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Jörg Grünert – Frammenti e Visioni tra Design e Arte | tra Arte e Design

⏰ lettura 5 min.

Jörg Grünert
Frammenti e Visioni
tra Design e Arte | tra Arte e Design

A cura di Angelo Bucci
Con i testi di Maurizio Coccia, Antonio Gasbarrini e Antonio Zimarino

Inaugurazione 24 luglio 2026 ore 18.00
ARROCCO Student&Hotel

Viale Papa Giovanni XXIII, 11/13 – L’Aquila

Fino al 2 agosto 2026

Venerdì 24 luglio 2026 alle ore 18.00 inaugura, presso gli spazi di ARROCCO Student&Hotel a L’Aquila la mostra Frammenti e Visioni tra Design e Arte | tra Arte e Design di Jörg Grünert, a cura di Angelo Bucci, con i testi di Maurizio Coccia, Antonio Gasbarrini e Antonio Zimarino

Frammenti e Visioni propone una riflessione critica sul rapporto tra Arte e Design nel contesto contemporaneo, a partire dal loro storico intreccio teorico e operativo. L’esposizione si propone come luogo di confronto critico e di elaborazione collettiva, invitando a ripensare il ruolo culturale, etico e progettuale di Arte e Design nel nostro tempo e a interrogarsi sulla loro possibile funzione nel costruire nuove forme di responsabilità verso il futuro.

Allestita nello spazio ipogeo dell’Arrocco, nuovo edificio in fase di completamento a L’Aquila, la mostra assume una dimensione simbolica esplicita: il livello sotterraneo diventa metafora di un ritorno ai fondamenti, un luogo in cui riattivare questioni strutturali. Qui, le sculture polimateriche di Jörg Grünert strutturano percorsi attraversabili, configurandosi come nodi spaziali e concettuali. Accanto a esse, una selezione di oggetti di design contemporaneo dialoga con altre opere dell’artista – quadri, sculture e acquerelli -, costruendo relazioni di affinità, tensione e discontinuità.

Come scrive, infatti, il curatore: «Dalle esperienze fondative della Deutscher Werkbund e della Bauhaus, che individuarono nella cultura materiale un dispositivo capace di generare nuovi modelli per la vita quotidiana, fino alle successive elaborazioni teoriche sul progetto come pratica culturale, Arte e Design sono stati intesi come strumenti di costruzione simbolica del mondo. In questa prospettiva, essi non producono semplicemente oggetti o opere ma configurano visioni. A partire dagli anni Ottanta, la logica neoliberista ha progressivamente orientato entrambe le discipline verso paradigmi di mercato sempre più pervasivi, trasformando il progetto e l’opera da strumenti di emancipazione culturale e sociale a beni simbolici o finanziari. In questo scenario, la mostra si configura come spazio di interrogazione critica: è ancora possibile leggere Arte e Design come testi culturali capaci di incidere sul presente e di orientare il futuro?»

Dai testi critici di Maurizio Coccia, Antonio Gasbarrini e Antonio Zimarino vengono alla luce gli elementi principali delle riflessioni che il progetto propone. 

Antonio Zimarino: «I lavori scultorei di JörgGrünert hanno una caratteristica costante: essendo modellati dall’interno del limite della forma, il senso dell’oggetto parte dallo svelamento del suo spazio interno. La scoperta del possibile e dell’immaginabile simbolico dentro qualcosa di reietto e abbandonato nella sua povera semplicità, trasforma completamente la percezione dell’oggetto. Lo sguardo sulla materia resta sempre introspettivo: entra in essa e deve indugiare per percorrere anfratti e snodi che si aprono. Siamo costantemente di fronte a incroci, tra materie opposte, tra spazi, vuoti e pieni, tra forme organiche o logiche che si manifestano scavando, aprendo, ferendo gli oggetti. Nei lavori di Jorg, nel concept stesso della mostra, l’incrocio si evidenzia come segno di congiunzione, di relazione, di movimento, non certo di stasi e definizione. È simbolo dinamico di processi: è archetipo della transizione, della trasformazione, dell’intersezione, dell’attraversamento, del cambiamento che è presente potenzialmente dentro la struttura di ogni cosa.»

Antonio Gasbarrini: «In pochi altri artisti, la teatralizzante vocazione performativa del proprio corpo “spazializzato” sulla scena drammaturgica riesce ad instaurare uno stretto contatto dialogico con le proprie opere, spesso realizzate ad hoc come avviene anche in questa esposizione. Nel percorso progettato, è la spalancata, ossuta e screziata scultura in pietra della Porta ad evocare, non già un amicale ingresso, bensì un memoriale trauma d’ordine catastrofico. Anche i tre totemici, primitiveggianti Alberi in cortecce di cedro, ferro e pietra, sono la metafora naturalistica di implacabili testimoni oculari del dissesto climatico in corso. Nel gruppo scultoreo di Geometria organica la sostanziale poetica a-euclidea di Jörg Grünert, viene fuori con tutta la sua forza strettamente affine alla mandelbrotiana geometria frattale, tal che ci si chiederà in che modo le sue “naturalizzate” forme possano essere compatibili con la prevalente e stilizzata “purezza” del Design contemporaneo.»

Maurizio Coccia: «L’artista coniuga coscientemente i dati del contesto con la sensazione e il vissuto. Cioè organizza – progetta – le modalità dinamiche di rapporto fra desiderio e possibilità. È il progetto che si configura come struttura del mondo sensibile. Ne diventa la membrana che modifica la percezione del reale ridefinendo il confine fra ciò che c’è e ciò che potrebbe esserci. Come si vede in questa mostra, di oggetti, in ambedue i casi, sono solo il residuo fisico di una complessa elaborazione mentale. Il valore filosofico non è nei risultati, ma nel processo. La smaterializzazione, infatti, non è più solo prerogativa dell’arte, basti pensare al System Design, che non progetta “cose”, ma le regole e le infrastrutture che fanno funzionare le cose. L’accento, infine, cade sulla capacità del progetto di istituire delle architetture di relazioni. Una trama di valori e principi civili – e quindi estetici – che lega biografie e contesti eterogenei, preordinato e contingenze, inibizioni e catarsi. Liberarsi dal peso dei manufatti, smettere di produrre ingombri e cominciare a tracciare costellazioni. È in questo spazio trasparente, che le discipline dovrebbero riconoscersi. Progettare non significa occupare il mondo, ma inaugurarne una nuova eco per fecondare il tempo prima ancora della forma e consegnarci – ogni volta rinnovata – la vertigine di ciò che potrebbe essere.»

La scelta dell’Arrocco, progettato e realizzato da Distretto 19, quale luogo espositivo, è legata al ruolo che l’edificio si propone di assumere all’interno della città: non solo studentato, ma hub culturale e sociale, sistema capace di mettere al centro gli spazi di relazione, con l’obiettivo di attivare dinamiche di comunità tra gli studenti e, più in generale, di generare scambi culturali aperti alla città. 

Infatti lo spazio sarà attivato, nel periodo della mostra, attraverso incontri pubblici, momenti di discussione e interventi performativi dell’artista, trasformando il progetto artistico in una piattaforma discorsiva oltre che in un dispositivo esperienziale.

BIOGRAFIE

Jörg Grünert è scultore, performer, drammaturgo, trainer e formatore di pedagogia teatrale e artistica. Oltre alle mostre d’arte, agli spettacoli dal vivo, è impegnato nel Teatro Sociale e di Comunità, nell’Alta Formazione e in scambi di cooperazione internazionali in Italia e all’estero. Già Docente della cattedra di Tecniche Relazionali, nel Corso di Laurea di Servizio Sociale, dall’anno 2013/2014all’anno 2018/2019; Cultore della materiadall’anno 2006/2007all’anno2011/2012, e Docente a contratto della materia professionalizzante Abilità Relazionali, presso la Facoltà di Scienze Sociali, dall’anno 2002/2003 all’anno 2004/2005,dell’Università “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara. Collabora con il Centro Al Jana/ARCPA (Arab Resource Center for Popular Arts) di Beirut, Libano fin dal 2004, come trainer di pedagogia teatrale ed artistica nei programmi di formazione di operatori/trici per le comunità dei profughi palestinesi, per associazioni e biblioteche libanesi in network con ARCPA, oltre che come artista partecipando a mostre e performance. Si avvale di prassi e tecniche delle arti visive, arti sceniche, della performance e di linguaggi multimediali, di metodi del teatro dell’oppresso e teatro mimico a cui ha coniugato studi e approfondimenti sulla pragmatica della comunicazione. Il suo lavoro si è ulteriormente arricchito aprendosi a nuove ricerche quando, nel 1995, ha iniziato a collaborare con l’attrice Cam Lecce, con la quale ha fondato l’Associazione Deposito Dei Segni, oggiETS, nel 1997, e con la quale condivide una co-conduzione di genere nella gran parte delle attività che svolge. Tra le ultime esposizioni: 2025 “Night Diaries – acquerelli iracheni e libanesi 2003-2022” – 43º Spoltore Ensemble, Spazio Cultura, Spoltore (PE); 2022 “Anime”, Isola del Gran Sasso (TE); 2021 “Arte in Natura”- Hausgallerie5+, Spoltore PE; 2020 “Oscillazione della Materia”, Scuola Verde, 7ª edizione Arte in Natura, San Pietro, Isola del Gran Sasso, TE; 2019 “Mare Nostrum – Le vie delle spezie”, installazione performance, Scuola Verde, 6ª edizione Arte in Natura / 2ª ediz. Festival del Turismo Responsabile IT.A.Cà – Migranti e ViaggiatoriSan Pietro, Isola del Gran Sasso, TE.

IdeaSapiens è un’Associazione Culturale e Think-Tank, nata nel 2012, che si occupa di indagare il valore culturale e sociale della creatività. Si è occupata di eventi e mostre, interviste e ricerche, sperimentazioni ed esplorazioni. L’obiettivo è quello di stimolare un incontro e una discussione sul ruolo sociale, fondamentale, di Arte e Design nelle nostre vite.

Deposito dei Segni ETS è una associazione, ente del terzo settore. Promuove la solidarietà sociale e diffonde la cultura e l’arte nelle forme di arti drammatiche e performative, visive, plastiche, letterarie, musicali, multimediali, teatro sociale e di comunità per la fruizione popolare delle arti e della cultura accessibili a tutti.

Distretto 19 è uno studio di progettazione e una realtà commerciale che opera nel settore delle finiture d’interni e dell’arredamento, rappresentando così per il cliente un unico riferimento. Un incontro a partire dal quale immaginare e realizzare soluzioni abitative, luoghi di lavoro, spazi per il retail e per l’hospitality, attraverso la consulenza di un team capace nella progettazione di ambienti personalizzati e su misura.

INFO

Jörg Grünert
Frammenti e Visioni
tra Design e Arte | tra Arte e Design

A cura di Angelo Bucci
Con i testi di Maurizio Coccia,Antonio Gasbarrini e Antonio Zimarino
Promossa da Deposito dei Segni, Idea Sapiens
In collaborazione con Distretto 19

Inaugurazione 24 luglio 2026 ore 18.00
Fino al 2 agosto 2026
Orari
: tutti i giorni 16.00 – 20.00

ARROCCO Student&Hotel
Viale Papa Giovanni XXIII, 11/13 – L’Aquila

Deposito dei Segni ETS
depositodeisegni@gmail.com
https://www.depositodeisegni.org/

Idea Sapiens
info@ideasapiens.it

https://www.ideasapiens.it/

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – blowart

tel 3494945612 – roberta.melasecca@gmail.com
cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it

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