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Archeologie del presente

⏰ lettura 2 min.

La “Geologia della memoria” di Giulio Patrizi a Soriano nel Cimino

Dal 18 luglio, le suggestive Scuderie di Palazzo Chigi-Albani ospitano la personale dell’artista e designer. Un percorso stratigrafico tra frammenti classici e simboli contemporanei che sfida la percezione visiva e tattile.

I simboli non muoiono: si sedimentano, si sovrappongono e cambiano pelle, attendendo che qualcuno ne scavi la superficie per restituire loro una voce. Sabato 18 luglio 2026 alle ore 18:00, le monumentali Scuderie di Palazzo Chigi-Albani a Soriano nel Cimino (VT) apriranno le porte a “Geologia della memoria”, mostra personale di Giulio Patrizi accompagnata da un testo critico di Roberta Melasecca.

Il progetto, patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Soriano nel Cimino, raccoglie una selezione di rilievi, steli, fregi e complessi sistemi segnici. L’obiettivo di Patrizi non è la ricostruzione nostalgica del passato, ma l’esplorazione delle sue tracce superstiti, trasformando il frammento storico in una lingua viva e universale.

Tra rigore grafico e memoria ancestrale

Classe 1980, Giulio Patrizi sintetizza nel suo lavoro una complessa formazione multidisciplinare. Designer, artista visivo e docente (presso lo IED di Roma, l’Accademia di Viterbo e la Sichuan Normal University in Cina), ha arricchito la sua ricerca sul campo iscrivendosi alla Facoltà di Beni Culturali.

Questo duplice binario – l’esattezza geometrica del design e la sensibilità per la tutela storica – emerge chiaramente nelle sue opere. Il suo approccio si traduce in un alfabeto essenziale, dove il rigore grafico dialoga con stratificazioni simboliche di matrice storica, creando un vero e proprio archivio di paesaggi culturali.

Ottico e Aptico: le due vie della percezione

Nel testo di presentazione, Roberta Melasecca evidenzia come le opere di Patrizi stimolino un cortocircuito sensoriale, muovendosi sulla linea teorica tracciata dallo storico dell’arte Alois Riegl riguardo alla distinzione tra percezione ottica (legata alla vista e alla distanza) e aptica (legata al tatto e alla vicinanza).

L’esposizione esorta lo spettatore a utilizzare consecutivamente entrambi gli approcci:

  • La via ottica (la distanza): Permette di decodificare il modello complessivo, i campi e gli ambienti. Qui l’opera attiva una memoria esteriore, legata alla tradizione condivisa dalla comunità, in cui i frammenti della classicità si fondono con i simboli della contemporaneità.
  • La via aptica (la vicinanza): Richiede la prossimità fisica del corpo dello spettatore, invitandolo a misurarsi con porosità, rilievi, intagli e sezioni geometriche. È attraverso questo contatto quasi tattile che si risveglia la memoria interiore dell’individuo, fatta di esperienze private, emozioni e percorsi personali.

«I due sistemi di fruizione costruiscono una narrazione metaforica che ci consente di auto-rappresentarci come unità compiute: avviene quello che Ricœur chiama “il piccolo miracolo del riconoscimento”, l’attuazione di una memoria che si apre a ciò che sembrava affondato o semplicemente lontano dalla nostra dimensione privata, riconoscendone gli archetipi, strutture fondamentali della psiche, a noi sempre appartenuti.»

“Geologia della memoria” si configura così come un autentico atto di presenza che richiede tempo, sguardo e disponibilità alla scoperta, sostando in quell’interstizio fecondo che separa il segno visibile dal senso profondo che lo abita.

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INFO

Mostra: Giulio Patrizi | Geologia della memoria
Testo critico di: Roberta Melasecca

Sede espositiva: Scuderie di Palazzo Chigi-Albani
Indirizzo: Via Papacqua 471, Soriano nel Cimino (VT)

Inaugurazione: Sabato 18 luglio 2026, ore 18:00
Periodo di apertura: Dal 18 luglio al 31 agosto 2026

Orari di visita: * Dal venerdì alla domenica: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00
Ingresso: Libero

Sito Web: www.welcometosoriano.it

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