L’Archivio-Museo dello CSAC apre al pubblico

⏰ lettura 3 min.

Sabato 23 maggio apre al pubblico nell’Abbazia di Valserena, l’Archivio-Museo dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma), che raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Il Centro è stato fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e in seguito diretto da Gloria Bianchino, da otto anni ha sede nella Abbazia, tradizionalmente identificata come “Certosa di Parma”. Gli spazi dell’abbazia sono stati oggi rinnovati attraverso un importante progetto architettonico promosso e sostenuto dall’Università di Parma. Lo CSAC è formato da un Archivio, da un Museo e da un Centro di Ricerca e Didattica molto attivo. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e di supporto all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi. Molto importante anche la parte relativa ai servizi di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei (tra quelli internazionali citiamo il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid).

Parco delle sculture

CSAC – Parco delle sculture

All’Abbazia di Valserena uno straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Il percorso espositivo del nuovo Archivio-Museo, attraverso gli spazi della grande Chiesa cistercense, della Sala delle Colonne, della Sala Ipogea e della Corte delle sculture, rappresenta la complessità e la ricchezza delle collezioni dell’archivio con oltre 600 opere in mostra.

Mario Ceroli, La grande Cina, 1968, 36 sagome di cm 400x220 cad., legno di pino di Russia sagomato, A001880S_784

Mario Ceroli, La grande Cina, 1968, 36 sagome di cm 400×220 cad., legno di pino di Russia sagomato

Un’esposizione permanente in grado di rinnovarsi potenzialmente all’infinito attingendo allo straordinario repertorio visivo dell’Archivio, i cui materiali saranno esposti a rotazione. Gli spazi della Chiesa saranno dedicati a temi che faranno emergere la complessa natura di questo Archivio/Museo, attraverso le interazioni trasversali delle sue collezioni: dall’Arte alla Moda, dal Design alla Fotografia, dall’Architettura alla Pubblicità fino al Disegno della satira, con opere e progetti, solo per citarne alcuni, di Lucio Fontana, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Nizzoli e Bellini per Olivetti, Man Ray, Luigi Ghirri, Dorothea Lange, Giò Ponti, Pier Luigi Nervi, Giuseppe Samonà, Armando Testa, Tullio Pericoli, Vincino.
Chiude questo percorso la mostra monografica dedicata alla cultura figurativa e progettuale degli anni ’60 e ’70 con opere di artisti entrate nelle collezioni dello CSAC sin dai primi anni di attività, come quelle di Enrico Baj, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Emilio Isgrò, Enzo Mari, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Ettore Sottsass, Emilio Tadini.

Sede CSAC_Abbazia Valserena, la Sala ipogea nel 2002, Foto Paolo Rosselli

CSAC – Abbazia Valserena, la Sala ipogea nel 2002, Foto Paolo Rosselli

La Sala delle Colonne espone il lavoro di raccolta e studio delle opere conservate nell’archivio della Sezione Arte con un percorso cronologico dai disegni di Mario Sironi alla Poesia Visiva, insieme a documenti progettuali e di lavoro.
La Sala Ipogea, introdotta da Il Sentimento della Rivoluzione di Fausto Melotti, integra l’itinerario della scultura creato nella corte dell’Abbazia, che comprende numerose sculture di grandi dimensioni.
Il nuovo CSAC è dotato di servizi di accoglienza e ospitalità, come un bistrot e una foresteria allestita in quelle che un tempo erano le celle dei monaci. Naturalmente è presente anche un bookshop, dove è possibile acquistare i cataloghi delle mostre che lo CSAC ha realizzato a partire dal 1969.

Angeli Giancarlo con signora (Angeli cornici - Parma)

Angeli Giancarlo con signora (Angeli cornici – Parma). Sullo sfondo Enrico Baj

 

Guarda su Facebook il nostro reportage fotografico.

BIANCOSCURO all’inaugurazione dell’Archivio-Museo dello CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università…

Posted by Biancoscuro on Venerdì 22 maggio 2015

INFO
 CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
 Università di Parma
 Abbazia di Valserena
 Strada Viazza di Paradigna, 1
 Apertura al pubblico da sabato 23 maggio 2015
ORARI
 dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15
 sabato e domenica dalle 10 alle 20

www.csacparma.it
Luigi Ghirri, Infinito, 1974

Luigi Ghirri, Infinito, 1974