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L’animale che dunque sono

⏰ lettura 3 min.

Dal 2 al 23 ottobre 2026, il Centro Culturale Claudio Trevi di Bolzano accoglie l’intensa ricerca dell’artista ceca Jana Kasalová con la mostra personale “L’animale che dunque sono”. Curata dalla storica dell’arte Miroslava Hájek e inserita nel prestigioso circuito della Bolzano Art Weeks, l’esposizione indaga attraverso fotografia e performance la sottile, fragile e permeabile frontiera che separa l’essere umano dal mondo animale, scardinando secoli di rigido antropocentrismo.

Che cosa accade quando smettiamo di osservare l’animale come un oggetto subordinato e, all’improvviso, ci accorgiamo di essere guardati a nostra volta? È da questo vertiginoso ribaltamento di prospettiva che prende le mosse la raffinata indagine visiva di Jana Kasalová. Il titolo dell’esposizione è una dichiarazione d’intenti e un omaggio diretto alla filosofia di Jacques Derrida, che nel suo celebre saggio decostruì il dogma cartesiano del “Penso, dunque sono” per approdare alla formula “L’animale che dunque sono”.

Nelle sale del Centro Trevi, l’animale cessa definitivamente di essere una mera proiezione dell’umano o una presenza marginale, per trasformarsi in un formidabile dispositivo di conoscenza reciproca. La ricerca dell’artista ceca, avviata con ostinazione sin dal 2007, mappa minuziosamente il momento in cui l’identità umana — costruita artificialmente per opposizione e distacco dalla natura — vacilla sotto il peso del proprio isolamento speculativo. Kasalová non ritrae la fauna in senso naturalistico, ma utilizza l’animalità come uno specchio profondo, invitando lo spettatore a riconoscere la propria intrinseca e innegabile bestialità sopita.

KASALOVA 2007

Il progetto espositivo, fortemente voluto e prodotto da Spazio5 Contemporary Cluster per celebrare i propri vent’anni di attività (in sinergia con Studio Openspace), si snoda attraverso un linguaggio ibrido che fonde l’azione performativa alla fissità evocativa del medium fotografico. Per Kasalová, il corpo umano non è mai un’entità chiusa, ma un territorio liminale, un palcoscenico su cui si consuma una continua metamorfosi.

Le sue immagini diventano sismografi di una tensione primordiale. Attingendo alla sua vasta esperienza nell’interpretazione cartografica del paesaggio e nello studio delle impronte, l’artista esplora la vulnerabilità della carne e la memoria genetica che ci lega alle altre specie. L’animale diviene figura concreta e, al tempo stesso, archetipo simbolico. In un’epoca segnata dal collasso ecologico e dall’urgenza di ridefinire il nostro posto sulla Terra, le opere di Kasalová ci ricordano che il confine tra umano e non umano è, in fondo, solo una linea tracciata dall’arroganza della nostra cultura.

Il percorso curatoriale orchestrato da Miroslava Hájek arricchisce la fruizione visiva di profonde risonanze etiche e spirituali. Il dialogo visivo di Kasalová entra infatti in consonanza con l’antroposofia di Rudolf Steiner, il quale ricordava come ogni essere umano dotato di intelligenza e compassione debba provare una gratitudine viscerale verso le forme di vita meno evolute, senza le quali la sua stessa esistenza sarebbe impossibile.

A questo richiamo si unisce, in un affascinante salto millenario, la preghiera di San Basilio Magno della tradizione cristiana orientale, che invocava il rispetto per i “piccoli fratelli” del regno animale, riconoscendo loro un ruolo sacro nell’armonia del creato. Attraverso questa fitta trama di rimandi filosofici e spirituali, L’animale che dunque sono si eleva ben oltre la dimensione estetica. La mostra si fa manifesto per una nuova alleanza ecologica, un invito vibrante ad abbandonare la logica del dominio per abbracciare un’etica della cura, della compassione e della convivenza radicale con tutto il mondo vivente.

Invito jana Kasalova - L'animale che dunque sono
INFO
L'animale che dunque sono | Jana Kasalová
A cura di Miroslava Hájek

Centro Culturale Claudio Trevi
Via dei Cappuccini 28, Bolzano

Dal 2 al 23 ottobre 2026
lun.-ven- 9.00 - 18.00
Sab. 10.00 - 13.00
15.00 - 18.00
Domenica chiuso

studio.openspace@gmail.com
Web: www.spazio5.net

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