Dal 19 settembre al 31 ottobre 2026, l’antico borgo laziale di Cori torna a farsi palcoscenico ed epicentro plastico con la seconda edizione di “Alcove – Dialoghi sulla scultura”. Curata da Ilaria Monti e Alberto Timossi, la rassegna innesca un potente cortocircuito visivo e materico tra le viscere storiche dello Studio Specus e la razionalità luminosa del Museo della Città e del Territorio, dimostrando come la scultura odierna possa non solo abitare, ma ridefinire il patrimonio storico.
Ci sono luoghi che non si limitano a ospitare l’arte, ma la plasmano, la interrogano, ne condizionano l’essenza. È il caso di Cori, il cui tessuto urbano stratificato si offre come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per la seconda edizione di Alcove. Il progetto espositivo, nato dalla visione dello Studio Specus – Cantiere per l’arte contemporanea, si fonda su una dicotomia spaziale di straordinaria potenza evocativa. Da un lato, lo spazio ipogeo e sotterraneo dello Studio Specus, incastonato nel centro storico: un ventre oscuro, geologico, dove l’opera d’arte si confronta con l’umidità della terra, con le ombre dense e con la memoria ancestrale della materia. Dall’altro, la Loggia rinascimentale del Museo della Città e del Territorio (parte del Complesso Monumentale di Sant’Oliva), dove trionfano la luce, la misura architettonica e la prospettiva aerea. In questo transito dall’oscurità alla luce, il concetto stesso di “alcova” perde la sua accezione di semplice nicchia o rifugio, per trasformarsi in uno spazio liminale, un dispositivo di svelamento in cui la scultura si confronta brutalmente e poeticamente con le preesistenze storico-architettoniche.

A orchestrare questa complessa partitura spaziale, i curatori Ilaria Monti e Alberto Timossi hanno chiamato cinque artisti portatori di linguaggi, anagrafi e visioni profondamente eterogenee: Claudia Di Francesco (1992), Pino Genovese (1953), Giovanni Longo (1985), Veronica Neri (1995) e Francesco Petrone (1978). Mettere in dialogo autori che coprono un arco generazionale di oltre quarant’anni significa tracciare una mappa evolutiva della scultura italiana. Dalle pratiche più legate all’organicità del gesto e al recupero ambientale, fino alle sintesi concettuali e alle ibridazioni dei talenti più giovani, la mostra non propone un tema impositivo, ma un “principio di confronto”. Le opere abbandonano l’idea del piedistallo isolato per farsi ambiente, misurandosi con la porosità della pietra, con i volumi vuoti delle logge e con la vertigine dell’ipogeo. I materiali diventano sismografi di differenti modi di pensare il vuoto e di abitare il nostro tempo, confermando l’infinita vitalità della disciplina scultorea.
La dimensione raccolta della città di Cori agisce come un catalizzatore formidabile. Il territorio smette di essere un inerte fondale scenografico per tramutarsi in co-autore del processo creativo, generando scambi diretti tra le memorie del paesaggio, le suggestioni degli artisti e la vita della comunità locale (un legame già fortificato durante l’anno da presentazioni editoriali presso la Biblioteca Civica “Elio Filippo Accrocca”). Ma Alcove è anche un progetto di continua speculazione epistemologica. A testimoniarlo è l’evento che segue l’inaugurazione: domenica 20 settembre, il workshop gratuito Intervista all’oggetto. Condotto da Giulia Barone insieme alla direttrice del Museo Guendalina Viani e agli artisti in mostra, il laboratorio utilizza il mezzo fotografico per compiere un cortocircuito temporale. L’obiettivo della macchina da presa indagherà i reperti archeologici delle collezioni museali mettendoli in collisione visiva con le opere contemporanee ospitate nel loggiato, proponendo un inedito metodo di lettura per comprendere come un oggetto tridimensionale, antico o moderno che sia, occupi, ferisca o accarezzi lo spazio che lo circonda.
INFO ALCOVE - Dialoghi sulla scultura (Seconda edizione) A cura di: Ilaria Monti e Alberto Timossi Artisti in mostra: Claudia Di Francesco, Pino Genovese, Giovanni Longo, Veronica Neri, Francesco Petrone Promossa da: Studio Specus, con il patrocinio e sostegno del Comune di Cori In collaborazione con: Associazioni minima, Polygonal, Arcadia e Museo della Città e del Territorio di Cori Inaugurazione: Sabato 19 settembre 2026, ore 17.00 (Inizio allo Studio Specus, a seguire Museo della Città e del Territorio) Date di apertura: Dal 19 settembre al 31 ottobre 2026 Visite guidate: Sabato e domenica, dalle 16.00 alle 18.00 (gratuite) o su appuntamento Studio Specus: Via Cavour 109, Cori (LT) studiospecus@gmail.com minimaassociazione@gmail.com