
Dal 10 aprile, la galleria PROSA_contemporanea accoglie l’estetica rarefatta dell’artista giapponese. Tra installazioni ambientali in lana e seta, acquerelli e la ritualità della danza Butoh, una riflessione sul vuoto e sulle connessioni invisibili.
C’è un’arte che non si limita a occupare lo spazio, ma lo ridisegna, lo svela, lo smaterializza. È l’operazione poetica e spaziale che Uemon Ikeda porta avanti da decenni e che, a partire da venerdì 10 aprile 2026, trasformerà gli ambienti romani di PROSA_contemporanea con la mostra personale Metamorfosi intangibile.
Curato da Alberto Dambruoso e patrocinato dall’Istituto di Cultura Giapponese e dalla Fondazione Italia Giappone, il progetto si inserisce nel più ampio orizzonte delle celebrazioni per il 160º Anniversario del Trattato di Amicizia tra i due Paesi. Ikeda, nato a Kobe ma romano d’adozione fin dagli anni Settanta, incarna perfettamente questa sintesi culturale, fondendo il rigore concettuale occidentale con la profonda nozione orientale di “vuoto” inteso come matrice generativa.
Fulcro dell’esposizione è una grande installazione site-specific, realizzata in collaborazione con l’artista Ximena Robles. Un sottile ma persistente filo rosso, composto di lana e seta, attraverserà e sezionerà lo spazio della galleria. Non un semplice confine fisico, ma un dispositivo percettivo con cui il pubblico è chiamato a interagire. Come evidenzia il curatore Dambruoso, le installazioni aeree di Ikeda mettono in comunicazione l’interno con l’esterno, generando «una poetica degli opposti in cui si incontrano il visibile e l’invisibile, il pieno e il vuoto». A fare da contrappunto a questo intervento tridimensionale, l’artista presenta una raffinata serie di acquerelli su carta, dove il segno grafico oscilla liberamente tra figurazione, astrazione e scrittura, testimoniando la poliedricità di un autore che da sempre sfugge alle catalogazioni rigide.
La spazialità creata da Ikeda non è pensata per restare inerte. La sera dell’inaugurazione, l’installazione prenderà letteralmente vita grazie a una performance di danza Butoh eseguita da Flavio Arcangeli, performer di grande esperienza e allievo del maestro Masaki Iwana. Nata nel Giappone post-bellico degli anni Cinquanta — in un clima di radicale ridefinizione estetica affiancato da movimenti come il gruppo Gutai — la danza Butoh è per definizione una “danza metamorfica”, volta a liberare gli impulsi fisici e mentali più profondi. Il dialogo tra i movimenti sincopati e viscerali di Arcangeli e la geometria sospesa del filo di Ikeda restituirà esattamente il senso del titolo della mostra: una trasformazione immateriale, un’energia che non si può afferrare ma che costringe lo spettatore a ricostruire idealmente il proprio rapporto con lo spazio.
SCHEDA INFORMATIVA Titolo mostra: Uemon Ikeda. Metamorfosi intangibile A cura di: Alberto Dambruoso Performance: Flavio Arcangeli (Danza Butoh) Sede espositiva: PROSA_contemporanea Indirizzo: Via Marin Sanudo 24, Roma Inaugurazione: Venerdì 10 aprile 2026, ore 18:30 Orario Performance Butoh: Ore 19:30 del giorno di apertura Apertura al pubblico: Dal 10 al 30 aprile 2026 Orari di visita: Dal lunedì al venerdì: dalle 16:00 alle 18:30 Sabato: su appuntamento Ingresso: Libero Patrocini istituzionali: Istituto di Cultura Giapponese (The Japan Foundation) e Fondazione Italia Giappone. Collaborazioni e Sponsor: In collaborazione con Studio Marta Bianchi InEvoluzione. Sponsor tecnico: Beelegal Società Benefit di Servizi a r.l. Contatti Galleria: Email: prosa.studiolab [chiocciola] gmail.com Instagram: prosa_studiolab / prosa_contemporanea
