
Il cantiere dell’Antropocene: “Ventunesimo Secolo” trasforma il Teatro di Documenti in un laboratorio d’arte dal vivo
Domenica 3 maggio, i collettivi PROGETTO 8 e LE OFFICINE UNIVERSALI smantellano il confine tra mostra e spettacolo. Sette artisti creano in presa diretta per reagire al collasso tra natura e capitalismo.
Cosa succede quando gli artisti abbandonano il rifugio solitario dei propri studi per creare in presa diretta, a contatto con il pubblico? Il risultato sfugge alle etichette tradizionali: non è una semplice mostra, non è una pièce teatrale e non è una sequenza di performance slegate. È un organismo ibrido. Domenica 3 maggio 2026, negli affascinanti spazi romani del Teatro di Documenti, prende vita Ventunesimo Secolo, un esperimento visivo e scenico ideato da PROGETTO 8 e LE OFFICINE UNIVERSALI.
Il motore concettuale dell’intero progetto è l’omonimo monologo teatrale scritto da Massimo Napoli, che fa da miccia a una riflessione spietata sul nostro tempo. Il ventunesimo secolo è l’epoca in cui l’illusione umana di poter possedere e dominare la Natura si svela quotidianamente in tutto il suo drammatico fallimento. Di fronte a un capitalismo che opprime i ritmi vitali e a una finta coscienza ecologica (ironicamente stigmatizzata nel testo di Napoli: “facciamo pure entrare la natura nelle nostre case… orniamo i vetri con foglie d’acero!”), gli artisti rispondono non con l’estetica pura, ma con l’azione.
La scena diventa un cantiere in cui linguaggi diversissimi — pittura, fotografia, videoarte, sound design, scultura e drammaturgia — collidono e si fondono:
- Daniele Contavalli porta in scena Testo Secondo e Testo Terzo, dove la pittura (acrilico su tela e cartone) tenta di dare una forma visiva all’estrapolazione caotica delle parole, cercando una sintesi razionale per la voce della Natura.
- Laura della Gatta agisce nello spazio con Scherzo di Natura. Moto ondoso anomalo, una scultura tessile olografica attivata dal corpo e accompagnata da un’improvvisazione musicale all’arpa, per evocare le vibrazioni profonde e inabissanti delle acque.
- Claudio Marani supera il confine tra biologia e tecnologia con Dialoghi con Flora: una video-installazione in cui il pubblico entra in contatto tattile con una pianta viva. Attraverso dei sensori applicati sulle foglie, il flusso della linfa viene tradotto in un segnale percepibile, restituendo voce a organismi silenziosi e inermi.
- Enrico Pulsoni svela la metafora del progetto didattico e creativo con F.U.L. Fare Un Libro, un’azione manuale che invita all’auto-realizzazione di libriccini e leporelli, riflettendo sulla trasmissione delle istruzioni e sulla riproducibilità del sapere.
- Claudia Quintieri indaga l’attrito visivo tra urbanizzazione e persistenza naturale con il video Lì o là. Attraverso il dono di cartoline astratte recanti domande dirette, l’artista forza il pubblico a prendere posizione.
- Giuseppe Scelfo chiude il cerchio con la sua azione Dammi il là e un Disegno interattivo: un’indagine multimediale sullo spazio frammentato, imperscrutabile eppure trasparente della condizione umana.
Un’esperienza che richiede la puntualità di un rito: data la natura performativa dell’evento, le porte del teatro si chiuderanno inesorabilmente allo scoccare dell’inizio.

INFO
PROGETTO 8 e LE OFFICINE UNIVERSALI
presentano
VENTUNESIMO SECOLO
Mostra/Spettacolo
Domenica 3 maggio 2026 ore 19:00 -
Teatro di Documenti
Via Nicola Zabaglia 42 - Roma
teatrodidocumenti@libero.it