A maggio la Biennale di Venezia si è trasformata nel palcoscenico di una bizzarra sfilata geopolitica, dove i padiglioni nazionali assomigliano sempre più ad ambasciate sotto assedio. Le proteste feroci contro la Russia e le tensioni costanti attorno al padiglione d’Israele dimostrano come la Biennale rifletta, inevitabilmente, i difficili equilibri della geopolitica globale contemporanea.
Mi chiedo, con amara sagacia: ha ancora senso recintare la creatività dentro rigidi confini geografici quando la cronaca li scuote con questa violenza? Ridurre l’arte a un mero megafono di rivendicazioni ideologiche e boicottaggi rischia di svuotarla della sua forza catartica più autentica, tramutandola in sterile propaganda.
Per fortuna, quando il teatro della politica ripropone i suoi copioni prevedibili, arriva la regina indiscussa: Art Basel. A metà giugno, Basilea rimette la qualità assoluta e l’ordine al centro del villaggio globale. Qui non ci sono distrazioni ideologiche o ipocrisie di facciata; vige la totale sovranità del mercato reale e del collezionismo d’élite. Art Basel si conferma il vero sismografo del contemporaneo, il luogo in cui l’estetica pura si sposa con la spietata concretezza del sistema. È la kermesse che detta le regole del gioco, e chi vuole contare qualcosa nel nostro mondo deve esserne dentro!
Noi di BIANCOSCURO saremo come sempre all’interno per distribuire la nostra rivista, con i nostri reportage giornalistici cartacei e i dinamici video reportage sul canale YouTube porteremo a casa vostra tutta l’atmosfera e l’emozione che si respira nei padiglioni svizzeri.
In un panorama fluido che divora le identità in un istante, l’unico vero errore per un creativo è restare immobile. Mi rivolgo direttamente a te, artista che mi leggi: non aspettare oltre, prenditi la scena! Sono aperte le iscrizioni del BIANCOSCURO Art Contest Monte-Carlo Edition. È la tua grande occasione!
Concludo con un dubbio: se l’arte oggi oscilla pericolosamente tra l’essere un’arma geopolitica o un lussuoso asset finanziario, quale spazio reale rimane per la pura e disinteressata espressione umana? Forse il vero atto di resistenza oggi è saper creare qualcosa che sopravviva al rumore di fondo.
Buona Lettura, e se ci seguite anche sui social, oppure su
YouTube, buona visione!

Vincenzo Chetta
Direttore
