venerdì 27 febbraio 2026, ore 18.30 Date: Dal 27 febbraio al 27 marzo 2026
Orari di apertura:
Dal lunedì al venerdì: 16.00 – 19.30
Sabato: su appuntamento Ingresso: Libero
Contatti:
Email: prosa.studiolab@gmail.com
Instagram: @prosa_studiolab | @prosa_contemporanea